Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06373 presentata da BAMPO PAOLO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970102
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: secondo notizie riportate sulla stampa locale ("Corriere Alpi" del 12 dicembre 1996), la regione Veneto sta correndo il rischio di vedere sopprimere il tribunale di Belluno, con eventuale trasferimento di sede nella citta' di Treviso; la citta' di Belluno e' capoluogo di provincia e, come tale, sede di tutti gli uffici e delle strutture pubbliche tipiche di un capoluogo, con un numero di residenti che si aggira intorno alle duecentoquindicimila presenze, che raddoppiano nei periodi di massimo afflusso turistico; la presenza del suddetto tribunale appare quanto mai indispensabile, dal momento che la provincia di Belluno e' una delle piu' estese d'Italia ed e' caratterizzata da un assetto di collegamenti nel quale, anche per difficili e particolari condizioni meteorologiche, sono difficoltose le possibilita' di accesso agli uffici da parte degli operatori del diritto e dei cittadini, senza contare il fatto che la presenza del tribunale e' necessaria anche in ragione dei rapporti sociali, degli affari e dello sviluppo economico del territorio; la decisione ha suscitato vive polemiche da parte degli operatori di giustizia bellunesi, dal consiglio dell'ordine degli avvocati ai magistrati ed agli impiegati dei vari uffici, in ragione del fatto che l'eventuale trasferimento degli uffici giudiziari nella citta' di Treviso comporterebbe serie difficolta', tra le quali, non ultima ne' trascurabile, la distanza, che arriva fino a duecento chilometri rispetto alla parte piu' lontana della provincia bellunese; attualmente la pianta organica del tribunale si compone di ventinove unita', tra presidente, magistrati, personale di cancelleria, operatori amministrativi eccetera, personale che, non senza disagio dovrebbe essere messo a disposizione della sede giudiziaria di Treviso a seguito dell'eventuale accorpamento -: se tali notizie apparse sulla stampa locale abbiano un fondamento ed eventualmente se siano gia' stati espressi i prescritti pareri favorevoli del Consiglio superiore della magistratura e del presidente della corte d'appello interessata; quali siano gli intendimenti del Ministro interrogato sulla sorte riservata al tribunale di Belluno, in attuazione del suo programma di riforma della geografia giudiziaria, che non deve creare, pero', ulteriori difficolta' per i cittadini nell'accesso al mondo della giustizia. (4-06373)
In riferimento all'interrogazione in oggetto si comunica quanto segue. Va anzitutto chiarito che sia l'eventuale soppressione sia l'eventuale istituzione di uffici giudiziari puo' avvenire soltanto nel quadro di una generale revisione delle circoscrizioni giudiziarie e quindi in un'ottica di sistematicita' ed organicita' che eviti prese di posizione estemporanee e non sufficientemente ponderate. Tanto piu' che l'intera problematica va vista in relazione anche a due importanti, innovative circostanze: la prima rappresentata dal disegno di legge delega per l'istituzione del giudice unico; la seconda dalle sentenze della Corte Costituzionale sulla incompatibilita'. Con l'importante riforma sul giudice unico si vuole conseguire l'unificazione funzionale degli uffici (procura circondariale e procura della Repubblica, pretura e tribunale) senza toccare il loro insediamento territoriale e strutturale e quindi senza determinare alcun apprezzabile mutamento dell'attuale geografia giudiziaria. L'attuazione del disegno consentira' di garantire ben piu' ampia flessibilita' all'organizzazione giudiziaria e soprattutto di ottenere l'accorpamento e quindi una migliore utilizzazione del personale, ivi compreso quello di magistratura. L'eventuale revisione delle circoscrizioni giudiziarie dovra' essere legata alla previa valutazione dei risultati che si accertera' essere stati raggiunti mediante la preminente riforma di cui si parla e ancora in corso di realizzazione normativa. Sotto il secondo aspetto richiamato, deve aggiungersi che il tema degli organici del personale di magistratura e soprattutto della loro ripartizione ha assunto particolare attualita' alla luce delle note pronunzie della Corte costituzionale in tema di incompatibilita'. E' evidente, infatti, che le proposte di intervento sinora formulate (rapporto del CENSIS; studio del C.S.M.; gruppo di studio nominato dal Ministro di Grazia e Giustizia per la revisione delle circoscrizioni giudiziarie) e che concordano nel ritenere che, per giungere ad uffici che assicurino la migliore resa di giustizia, occorre puntare su dimensioni medie (uffici giudicanti con non meno di 20-25 giudici, ma anche 15 per situazioni particolari; uffici requirenti con non meno di 6-10 magistrati) dovranno tutte essere approfondite tenendo conto dei principi affermati dalla Corte e concretamente connesse alle varie situazioni processuali prospettabili. Puo' allora dirsi che i dati quantitativi non potranno rappresentare l'unico dato da valutare. Dovra' essere presa in esame anche una serie di altri elementi quali: i flussi di lavoro, valutati al fine di determinare un modello standard di produttivita' unitaria nel rapporto tra domanda di giustizia e numero complessivo dei magistrati disponibili e "non incompatibili"; l'estensione del territorio; le particolari esigenze del bacino di utenza del servizio giudiziario e la necessita' dell'azione di contrasto a grandi fenomeni di patologia sociale; l'ubicazione degli uffici in relazione alla loro distribuzione sul territorio; i collegamenti, l'orografia e gli insediamenti produttivi; l'esistenza di moderni ed attrezzati locali destinati al servizio giudiziario e di strutture carcerarie di rilevante consistenza. Nulla potra' essere fatto senza aver prima adeguatamente ponderato tutti i contributi informativi e valutativi che i soggetti istituzionali (in particolare gli enti locali, i consigli regionali, e le province autonome) nonche' le altre figure operanti nell'ambito giudiziario ed i singoli cittadini vorranno fornire. Ed e' naturale che in tale complessivo ambito saranno in futuro considerate anche tutte le esigenze segnalate in riferimento al tribunale di Belluno. Il Ministro di grazia e giustizia: Flick.