Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00532 presentata da D'IPPOLITO IDA (FORZA ITALIA) in data 19961205
Per sapere - premesso che: il procuratore aggiunto della procura della Repubblica presso il tribunale di Reggio Calabria, dottor Salvatore Boemi, nel disertare il recente incontro romano promosso dal Consiglio superiore della magistratura per procedere all'esame delle problematiche inerenti ai collaboratori di giustizia e alla definizione dell'azione di repressione della criminalita' mafiosa, ha motivato la sua assenza con lettera indirizzata allo stesso Consiglio superiore della magistratura ed al procuratore nazionale antimafia, i cui contenuti sono stati resi noti a mezzo stampa (Gazzetta del Sud del 13 novembre 1996, pagina 9); il contenuto della lettera, "al di la' dei toni di civile e risoluta protesta" (Gazzetta del Sud, stessa pagina), non puo' essere ignorato nella sostanza, ponendosi di fatto quale atto di "formale denuncia" di ritardi ed omissioni difficilmente giustificabili sulla scorta dei dati riportati; non rimane senza effetto sulla comunita' reggina (che ha, invece, bisogno di vedere rinsaldato il patto fiduciario con le istituzioni e la giustizia) la forte immagine di "bancarotta giudiziaria" evocata dal magistrato dottor Boemi, a fronte di una "paralisi piu' volte annunciata ed esplosa attraverso la crescita e la costante dilatazione dei maxi processi, instaurata dalla Dda di Reggio Calabria - e ristagnanti da anni (...)" (Gazzetta del Sud (pagina 9); il carico pendente per gli anni 1994 (diciannove procedimenti penali Dda),1995 (cinquantaquattro procedimenti penali Dda) e 1996 (ottantuno procedimenti penali Dda) risulterebbe appesantito da ottanta procedimenti penali di matrice mafiosa, molti dei quali di particolare complessita'; il "gruppo di lavoro antimafia" impegnato risulterebbe composto di otto magistrati, peraltro chiamati a garantire (per il biennio 1995-1996) la prosecuzione di indagini relative ad "altri" e assai numerosi procedimenti penali Dda; si registra: a) l'impossibilita' di un ulteriore utilizzo nel gruppo antimafia di magistrati della cosiddetta procura ordinaria (gia' rimasta con poche unita' operative a fronteggiare settori d'indagine rilevanti e delicatissimi); b) la mancata realizzazione del "tavolo di lavoro ad hoc" promesso dal Consiglio superiore della magistratura fin dal settembre 1995; c) la mancata, e pur attesa, copertura di alcuni posti cardine, essenziali all'operativita' di settori di indagine importanti; d) il mancato allargamento dell'organico della procura di Reggio Calabria, per mole e per gravita' di fatti malavitosi, non inferiore a quelle di Napoli e di Palermo, per le quali sono state, invece, avviate adeguate soluzioni; la lotta alla criminalita' richiede non tanto dichiarazioni di principio, quanto azioni efficaci e concrete che non siano solo quelle silenziose e sconosciute dei tanti piccoli eroi del quotidiano, sacrificati senza gloria; il rilancio, il riscatto, lo sviluppo del Sud e della Calabria nel Sud, passano anche attraverso il ripristino della legalita' in tutte le sue forme; troppi ritardi colpevoli hanno appesantito il pregiudizio verso il Sud con grave danno per la sua immagine e, di conseguenza, per la sua economia, in assenza di un'azione coordinata e continua, capace di scardinare in profondita' le sacche di criminalita', pure presenti; la Calabria degli onesti ha diritto alla speranza, alla giustizia, all'orgoglio delle sue istituzioni; la "giustizia giusta" e' un diritto-dovere di tutti, oltre che garanzia di liberta' e democrazia -: quali ragioni abbiano impedito ad oggi il rispetto degli impegni assunti; se risulti adeguata la presenza dello Stato nel territorio, attraverso la razionale ed efficiente distribuzione delle forze dell'ordine sullo stesso; quali rapidi e concreti provvedimenti intendano assumere in ordine alla situazione rappresentata: a) per consentire il recupero della piena fiducia nel diritto e nella possibilita', per i cittadini, di vedere amministrata, e, per i magistrati, di poter amministrare la giustizia; b) per garantire il mantenimento delle condizioni di serio e sereno espletamento di tutte le azioni dirette ad assicurare, a partire da una corretta ed efficiente amministrazione della giustizia, l'ordine pubblico, la sicurezza dei cittadini ed una sana vita democratica, condizione di sviluppo economico-sociale e di crescita culturale. (3-00532)