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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00055 presentata da LECCESE VITO (MISTO) in data 19961126

La Camera, considerato che il Governo si e' impegnato a contribuire all'undicesima ricostituzione del capitale dell'International development association (istituzione che fa parte del gruppo della Banca mondiale, insieme ad Ifc, Ibrd e Miga) per una somma di lire 537 miliardi e 900 milioni, e che il contributo per il 1997 e' rappresentato dal finanziamento ad un fondo provvisorio di lire 295 miliardi; ritenendo necessario garantire un uso coerente, efficiente, trasparente e sostenibile dei contributi italiani verso l'Ida e verso il gruppo della Banca mondiale in generale; ricordata una mozione parlamentare sulla decima ricostituzione di capitale dell'Idax del 1994, nella quale si chiedeva al Governo di garantire che le scelte del nostro rappresentante presso la Banca mondiale, nonche' le politiche e progetti della Banca, non violassero o contraddicessero gli impegni internazionali presi dal nostro Paese nel campo ambientale, e che il Governo accetto' tale mozione come raccomandazione sia alla Camera che al Senato; ricordato inoltre che il nostro Governo, insieme a quelli dei G7, sottoscrisse al Vertice dei G7 di Halifax (1995) una serie di impegni per la riforma delle istituzioni multilaterali di sviluppo, tra i quali: a) integrazione di parametri ambientali in tutti gli aspetti dei programmi; b) adozione di strategie volte ad aumentare la partecipazione nelle attivita' di sviluppo a livello nazionale, cosi' come di processi di valutazione di impatto ambientale; c) considerazione delle cause che sono alla radice della poverta'; d) armonizzazione delle politiche del Miga e dell'Ifc con le politiche esistenti di Ibrd ed Ida; e) necessita' di affrontare la questione del debito multilaterale; f) aumento della trasparenza e miglioramento dei canali di controllo e responsabilizzazione della Banca tramite, tra l'altro, il rafforzamento delle funzioni dell'Inspection Panel; ricordato che i paesi finanziatori dell'Ida11 si sono impegnati ufficialmente ad integrare i parametri ambientali nei progetti ed a far si' che gli stessi siano al servizio delle popolazioni locali, rispettino i loro diritti e contribuiscano allo sviluppo sostenibile; considerati con interesse gli impegni presi dal Presidente della Banca mondiale per una riforma di quest'istituzione, allo scopo di anteporre la qualita' alla quantita' dei prestiti; constatato che, nonostante tali impegni, la Banca mondiale deve ancora identificare meccanismi volti a garantire l'applicazione effettiva delle proprie politiche; anche l'Undp ha dovuto riconoscere a tal riguardo che "nemmeno la Banca mondiale si e' avvicinata molto all'adempimento del proprio mandato"; rilevato con preoccupazione che il livello di applicazione delle stesse e' tuttora basso e che, al momento, la situazione rimane preoccupante; ad esempio, di centosessantadue progetti della Banca nel settore agricolo, quasi nessuno applica la condizione della gestione integrata (Ipm) adottata nel 1985; sottolineate le carenze della Banca nell'attuazione delle politiche energetiche, evidenti in un recentissimo studio del Wwf svedese, secondo il quale, di cinquantasei progetti in preparazione, solo tre sono pienamente in regola con le linee guida fissate dalla Banca nel 1992 per il settore energetico e l'efficienza energetica; constatato a tal riguardo che il settore energetico e' uno dei principali ambiti di intervento della Banca mondiale ed ha un notevole impatto sugli impegni presi dagli Stati con la ratifica della convenzione sui mutamenti climatici, e che, ciononostante, la Banca continua a finanziare principalmente impianti termoelettrici ed altre infrastrutture che, direttamente o indirettamente, causeranno un aumento delle emissioni di gas serra; rilevato che la preoccupante tendenza della Banca ad ignorare le proprie politiche si e' ripetuta di recente anche nei piani di sviluppo per le foreste tropicali centrafricane, con progetti che aumenterebbero la deforestazione e violerebbero i diritti dei popoli indigeni; sottolineati i rischi derivanti dalla revisione da parte del personale della Banca delle proprie politiche sociali ed ambientali allo scopo di renderle non vincolanti, eludendo cosi' le necessarie riforme volte a responsabilizzare il personale della Banca ed a migliorare la qualita' del proprio operato; constatato che, nonostante le intenzioni della Banca di dare maggiore impeto alle politiche sociali e di supporto alle classi svantaggiate, l'impegno in termini finanziari ed umani della Banca e' ancora limitato rispetto allo scopo prefisso (ad esempio, il rapporto tra economisti ed esperti in scienze sociali e' al momento di ventotto a uno); rilevato altresi' che, secondo una recente valutazione interna della Banca, le procedure di valutazione di impatto ambientale vengono spesso svolte troppo tardi per avere un effetto sostanziale sulla scelta dei progetti e sulla loro attuazione; sottolineata la necessita' di garantire un controllo indipendente e la trasparenza delle attivita' della Banca tramite il rafforzamento dell'autonomia ed indipendenza di organismi - quali l'Inspection panel - che operano a tutela delle comunita' locali danneggiate da inadempienze della Banca; riconosciuta l'urgenza di una soluzione alla questione del debito multilaterale, che comporta tuttora il trasferimento di ingenti risorse finanziarie e fondi Ida dai Paesi in via di sviluppo verso gli organismi creditori; preso atto di un notevole aumento degli impegni finanziari di Ifc e Miga nel settore delle garanzie agli investimenti ed assicurazioni di rischio politico per compagnie multinazionali, e dell'uso dei fondi Ida per garantire investimenti in grandi infrastrutture, piuttosto che in progetti di lotta alla poverta'; considerato che nel 1997 la commissione per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni unite dovra' esaminare e valutare lo stato di attuazione degli accordi presi dagli Stati durante e dopo la Conferenza di Rio su sviluppo ed ambiente, tra cui Agenda 21, la Convenzione sul clima e quella sulla biodiversita'; riconosciuto il ruolo fondamentale della societa' civile e dei suoi rappresentanti presso gli stati membri della Banca mondiale nell'indirizzarne le proprie politiche e sostenerne la riforma ecologica e sociale; impegna il Governo: a sostenere presso la Banca mondiale (Ibrd, Ida, Ifc e Miga) e le sedi competenti i seguenti punti di riforma: a) stanziamento di almeno il quaranta per cento dei fondi Ida per progetti relativi a servizi sociali quali salute, istruzione ed educazione demografica, sostegno alle microimprese, gestione della domanda energetica e conservazione di energia e risorse idriche, progetti di conservazione e recupero ambientale; agricoltura sostenibile; b) blocco dell'uso di fondi Ida per la costruzione di grandi infrastrutture, quali dighe e centrali elettriche, e per garanzie agli investimenti di compagnie private; c) garanzia della piena partecipazione delle popolazioni locali ad ogni stadio del ciclo di progetto, tramite politiche effettive di consultazione, trasparenza ed accesso all'informazione; d) revisione delle politiche di aggiustamento strutturale, tuttora condizione primaria per i paesi poveri per accedere ai fondi Ida ed ai meccanismi di riduzione o cancellazione del debito estero; e) aumento della trasparenza all'interno della Banca mondiale tramite canali effettivi di controllo e valutazione del suo operato, nonche' misure di incentivazione per migliorare la qualita' dei progetti e garantire l'applicazione obbligatoria delle proprie politiche in particolare per cio' che concerne ambiente, consultazione, informazione, partecipazione, reinsediamento forzato, energia, popoli indigeni, politiche agricole e lotta alla poverta'; f) soluzione del problema del debito multilaterale, tramite, tra l'altro, l'istituzione di un fondo multilaterale finanziato in parte dalle vendite di quote delle riserve auree o altre risorse del Fondo monetario internazionale e la revisione delle condizioni di accesso alle politiche di riduzione del debito; g) rafforzamento del ruolo e del mandato dell'Inspection panel, rendendo le sue decisioni piu' incisive e vincolanti, allargando il suo mandato cosi' da comprendere le attivita' ed i progetti di Ifc e Miga, garantendone l'indipendenza; h) estensione del diritto di accesso all'informazione rendendo pubblici documenti quali le Country assistance strategies ed i Country portfolio performance reviews e reports; i) armonizzazione delle politiche di Ifc e del Miga con quelle di Ida e Ibrd, in particolare per quello che riguarda ambiente, reinsediamento forzato, energia, popoli indigeni, consultazione ed accesso all'informazione; l) rafforzamento dei dipartimenti ambiente di Ifc e Miga, cosi' da rendere possibile un'effettiva valutazione dell'impatto ambientale e sociale dei progetti finanziati o assicurati; m) adozione di politiche che abbiano come obiettivo prioritario la sostenibilita' ambientale e sociale, superando la logica di riduzione a posteriori dell'impatto ambientale e sociale, e garantiscano l'applicazione delle procedure di valutazione di impatto ambientale prima dell'inizio di qualsiasi progetto; n) coerenza dei progetti della Banca mondiale con gli impegni presi dagli stati donatori con le Convenzioni su clima e biodiversita' e la sottoscrizione di Agenda 21 nonche' altre convenzioni rilevanti; o) blocco dei prestiti che possano accelerare direttamente o indirettamente la distruzione o il degrado delle foreste o violare i diritti dei popoli indigeni, estendendo il divieto di finanziare direttamente attivita' di estrazione di legname a fini commerciali nelle foreste tropicali vergini a tutti i tipi di foreste, comprese quelle temperate e boreali; p) riconversione delle politiche del settore agroalimentare al fine di evitare l'abbandono di modelli produttivi sostenibili e di autosostentamento, e garantire alle popolazioni locali ed ai popoli indigeni e nativi il diritto alla terra ed alle proprie risorse; q) aumento progressivo e sostanziale delle quote di finanziamento per progetti di gestione della domanda e di efficienza energetica nonche' per l'uso di fonti energetiche alternative; r) blocco degli incentivi all'uso di fonti energetiche non rinnovabili (carbone, petrolio, eccetera) e redazione di un inventario delle emissioni di gas-serra conseguenti all'attuazione dei suoi progetti nei settori energia e trasporti; s) adozione di una politica sui mutamenti climatici che preveda un piano d'azione per la riduzione delle emissioni di gas serra nell'atmosfera; ad identificare una serie di meccanismi volti ad aumentare la trasparenza dell'operato del direttore esecutivo rappresentante dell'Italia nei confronti del Parlamento, tramite la pubblicazione delle sue decisioni di voto e la redazione di linee guida che ne informino le scelte presso il Consiglio dei direttori della Banca mondiale; a farsi portavoce di queste richieste presso il gruppo della Banca mondiale e le sedi competenti, nonche' presso i governi di Malta, Portogallo, Grecia ed Albania, rappresentati dal nostro direttore esecutivo. (1-00055)

 
Cronologia
lunedì 25 novembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    La lira italiana si unisce nuovamente alle monete che partecipano al sistema di cambio del sistema monetario europeo (SME).

lunedì 9 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Si tiene a Singapore la conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) che si conclude con un accordo sui prodotti legati alle tecnologie dell'informazione.