Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00533 presentata da CREMA GIOVANNI (RINNOVAMENTO ITALIANO) in data 19961205
Ai Ministri dell'ambiente, dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: l'attuale presenza industriale a Porto Marghera e' parte integrante del tessuto sociale, culturale e professionale della provincia e della citta' di Venezia; una grande quantita' di piccole e medie imprese lega la propria attivita' ed il priprio sviluppo a quelli della industria di Porto Marghera; negli ultimi anni, pur in presenza di una forte diminuzione del numero degli occupati, sono stati realizzati numerosi e costosi interventi per migliorare la produttivita' degli impianti e, soprattutto, per risanare l'ambiente; grandi aziende come Enichem, Evc, ed altre hanno presentato progetti di investimenti di portata notevole, che attendono l'approvazione degli enti competenti; la legge n. 798 del 1984 autorizza l'attuazione di interventi finalizzati alla salvaguardia di Venezia ed al suo recupero architettonico, ambientale ed economico; l'articolo 4 della predetta legge prevede l'istituzione di un Comitato (presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri) cui e' demandato l'indirizzo, il coordinamento ed il controllo per l'attuazione degli interventi previsti dalla stessa legge n. 798 del 1984; nelle sedute del 3 e 28 maggio 1985 il predetto comitato ha deciso di destinare al Ministero della ricerca scientifica e tecnologica la somma di dieci miliardi per ricerche, studi lagunari e verifiche; in data 30 maggio 1987 il Ministro della ricerca scientifica e tecnologica ha costituito presso il Murst il Comitato di esperti per predisporre un piano di studi e ricerche lagunari e verifiche da effettuarsi in coordinazione con gli studi e ricerche condotti dal Consorzio Venezia nuova, concessionario per l'esecuzione degli adempimenti di cui all'articolo 3, lettera a), della legge n. 798 del 1984, e degli enti interessati al problema della salvaguardia di Venezia; nel settembre 1988 il Comitato ambiente del Consiglio nazionale delle ricerche ha approvato il programma esecutivo del piano di studi; nell'aprile 1989 il Ministro della ricerca scientifica e tecnologica ha approvato, a sua volta, detto piano di studi; tale piano ha un costo di quindici miliardi e si articola in tre sottoprogetti: 1) metologia di sperimentazione e di rilevamento e studio di processi (7.450 miliardi di lire); 2) modellistica del sistema lagunare (4.710 miliardi di lire); 3) studi di impatto ambientale (2.040 miliardi di lire); la sua esecuzione e la gestione finanziaria sono state affidate, attraverso apposite Convenzioni, al Consiglio nazionale delle ricerche (6.190 miliardi), all'universita' di Venezia (3.980 miliardi), all'Unesco (2.600 miliardi), ed all'universita' di Padova (1.430 miliardi); il comitato di coordinamento del progetto, chiamato "Sistema lagunare veneziano", e' presieduto dal professor Giorgio Modena, il progetto scientifico Sistema lagunare veneziano e' stato presentato a Venezia il 16 febbraio 1991; il consiglio superiore dei lavori pubblici esprimeva il proprio parere sulla progettazione esecutiva del Mose, senza conoscere i risultati del progetto scientifico Sistema lagunare veneziano; in un convegno tenutosi a Venezia dal 27 al 31 maggio 1996, sono stati presentati i dati scientifici ottenuti con gli studi sul Sistema lagunare veneziano, esponendo il quadro dei numerosi lavori pubblicati dai ricercatori su riviste scientifiche di livello internazionale; il convegno del maggio 1996 si e' chiuso con una tavola rotonda finale "I risultati del progetto: una visione d'insieme"; alla data odierna non e' stata ancora prodotta una relazione finale del progetto Sistema lagunare veneziano; anche l'autorita' giudiziaria di Venezia e' intervenuta sulla questione dei danni causati dall'inquinamento di origine industriale, affidando delle perizie di merito a ricercatori che gia' avevano prodotto pubblicazioni scientifiche nell'ambito degli studi sul Sistema lagunare veneziano, sugli stessi temi; l'ordinanza prot. n. 4499/Ars del 1^ ottobre 1996 del Ministro dell'ambiente provvede ad assegnare una serie di compiti, senza tener conto degli studi del Sistema lagunare veneziano, da espletare in un arco di tempo ristretto -: quando il Ministro della ricerca scientifica intenda rendere pubblica la relazione finale degli studi del Sistema lagunare veneziano, fondamentale per conoscere la situazione della laguna di Venezia e la sua evoluzione per i prossimi anni; se il Ministro dell'ambiente, assegnando (al punto 2 dell'ordinanza n. 4499) al direttore dell'istituto di ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche il compito di formulare proposte (entro 60 giorni) su: a) carico massimo di inquinanti ammissibile in laguna e nei corpi idrici del suo bacino scolante, compatibile con il raggiungimento degli obiettivi di qualita' definiti dal direttore dell'Istituto superiore di sanita' (punto 1 dell'ordinanza n. 4499), tenendo conto dello stato attuale della laguna, del rilascio di inquinanti dai sedimenti nonche' dell'apporto di inquinanti per altre cause ivi comprese le precipitazioni meteoriche; e b) i limiti agli scarichi in laguna e nei corpi idrici del suo bacino scolante, espressi sotto forma di concentrazione massima ammissibile e di quantitativi totali immessi per unita' di tempo, compatibili con il carico massimo di inquinanti ammissibile di cui alla predetta lettera a) e con gli obiettivi di qualita' di cui al punto 1 dell'ordinanza, abbia tenuto conto degli studi del Sistema lagunare veneziano, costato quindici miliardi al bilancio dello Stato, e dell'attivita' pluriennale di istituti di ricerca scientifica del Consiglio nazionale delle ricerche, presenti nella citta' di Venezia; se il Ministro dei lavori pubblici possa assicurare che il magistrato alle acque di Venezia sia in grado (punto 4 dell'ordinanza n. 4499) di: "(...) b) fornire al Ministro dell'ambiente entro quindici giorni elementi utili a determinare il carico massimo di inquinante ammissibile, valutando gli apporti derivanti dal rilascio di inquinanti dai sedimenti nonche' quelli introdotti in laguna attraverso le precipitazioni meteoriche; c) fornire al Ministro dell'ambiente entro quindici giorni sistematiche informazioni sugli scarichi nella laguna o gravanti nella stessa; d) avviare entro sessanta giorni l'escavo dei canali della zona industriale (omissis) a partire da quelli a piu' elevato grado di inquinamento prevedendo, nella predisposizione dei progetti e nella esecuzione dei lavori, l'applicazione delle piu' rigorose misure per ridurre la risospensione ed il trasporto dei sedimenti ed assicurando la gestione dei sedimenti nel rispetto della vigente normativa speciale (...)"; se il Ministro dell'ambiente abbia individuato il soggetto idoneo a controllare e valutare il rischio di risospensione degli inquinanti, in zona industriale, durante le operazioni di escavo dei canali. (3-00533)