Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00302 presentata da VENETO GAETANO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961114
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: sono sempre piu' insistenti le voci, riprese anche da organi di stampa, che danno per certa la dismissione, da parte del Banco di Napoli, della societa' editrice che controlla La Gazzetta del Mezzogiorno; per vari mesi, il Ministro del tesoro, Carlo Azeglio Ciampi, ha sollecitato le Fondazioni a disfarsi delle loro partecipazioni nel sistema creditizio italiano. Entro dieci anni, le fondazioni saranno ricondotte definitivamente ai loro compiti statutari di enti non-profit. Nel frattempo, la fondazione Banco di Napoli ha concentrato il suo impegno assolutamente prioritario nella dismissione delle due testate giornalistiche Il Mattino e La Gazzetta del Mezzogiorno. Un impegno degno forse di miglior causa, dato che la decisione di vendere le due testate, non sollecitata da alcuno, ha coinciso con il periodo piu' nero per la gia' gracile economia ed imprenditoria meridionale. Il rischio della dismissione era evidente: consentire a grandi gruppi finanziari (di tradizione editoriale e non, esterni al territorio di storica incidenza delle due testate) di mettere il cappello sugli unici fortini editoriali guidati da gruppi imprenditoriali del Mezzogiorno; Il Mattino e' stato gia' venduto e per La Gazzetta del Mezzogiorno, invece, i giochi non sono chiusi; quando la fondazione rese nota la volonta' di cedere i due quotidiani, la redazione del giornale pugliese-lucano e meridionale approvo' all'unanimita' un documento nel quale invitava la "proprieta'" a spiegare le ragioni di quella troppo rapida decisione; il paradosso e' che, ora, nonostante tutto, l'operazione di cessione del Banco di Napoli, partita molti mesi dopo il preannuncio della vendita della Gazzetta, rischia di arrivare prima al traguardo, mentre sul caso Gazzetta si continua a brancolare nel buio; pertanto la fondazione poteva riflettere alquanto prima di dismettere la Gazzetta, o, almeno, preparare adeguatamente la relativa privatizzazione; pochi quotidiani italiani vantano un radicamento col territorio come e quanto la Gazzetta del Mezzogiorno, come la storia e le cifre dimostrano chiaramente; pertanto e' importante che la fondazione s'impegni ufficialmente a trasferire il quotidiano a gruppi rispettosi delle esigenze regionali, e possibilmente collegati a gruppi o imprenditori della regione Puglia, della regione Basilicata e delle realta' regionali finitime, meglio se gia' impegnati nel settore editoriale, e che, inoltre, si favorisca che i livelli occupazionali (fondamentali per un giornale interregionale dal respiro nazionale) siano mantenuti; negli ultimi anni la redazione della Gazzetta ha accettato un massiccio piano di prepensionamenti (ben ventotto dipendenti). La societa' di gestione ha inoltre varato, a proprie spese, un piano di ristrutturazione (tecnologico-occupazionale) che ha portato la tipografia e l'amministrazione a privarsi di ottantatre' unita' avviando cosi' l'operazione di risanamento-rilancio del giornale; e' opportuno che la fondazione tenga presente l'esigenza di lettori e giornalisti, espressa nel messaggio della tutela della questione informativa, che e' anche una questione di democrazia e partecipazione civile e sociale; in sintesi, in una eventuale vendita sul mercato di questo giornale che appartiene al patrimonio storico, culturale e informativo di tutto il Mezzogiorno, dovrebbero essere comunque salvaguardati alcuni criteri, assolutamente irrinunciabili quali: a) l'ancoraggio al territorio e alla societa' meridionale; b) la salvaguardia dei livelli occupazionali di tutte le professionalita' della testata; c) la linea meridionalista, che costituisce la prima ragion d'essere di un giornale diffuso in gran parte del territorio meridionale -: se e quali iniziative intenda assumere il Governo per assicurare che le eventuali procedure di dismissione delle societa' proprietarie delle testate giornalistiche del Mezzogiorno, ed in particolare della proprietaria della Gazzetta del Mezzogiorno, avvengano nel rigoroso rispetto del pluralismo, evitando che si proceda ad una svendita a soggetti che tendono a concentrare nelle proprie mani i piu' diffusi organi di informazione. (2-00302)