Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01335 presentata da MANTOVANO ALFREDO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970109
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: l'incremento della criminalita' in provincia di Lecce ha conosciuto nelle ultime settimane del 1996 una brusca impennata, culminata con l'omicidio di un tabaccaio a Squinzano. Nella zona furti, rapine, traffico di stupefacenti, usura ed estorsioni appaiono destinati a crescere in prossimita' della definizione, prevista per il mese di marzo 1997, del secondo maxiprocesso alla "sacra corona unita", all'esito del quale sara' pronunciata sentenza per circa sessanta omicidi e per una serie notevole di vari delitti, e della conseguente necessita' per la malavita di acquisire denaro per remunerare le difese. E' prevedibile un ulteriore aumento dell'attivita' illecita dopo la conclusione del giudizio, sia perche' non vi sara' piu' l'esigenza di mantenere bassa la tensione per impedire una sentenza pesante, sia per conquistare quegli spazi criminosi che oggi sono ancora controllati dai capi presenti a Lecce, pur se dietro le sbarre, ma che alla loro partenza per destinazioni lontane diventeranno terreno aperto. Aumentera' altresi' il traffico di stupefacenti e di armi se non si adottera' una terapia d'urto contro l'immissione di droga e di armi dall'Albania e dal Montenegro; di fronte a cio', riconoscendo l'impegno e la dedizione delle forze dell'ordine oggi operanti, e' indispensabile quell'adeguamento degli organici che consente una presenza stabile e continuativa sul territorio. Va ricordato in proposito che, in occasione di una recente visita a Lecce, il ministro dell'interno, accantonando l'idea di impiegare l'esercito per contrastare i traffici di armi, di prostituzione e di droga connessi a una fascia di immigrazione clandestina, ha assicurato per l'intera Puglia l'arrivo di circa duecentocinquanta ausiliari, senza peraltro precisare la data: diviso per le cinque province pugliesi, fa cinquanta ausiliari a testa; diviso per i tre turni quotidiani, corrisponde a un servizio permanente di 16 ausiliari per provincia, del tutto insufficiente alle effettive necessita'; l'assenza dello Stato sul territorio non puo' essere surrogata dalla pur auspicabile reazione dei cittadini, sia perche' il cittadino reagisce quando si sente protetto (non quando non vede nessuno che lo protegga), sia perche' la reazione e' utile, quanto a informazioni e a notizie trasmesse alle forze investigative, per sconfiggere la grossa criminalita', ma non contro lo scippo o la rapina dal tabaccaio, per i quali serve soltanto la visibilita' del carabiniere o del poliziotto. Oggi invece vi e' la certezza dell'impunita', a causa dei tempi necessari per telefonare alla piu' vicina stazione dei carabinieri, che spesso non ha sede neanche nello stesso paese, e attendere l'intervento; nel corso di una riunione svolta il 13 dicembre 1996 i sindaci dei comuni - tutti appartenenti alla fascia settentrionale della provincia di Lecce - di Squinzano, Carmiano, Lequile e Salice Salentino, i vicesindaci di Monteroni di Lecce e di Trepuzzi, e i rappresentanti dei municipi di Campi Salentina e di Novoli, hanno sottoscritto un documento, poi consegnato al prefetto di Lecce, nel quale, ribadendo il ruolo fondamentale degli enti locali nella diffusione di una cultura della legalita', hanno concordato sulla necessita' di affrontare la grave questione dell'ordine pubblico nella zona con provvedimenti stabili e non emergenziali; hanno chiesto l'instaurazione di rapporti continuativi di collaborazione con gli organi di sicurezza, al fine di garantire un reciproco scambio di informazioni e di valutazioni; hanno auspicato un rafforzamento dei presidi di polizia esistenti, realizzando caserme piu' funzionali e stazioni mobili di agenti, riprendendo esperienze passate che hanno dato buoni esiti; hanno sollecitato un rinnovato impegno nell'applicazione delle misure di prevenzione -: se e quali iniziative intenda adottare per rafforzare le forze dell'ordine nella provincia di Lecce, in particolare nella zona settentrionale della provincia medesima, assicurando una presenza stabile e continuativa sul territorio, per intensificare i contatti con gli enti locali, per riprendere l'applicazione delle misure di prevenzione, patrimoniali e personali, per fronteggiare il prevedibile incremento della criminalita', anche a seguito del continuo afflusso di armi e di stupefacenti dal Montenegro e dall'Albania. (5-01335)