Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00476 presentata da MANTOVANO ALFREDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961121
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e del commercio con l'estero. - Per sapere - premesso che: il 13 novembre 1996 si e' aperta a Roma la conferenza internazionale della Fao sulla fame nel mondo, con la partecipazione dei rappresentanti di centosettantatre' Stati. Fra questi e' intervenuto pure il presidente della Repubblica cubana Fidel Castro, la cui visita nella capitale italiana e' stata accompagnata dal plauso di gran parte dei mass media occidentali, a seguire i quali il governo di L'Avana avrebbe avviato una profonda democratizzazione interna. In realta', dalla presenza di Castro al vertice della Fao, ad avviso degli interroganti, potrebbero ricavarsi indicazioni soltanto su cio' che non va fatto per affrontare i gravissimi problemi della nutrizione, applicando al contrario la politica seguita da Cuba negli ultimi quarant'anni di regime; e' noto a tutti che gli abitanti dell'isola dei Caraibi vivono ancora oggi, nonostante il crollo dei muri e il superamento delle cortine, in uno dei piu' oppressivi totalitarismi conosciuti dalla storia: le carceri sono piene da decenni di oppositori politici, che patiscono le piu' atroci sofferenze e torture (un saggio e' stato fornito nel 1986 dal volume autobiografico Contro ogni speranza dello scrittore cubano Armando Valladares); la persecuzione antireligiosa non conosce sosta (dal 1969 e' stata abolita la festivita' del Natale e chi la celebra va incontro a sanzioni; si veda al riguardo l'appello dei vescovi cubani, pubblicato nel quotidiano cattolico Avvenire del 27 dicembre 1995); la miseria e la poverta' sono la diretta conseguenza di politiche costantemente erronee ("Cuba non e' un paese povero, e' un paese impoverito dalla politica di Castro che ha distrutto l'economia", ha dichiarato a il Giornale del 19 maggio 1996 lo scrittore cubano Guillermo Cabrera Infante, il quale ha aggiunto che "a Cuba la sola proprieta' privata sono i sogni. Per contro gli incubi sono tutti nazionalizzati"); chi tenta di fuggire via mare viene colpito dalla guardia costiera; chi tenta di portare soccorso ai balseros viene annientato, come e' capitato ai piloti degli aerei da turismo abbattuti dai militari cubani nel febbraio 1996; a Cuba e' fiorente e, a quanto risulta agli interroganti, trova complicita' istituzionali il turismo sessuale, soprattutto ai danni di minori: di tale fenomeno si sta occupando la Commissione giustizia della Camera, che discute su una proposta di legge volta a reprimere l'abuso sessuale commesso anche in questa forma; la riprova del contributo dato da Fidel Castro all'aumento della fame e della disperazione nel suo paese e' data dalla circostanza che oggi vivono all'estero oltre un milione e cinquecento cubani, che aumenterebbero notevolmente se la fuga da quell'inferno non fosse duramente ostacolata. Una percentuale cosi' ingente di emigrati comporta rottura delle unita' familiari, separazione dei coniugi, figli che crescono lontano dai genitori, genitori che non vedono crescere i figli, anziani che muoiono lontano da casa senza vedere i propri cari. La speranza di buona parte dei cubani che ancora risiedono in patria e' di rientrare nel sorteggio dei visti che gli Usa concedono ogni anno: e' impressionante il dato in base al quale, nel 1996, circa ottocentomila famiglie hanno presentato una lettera di richiesta di visti di immigrazione negli Stati Uniti; non puo' accettarsi, anche al fine di favorire gli aiuti al regime di Castro, la tesi secondo la quale l'embargo nordamericano nei confronti di Cuba e la perdita dei rapporti commerciali preferenziali con l'ex blocco socialista abbiano aggravato la crisi strutturale del paese; queste circostanze passano in secondo piano rispetto alla cattiva gestione delle risorse e all'impulsiva pianificazione e realizzazione di programmi, che sono falliti uno dopo l'altro. La libera circolazione del dollaro, quale moneta forte che permette di acquistare prodotti e beni di prima necessita', che non possono essere comperati con la moneta nazionale, ha acuito le privazioni dei poveri e ha incentivato la criminalita' e la prostituzione. Non puo' quindi ignorarsi il peso decisivo, piu' che di fattori esterni, del blocco interno che incombe sul popolo cubano a causa di scelte volute dal governo castrista; in coincidenza con la visita di Fidel Castro a Roma e con l'accoglienza ricevuta, il popolo cubano, come poche altre volte nella storia, si ritrova oppresso, solo e indifeso rispetto a interpretazioni errate della sua reale condizione sociale, economica e politica; il rispetto dei princi'pi riconosciuti da tutti i popoli civili impone oggi al Governo italiano, in occasione del vertice della Fao, non gia' l'ingerenza negli affari interni di un'altra nazione, ma di rivolgere ogni ragionevole sollecitazione perche' lo sviluppo economico di Cuba risponda a logiche di realismo e non a cieche ideologie, perche' nell'isola non siano ingiustamente e ulteriormente violate vite umane e perche' non sia calpestata la liberta' religiosa. In passato iniziative di questo tipo sono state adottate nei confronti di regimi dittatoriali, pur in presenza di violazioni dei diritti umani meno diffuse e sistematiche rispetto a quelle che si consumano quotidianamente a Cuba -: se e quali iniziative intendano adottare per condizionare la prosecuzione degli scambi economici e commerciali con il governo di Cuba, rappresentato a Roma in occasione del vertice della Fao, al rispetto dei diritti umani e delle liberta' religiose, di iniziativa economica e di impresa nella Repubblica cubana. (3-00476)