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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00052 presentata da VIGNI FABRIZIO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19961115

La Camera, premesso che: la presenza delle radiazioni non ionizzanti nell'ambiente e' cresciuta enormemente, negli ultimi decenni, a seguito dello sviluppo tecnologico; le principali fonti di inquinamento sono le tecnologie impiegate per il trasporto e la distribuzione dell'energia elettrica (elettrodotti ad alta tensione), per le radiotelecomunicazioni (emittenti radiotelevisive, antenne per la telefonia cellulare, telefonini, eccetera), per le applicazioni in campo industriale e nei servizi (industria del legno, gomma, plastica, varchi magnetici per il controllo degli accessi, ambienti sanitari), nonche' per le apparecchiature elettrodomestiche; in tutta Europa e nel mondo il problema dell'inquinamento elettromagnetico sta suscitando crescente preoccupazione, per i pericoli che possono derivare alla salute dei cittadini dall'esposizione ai campi elettrici e magnetici, tanto che un dossier dell'Organizzazione mondiale della sanita' segnala questo problema tra le principali emergenze del mondo contemporaneo; ad un cosi' forte aumento dell'inquinamento elettromagnetico non ha fatto ancora riscontro un corrispondente diffondersi di adeguate normative di tutela nei luoghi di vita e di lavoro; i limiti di esposizione indicati nella normativa ad oggi esistente nel nostro Paese, compreso il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 28 settembre 1995, che integra il precedente decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 23 aprile 1992 (peraltro limitati ai soli campi elettromagnetici generati alle frequenze di trasmissione dell'energia elettrica, e solo per gli ambienti abitativi o nell'ambiente esterno, escludendo quindi gli ambienti di lavoro nonche' le esposizioni alla gamma di frequenze superiori) fanno riferimento agli effetti acuti (a breve termine) sulla salute delle persone, ma non agli effetti cronici (a lungo termine); l'Istituto superiore di sanita', modificando precedenti valutazioni, riconosce ufficialmente (rapporto Istisan 95/29) l'esistenza di un rapporto causale tra esposizione ai campi elettromagnetici a 50/60 Hz ed alcune tipologie di tumore e raccomanda la prevenzione per quanto riguarda il futuro e la bonifica ambientale per quanto concerne le linee elettriche gia' in esercizio: "il rispetto dei limiti di esposizione previsti dalla normativa italiana - sostiene l'Iss - deve dunque essere considerato un requisito minimo cui va affiancato l'obiettivo generale di una riduzione dell'esposizione, dove cio' sia fattibile tecnicamente ed a condizioni ragionevoli. Occorre quindi che nei progetti di realizzazione dei nuovi elettrodotti sia esplicitato l'obiettivo della riduzione delle esposizioni ai campi elettrici e magnetici, anche mediante l'adozione di nuove soluzioni tecnologiche. In particolare, il contenimento delle esposizioni appare prioritario per gli asili, le scuole ed altri ambienti, al chiuso ed all'aperto, destinati all'infanzia. Per quanto riguarda l'esistente, appare prioritario pianificare interventi di riduzione dei livelli di esposizione che, in abitazioni, scuole e luoghi di lavoro, risultino largamente superiori a quelli mediamente riscontrabili in ambienti analoghi"; quantunque allo stato attuale delle conoscenze non sia possibile stabilire quali siano i meccanismi di azione dei campi elettromagnetici sugli organismi viventi, ne' sapere con certezza quali siano i limiti di esposizione ammissibili per la prevenzione degli effetti nocivi sul corpo umano, le conferme sempre piu' evidenti di una relazione tra l'esposizione a campi magnetici e l'insorgenza di tumori debbono tuttavia indurre ad applicare e rispettare in ogni ambito di vita e di lavoro il principio enunciato dall'Oms con cui si raccomanda che le esposizioni vengano mantenute a livelli piu' bassi possibile quando non si ha un chiaro giudizio in merito al rischio cui si sottopone la popolazione; in altre parole, si deve adottare un principio di massima cautela; la stessa risoluzione approvata il 5 maggio 1994 dal Parlamento europeo sottolinea come "le difficolta' di evidenziare una relazione dose/effetto che permetta di calcolare l'effetto dei campi elettromagnetici non impedisce di adottare misure legislative volte a creare un sistema di limitazione all'esposizione dei lavoratori e del pubblico"; gli impegni contenuti in una risoluzione approvata dalla Commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera il 17 ottobre 1995 non sembrano aver trovato, ad oggi, alcuna attuazione -: impegna il Governo a predisporre un quadro normativo organico per la tutela dall'inquinamento elettromagnetico ed a modificare le normative esistenti conformandole al principio della massima cautela anche per quanto riguarda gli effetti a lungo termine delle esposizioni a campi elettromagnetici, tenuto conto dei valori espositivi ritenuti pericolosi dalla ricerca epidemiologica; a pianificare interventi di riduzione delle esposizioni a campi elettrici e magnetici; a definire, per quanto riguarda gli elettrodotti ed altre installazioni elettriche, un protocollo di intesa con l'Enel e gli altri gestori che - sull'esempio di quello stipulato in Francia tra il Governo e l'Edf - preveda sia nei piani di risanamento indicati dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 1992, sia nella costruzione di nuove linee elettriche l'adozione di tutte quelle soluzioni tecnologiche e funzionali (quali ad esempio l'interramento dei cavi, le cosiddette "linee compatte", l'individuazione di "corridoi" per le linee ad alta tensione) che consentano di ridurne l'impatto ambientale e i rischi per la salute, con particolare attenzione per gli asili, le scuole e gli altri ambienti destinati all'infanzia; a promuovere e sostenere un programma di ricerche e studi epidemiologici in ordine agli effetti dei campi elettromagnetici, sulla salute, anche nell'ambito di una piu' vasta cooperazione internazionale; a predisporre interventi di monitoraggio finalizzati ad una corretta valutazione dei livelli di esposizione ed a promuovere campagne di informazione per la pubblica opinione caratterizzate da rigore scientifico e chiarezza nella comunicazione; a presentare al Parlamento entro il mese di marzo del 1997 una relazione sullo stato di attuazione dei piani di risanamento previsti dal decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 23 aprile 1992. (1-00052)

 
Cronologia
giovedì 14 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Ministro dei lavori pubblici Di Pietro si dimette in polemica con le accuse mosse dalla Guardia di finanza e dalla procura di Brescia.

giovedì 21 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il rettore dell'università di Venezia, Paolo Costa, assume il Ministero dei lavori pubblici.