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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00322 presentata da ALEMANNO GIOVANNI (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19961204

I sottoscritti chiedono di interpellare al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri del tesoro, dei trasporti e della navigazione e dei lavori pubblici, per sapere - premesso che: per la realizzazione del progetto Alta Velocita' la Tav scelse a suo tempo di avvalersi di general contractors, in quanto soggetti ritenuti capaci di assicurare la realizzazione dell'intero sistema Alta Velocita' nel rispetto dei tempi e dei prezzi prestabiliti; nonostante l'eccezionalita' di tale scelta operativa, non e' stato possibile rispettare le previsioni finanziarie, ma al contrario si e' avuto un continuo incremento delle stime del costo complessivo, che giustifica seri dubbi circa l'entita' finale del costo del progetto alta velocita'; tra i motivi dell'incertezza dei costi risulta anche un notevolissimo contenzioso avanzato dal general contractor sulla tratta Roma-Napoli, che ha generato un ritardo di oltre un anno con questa tratta, l'unica sulla quale si sta attualmente lavorando; i contratti definitivi per la realizzazione delle singole tratte sono stati definiti a prezzi decisamente superiori a quelli della convenzione originaria; nei costi stabiliti dalle convenzioni e' compreso un "fee" a favore del general, contractor, che risulterebbe essere dell'ordine del 20 per cento; inoltre i ribassi che le singole imprese offrono per l'esecuzione delle opere stanno a beneficio del general, contractor e non della TAV; la procedura di selezione dei general contractors si e' svolta prima del 31 dicembre 1991, durante la prima Repubblica, senza alcun adeguamento alla legislazione comunitaria, con scarsa trasparenza e con poca attenzione ai principi di economicita' ed opportunita' dell'azione amministrativa; il capitolato d'appalto prevede la possibilita' per l'amministrazione di recedere dai contratti con i general contractors prima del cantieramento delle opere appaltate, a fronte di una penale del 3 per cento acquisendo la progettazione dai concessionari, e di affidare successivamente in gara la realizzazione delle opere; una scelta di questo tipo porterebbe, al netto delle penali, ad un risparmio per il Tesoro di circa 4.000 miliardi di lire, conseguente all'eliminazione (quella del general contractor) che si e' rivelata poco efficace e piu' onerosa; tale ripetizione delle procedure di gara comporterebbe anche la possibilita' di realizzare una maggiore trasparenza amministrativa, con attenzione ai seguenti aspetti trascurati nei precedenti appalti: a) possibilita' di varare, prima dello svolgimento della gara, le norme di attuazione del decreto legislativo n. 158 del 1995, relativamente alla definizione delle opere "civili" alle quali applicare le disposizioni proprie dei settori tradizionali, nonche' di definire i criteri per la qualificazione dei soggetti operanti nei cd. settori esclusi (articolo 151 comma b) decreto legislativo n. 158 del 1995); b) piena attuazione della circolare FS del settembre 1995 in ordine all'applicazione delle disposizioni valevoli per i settori tradizionali nel caso di interventi di importo sotto la soglia comunitaria: c) perseguimento dell'obiettivo di omogeneita' nei criteri di qualificazione relativamente a tutti gli appalti del comparto ferroviario, indipendentemente dal soggetto delegato o ad utilizzo, nell'ambito del sistema Alta Velocita' (nodi compresi), del medesimo regime in ordine alla qualita' da richiedersi all'aggiudicatario ai fini della realizzazione dell'intervento e pieno rispetto della normativa antimafia in materia di subappalto, anche relativamente ai ribassi massimi da praticare nei confronti dei subappaltatori; e) utilizzazione in tutti gli affidamenti di parametri per i requisiti economico-finanziari e tecnico-organizzativi pari a quelli medi previsti dal bando tipo (DPCM n. 55 del 1991), anche con riferimento alle quote richiedibili ai concorrenti in associazione temporanea di impresa; f) richiesta di livelli di cauzione provvisoria e definitiva nella misura rispettivamente del 2 per cento e del 10 per cento con escussione in caso di gravi ritardi rispetto al programma lavori; g) sistematica apertura pubblica delle offerte; h) esigenza di procedere, per ragioni di regolarita', alla verifica del possesso dei requisiti non solo da parte dell'aggiudicatario, ma anche nei confronti di quota parte degli offerenti, a campione; la verifica del possesso dei requisiti dovrebbe riguardare anche la dichiarazione di regolarita'; i) esigenza di bandire gare con tagli diversificati, in maniera da consentire l'accesso al mercato da parte di tutte le dimensioni di imprese; in quale modo intendano consentire il rispetto dei tempi e dei costi programmati per la realizzazione del progetto dell'alta velocita', eliminando le principali cause dei ritardi e della lievitazione dei costi; se non ritengano opportuno il rinnovo delle procedure d'appalto espletate in epoca sospetta e ad altissimi costi per l'amministrazione, senza affidarsi ai general contractors, per assicurare un'economia di oltre 4.000 miliardi e una globale miglior gestione del Progetto alta velocita' secondo canoni di trasparenza ed efficienza. (2-00322)

 
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