Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00529 presentata da GASPARRI MAURIZIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961204
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri del bilancio, e della programmazione economica, del tesoro, delle poste e delle telecomunicazioni, delle finanze e dell'industria, del commercio e dell'artigianato.- Per sapere - premesso che: delle disegno di legge n. 2750, di conversione in legge del decreto-legge 21 novembre 1996, n. 598, recante "Provvedimenti urgenti per l'accelerazione delle procedure di dismissione delle partecipazioni detenute indirettamente dallo Stato e per la sistemazione della situazione finanziaria delle societa' di cui lo Stato e' azionista unico", prevede il trasferimento al ministro del tesoro delle partecipazioni Iri nella finanziaria Stet; l'urgenza del provvedimento e' collegata alla situazione finanziaria e patrimoniale dell'IRI ed ai conseguenti obblighi derivanti dalla normativa societaria nazionale (rischio di fallimento) e dagli impegni europei (divieto di sostegno statale alle imprese menomante il principio della concorrenza); l'estinzione delle passivita' assunte dal Tesoro avverra' mediante l'utilizzo del fondo di ammortamento dei titoli di Stato e che il fondo verra' reintegrato con i proventi della dismissione della Stet; in preparazione dell'operazione di dismissione, il Tesoro potra' procedere alla fusione tra Telecom Italia e STET, secondo quanto gia' concordato in sede comunitaria -: come si pensi di vendere (privatizzare) la societa' risultante dalla fusione fra Telecom Italia Spa e Stet Spa senza la preventiva costituzione dell'autorita' per le telecomunicazioni e la televisione, prevista dalla legge 14 novembre 1995, n. 481, e, in ogni caso, quale sara' la strutturazione di tale Autority e quali saranno i criteri specifici per la composizione del suo collegio direttivo; come si intenda procedere alla fusione tra Telecom Italia Spa e Stet Spa - stante l'impatto che detta fusione avra' sulla efficienza del servizio pubblico di telecomunicazioni, sui mercati finanziari, e sui costi di fusione - e quali saranno le modalita' relative alla incorporazione di Telecom in Stet, oppure, viceversa, di Stet in Telecom; quali saranno i piani industriali e di impresa necessariamente propedeutici al programma di fusione, e quali collocazioni e strutturazioni verranno ad assumere le partecipate Stet, Sirti, Finsiel, Italtel, Tim, Stream, Stet International, che ora fanno parte della finanziaria, che hanno intrinsecamente una logica industriale coerente con l'intero sistema italiano di telecomunicazioni; quali saranno i mezzi di esistenza e quali saranno i compiti futuri previsti per l'Iri una volta che avra' piu' che dimezzato il fatturato, in conseguenza del passaggio della Stet al Tesoro e, di conseguenza, non avra' piu' luogo la compensazione tra gli utili provenienti dalla Stet e le perdite derivanti dalle altre partecipazioni Iri (Finmeccanica, Fincantieri, eccetera); se sia prevista una nuova missione per l'Iri, che potrebbe assumere compiti specifici per lo sviluppo del Mezzogiorno inglobando, per esempio, a tal fine, altre realta' come la Gepi e assumendo obiettivi a favore della piccola e media impresa oltre che di potenziamento delle strutture meridionali; come possa essere mantenuto, ed anzi accelerato, il programma di privatizzazioni (necessario per dare efficienza al sistema Italia, e mobilitare attivita' e risorse in un quadro di mercato) visto che, oggettivamente, nella fase prevista nel decreto citato in premessa, il passaggio della Stet al Tesoro si configura come una statizzazione ancora piu' rigida della precedente collocazione sotto il controllo dell'Iri; se non ritengano che questo possa configurarsi in termini di oggettivo contrasto con le direttive europee, che prevedono, con il 10 gennaio 1998, la liberalizzazione anche delle reti fisse di telecomunicazione. (3-00529)