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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00456 presentata da COMINO DOMENICO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19961113

Ai Ministri del tesoro, delle risorse agricole, alimentari e forestali e del commercio con l'estero. - Per sapere: se risponda al vero che il gruppo Italgrani ha ormai prodotto allo Stato un danno quantificabile in circa tremila miliardi di cui duemila per sinistri Sace e mille per crediti inesigibili nei confronti di banche e istituti finanziari pubblici; se sia vero che il gruppo Italgrani occupa meno di settecento persone, comportando alla collettivita' un danno di almeno quattro miliardi per ciascun addetto del gruppo; se sia vero che le societa' del gruppo Italgrani, facenti capo alla famiglia Ambrosio di Napoli, risultano debitrici del gruppo creditizio Banco di Napoli (Banco di Napoli spa ed Isveimer spa) per oltre settecento miliardi; se sia vero che, pur gia' in presenza di un palesato stato di decozione, le societa' del gruppo ed in particolare la capogruppo Italgrani Spa sono state rifinanziate dall'Isveimer nel dicembre 1994, e dall'Isveimer stessa con il Banco di Napoli, il Banco di Roma, la Bnl, e l'istituto San Paolo di Torino nel settembre 1995; se sia vero e quali siano le numerose societa' del gruppo, Italgrani alle quali sono state contestate pesanti infrazioni e che, pur in palese stato di decozione, risultano ancora attive e beneficiarie di interventi con nuova finanza erogata anche di recente, da istituti di credito pubblici, primo tra tutti il Banco di Napoli; se sia vero che da tempo gli amministratori delle societa' del gruppo Italgrani si stanno adoperando per concentrare l'esposizione nei confronti del sistema bancario verso il Banco di Napoli, nell'attesa che la loro posizione di debito da quest'ultimo venga conferita nella Revibank, il cui attivo, stante il piano di salvataggio del Banco stesso, sara' garantito dai meccanismi della "legge Sindona", con la prospettiva di rinegoziare quanto dovuto con un soggetto, la Revibank, che si prevede assai poco motivato al suo recupero; se sia vero che dal Banco di Napoli Spa sia stata costituita una societa' di diritto elvetico, denominata Novafin Financiere SA, con sede a Ginevra; se sia vero che nei primi anni novanta la Italgrani Spa sia entrata a far parte della compagine della Novafin Financiere SA, affiancando dunque il Banco di Napoli spa; se sia vero che tra il 1990 ed il 1994 Novafin Financiere SA ha acquistato dal gruppo Italgrani crediti inesigibili per centinaia di miliardi di lire, che ha liquidato pronta cassa attingendo a provviste di denaro fornitegli dal Banco di Napoli spa e dal Banco di Napoli Lussemburgo o raccolte sul mercato negoziando le garanzie di questi ultimi istituti; se sia vero che le societa' del gruppo Italgrani, oltre ad aver contribuito pesantemente al dissesto del gruppo creditizio Banco di Napoli, hanno altresi' concorso al dissesto finanziario della Sace la cui paralisi operativa degli ultimi tre anni e' dovuta in gran parte a debiti non onorati per oltre milecinquecento miliardi di lire da parte di clienti della Italgrani Spa, che la Sace ha accettato di assicurare pur a conoscenza della insolvibilita' di soggetti debitori e, cosa ancor piu' grave, senza avviare un'istruttoria circa l'effettiva origine dei prodotti di consumo forniti dalla Italgrani spa, nella piu' parte dei casi fabbricati con materia prima estera, quando non di paesi terzi; se sia vero che, pur in presenza di sollecitazioni, non e' stata effettuata da parte del Ministro del tesoro una analisi delle coperture concesse dalla Sace alle societa' del gruppo Italgrani negli anni compresi tra il 1990 e il 1994 e la comparazione degli importi andati in sinistro rispetto a quelli assicurati; se sia vero che la societa' pubblica Fine factoring spa, del gruppo Banco di Napoli, ha acquistato da societa' del gruppo Italgrani negli anni compresi tra il 1990 e il 1994, crediti inesigibili per decine di miliardi di lire e se il Ministro sia al corrente che tali insolvenze sono all'origine della messa in liquidazione della societa', che pur era dotata di un cospicuo patrimonio; se i Ministri interrogati non ritengano opportuno, attesa la veridicita' di quanto sopra, far interrompere ogni rapporto tra istituzioni finanziarie e di credito pubbliche e societa' del gruppo Italgrani, avviando una immediata azione di recupero di quanto ancora possibile e interrompendo l'azione di distrazione di risorse da tempo avviata dagli amministratori del gruppo a beneficio del sistema estero della societa'. (3-00456)

 
Cronologia
martedì 12 novembre
  • Politica, cultura e società
    La Corte di cassazione condanna Bettino Craxi a 5 anni e 6 mesi di detenzione per corruzione. Sono condannati il finanziere Sergio Cusani, che sconterà la pena in carcere, l'ex segretario amministrativo della DC Citaristi e l'ex presidente Sai Ligresti.

mercoledì 13 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si apre a Roma il vertice internazionale promosso dalla FAO sulla fame nel mondo, nel corso del quale avviene lo storico incontro in Vaticano tra il Pontefice Giovanni Paolo II e il leader comunista cubano Fidel Castro.

giovedì 14 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro dei lavori pubblici Di Pietro si dimette in polemica con le accuse mosse dalla Guardia di finanza e dalla procura di Brescia.