Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00308 presentata da BRUNETTI MARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19961125

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri degli affari esteri e della difesa, per sapere - premesso che: secondo i risultati di una commissione d'inchiesta operante nell'ambito del Consiglio di sicurezza dell'Onu (un rapporto di 43 pagine tuttora segreto, ma i cui contenuti sono gia' apparsi sulla stampa internazionale) i Paesi europei Francia, Gran Bretagna, Belgio, Spagna, Svizzera e Italia avrebbero ripetutamente violato l'embargo sulle armi, rifornendo le milizie hutu ruandesi e dello Zaire; questi Paesi ed altri dodici membri dell'Onu, aggirando le risoluzioni di embargo adottate dal Consiglio di sicurezza contro la vendita di armi dopo il massacro di cinquecentomila tutsi del Ruanda, "con grande efficienza - si legge nel rapporto della Commissione - hanno rifornito i miliziani hutu che operano nello Zaire con regolarita' e continuita' sino all'ottobre di quest'anno"; secondo il rapporto Onu, "le piste seguite dalla rete dei trafficanti di armi per far giungere a destinazione le forniture agli hutu del Ruanda utilizzavano e continuano a servirsi dei ricavati ottenuti dalla rivendita di aiuti umanitari per acquistare armi"; molti di questi "affari" sono stipulati negli alberghi di Nairobi (Kenia) sede del comando delle milizie hutu in esilio e di Kinshasa (Zaire); il rapporto, oltre che individuare per nome una serie di ex responsabili del Ruanda implicati in questa operazione, sottolinea come tale traffico illecito sia organizzato attraverso uomini di affari europei ed africani e militari in pensione; tra i Paesi che hanno opposto palesi difficolta' allo svolgimento dell'inchiesta della commissione il rapporto menziona esplicitamente l'Italia. "Il 1^ agosto 1996 - si legge nel rapporto - il presidente della commissione Mahmoud Kassem durante l'incontro con l'ambasciatore italiano in Kenia Roberto Di Leo, ha invano cercato la cooperazione per ottenere informazioni relative ad un ex Ministro degli affari esteri dell'Europa dell'est, ora residente in Italia, che avrebbe autorizzato il transito della pista delle armi destinate al Ruanda Government Forces attraverso il suo Paese"; si legge inoltre nel rapporto: "Per ben due volte le autorita' italiane, il 5 e il 20 agosto di quest'anno non hanno mai fornito alcuna risposta alle informazioni richieste ne' si sono presi la briga di rispondere alla commissione"; tali silenzi appaiono ancora piu' gravi se si considera un altro capitolo del rapporto secondo il quale l'Italia ha venduto armi ai ribelli hutu. Una storia recentissima: il 17 settembre 1996, un membro della commissione d'inchiesta internazionale a Kikuve, sul lato del lago Kiwu in territorio del Ruanda, ispeziono' partite di armi confiscate ai ribelli hutu infiltratisi in Ruanda. La partita d'armi comprendeva anche cinquanta mine Ts anti-uomo (le stesse di cui il Parlamento sta discutendo la messa al bando). La commissione venne informata localmente che la provenienza delle forniture era italiana e con un marchio di fabbricazione nel "Sud dell'Italia"; conseguentemente a questo ritrovamento, la commissione invio' al governo italiano (il Ministro Andreatta per la difesa, l'onorevole Dini per quello degli esteri) il 26 settembre scorso una missiva di chiarificazione sul nome della fabbrica di mine di produzione italiana. In questa lettera si richiedeva collaborazione per rinvenire il luogo di fabbricazione, quali erano i Paesi destinatari dell'esportazione (per individuare eventuali triangolazioni), le date di spedizione; nella suddetta missiva si richiedeva inoltre quali fossero le parti contraenti del traffico d'armi coinvolte nella transizione in possesso del Governo italiano: i dettagli relativi agli end users certificate; le licenze di utilizzazione per il diritto all'esportazione in Paesi terzi; ed infine informazioni sui passaggi e relativi pagamenti effettuati in dettaglio; nessuna risposta da parte del Governo italiano e' giunta fino ad oggi alla commissione d'inchiesta dell'Onu -: quali siano le ragioni per le quali l'ambasciatore italiano in Kenia si sia rifiutato di dare alla commissione d'inchiesta dell'Onu le informazioni richieste e se tale decisione di non rispondere sia stata concordata con le autorita' superiori (in caso affermativo, quali esse siano); se sia stata istituita una commissione d'inchiesta mista Farnesina-ministero della difesa per individuare i responsabili del traffico di armi di produzione italiana pervenuti alle milizie hutu nella regione del Kiwu; perche' non sia stata data una risposta alle richieste di chiarimenti avanzata per missiva dalla commissione d'inchiesta dell'Onu ai Ministri Andreatta e Dini; se risulti quali fossero i Paesi destinatari dell'esportazione delle armi e delle cinquanta mine Ts anti-uomo di fabbricazione italiana sequestrate dall'Onu sul lato ruandese del lago Kiwu; sempre in merito alle stesse mine quali siano le date di spedizione, le parti contraenti del traffico d'armi coinvolte nella transizione in possesso del Governo italiano, i dettagli relativi agli end users certificate, le licenze di utilizzazione per il diritto all'esportazione in Paesi terzi, e le informazioni sui passaggi e relativi pagamenti effettuati in dettaglio; se risulti presente nella zona dei Grandi Laghi personale appartenente ai servizi segreti militari italiani e se tale personale sia utilizzato per la stipula di contratti di vendita di armi prodotte nel nostro Paese; se risultino militari italiani in pensione o in ausiliaria impegnati a procacciare clienti per la nostra industria bellica nelle citta' di Nairobi e di Kinshasa ed, in caso affermativo, quali provvedimenti il Governo intenda assumere; se il Governo non valuti inopportuna, alla luce delle responsabilita' italiane nel traffico di armi nella regione dei Grandi Laghi, l'invio di un contingente militare di quei Paesi segnalati come responsabili di tale traffico dal rapporto dell'Onu e se non ritenga necessario convertire l'annunciata missione in quella regione da militare a civile. (2-00308)





 
Cronologia
giovedì 21 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Il rettore dell'università di Venezia, Paolo Costa, assume il Ministero dei lavori pubblici.

lunedì 25 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    La lira italiana si unisce nuovamente alle monete che partecipano al sistema di cambio del sistema monetario europeo (SME).

lunedì 9 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si tiene a Singapore la conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) che si conclude con un accordo sui prodotti legati alle tecnologie dell'informazione.