Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06458 presentata da GASPARRI MAURIZIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970109
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: si sta tornando a Padova in un clima di scontro e di sistematiche aggressioni; in base alla delibera del 2 maggio 1996, lo spazio di proprieta' del comune di Padova occupato prima abusivamente dagli autonomi, veniva invece loro affidato in concessione precaria vincolata pero' a precise condizioni, quale il loro impegno a costituirsi in comitato, scelta effettuata adottando il nome di "Pedro", e a svolgere attivita' compatibili con quelle dell'amministrazione comunale, in particolare con la realizzazione di iniziative mirate all'educazione e alla solidarieta'. In mancanza di questi requisiti la pena sarebbe stata la decadenza dalla concessione; il costituito comitato Pedro e' stato protagonista di atti non consoni all'educazione e alla solidarieta', visto cio' che e' stato riportato sul Gazzettino di Padova del 3 febbraio 1996 circa la visita dei giornalisti organizzata dal centro sociale Pedro per l'inaugurazione del "Coffe shop": "Dichiariamo pubblicamente che al Pedro la marijuana viene coltivata e distribuita liberamente. La fumiamo su pipa e su canna"; in occasione del dibattito, regolarmente autorizzato, organizzato dal Fuan di Padova, nel quale due ragazzi hanno riportato lesioni, uno alla testa e l'altro permanente dovuta all'esportazione di un testicolo a causa dei calci presi, il centro sociale Pedro ha firmato un volantino distribuito dagli autonomi all'Universita' nel quale annunciava: "I fascisti non possono e non devono avere spazi di agibilita' ne' all'interno dell'Ateneo ne' tanto meno fuori"; il Mattino di Padova del 9 maggio 1996 ha annunciato che sono stati arrestati nove autonomi e denunciati altri due in seguito ad un'aggressione ad alcuni giovani aderenti al gruppo "Gioventu' Nazionale" -: per quale motivo il centro sociale Pedro continui ancora ad occupare locali appartenenti al comune (ad oggi, e gia' da alcuni mesi, sono almeno tredici gli appartamenti del comune di Padova o dell'Ater occupati da questi "comitati") essendo venuti meno i requisiti richiesti dalla delibera del 2 maggio 1995, e visto che i numerosi episodi di violenza attribuiti ai medesimi, come si puo' leggere in alcuni quotidiani locali, paiono pregiudizievoli dell'ordine pubblico. (4-06458)
Dalle notizie acquisite dalla competente prefettura risulta che il centro sociale, oggetto del presente atto parlamentare, e' attivo da circa una decina di anni, da quando cioe' un gruppo di aderenti alle formazioni di sinistra - alcuni dei quali a suo tempo inquisiti nell'ambito della nota inchiesta giudiziaria "7 aprile" - si sono insediati abusivamente in via Ticino, presso alcuni capannoni di proprieta' dell'amministrazione comunale di Padova, costituendo un "centro sociale occupato" denominato "Pedro". Il "Pedro" e' divenuto negli anni un logo di aggregazione di giovani, che numerosi sono soliti ivi convenire per prendere parte a "feste concerto" organizzate settimanalmente. L'Autorita' Giudiziaria, costantemente informata dalle Forze dell'Ordine sull'evolversi del fenomeno in passato ha autorizzato perquisizioni sia nella sede di via Ticino, sia presso le abitazioni dei principali esponenti. L'amministrazione comunale, che non ha mai denunciato l'indebita occupazione dei locali, ha stipulato nei primi mesi del 1995 una convenzione con il "sodalizio", concedendo l'utilizzo della struttura per "scopi culturali e sociali", dietro effettuazione, da parte del "Pedro", di migliorie a titolo di canone di locazione. Non risulta peraltro che da parte degli abitanti del quartiere siano state attuate iniziative contro l'esistenza del centro sociale. Recentemente alcuni episodi di violenza ad opera di giovani "militanti" di "Autonomia", gravitanti nel centro sociale, perpetrati contro altri giovani, appartenenti alle formazioni della destra, sono stati prontamente risolti dalla attivita' investigativa della Polizia di Stato, che ha portato alla individuazione dei singoli responsabili. Riguardo alla revoca della convenzione con il comune, auspicata dalla S.V., non risulta ad oggi che la amministrazione municipale abbia preso in esame tale provvedimento. In ordine infine alla lamentata occupazione di alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica nel comune in argomento, non risulta che si siano verificate indebite invasioni per conto di detto sodalizio, ma solo azioni individuali di alcuni aderenti al gruppo stesso, nei cui confronti, in presenza di specifica manifestazione di volonta' dell'ente proprietario, la Polizia di Stato ha tempestivamente proceduto allo sgombero coatto. Il Ministro dell'interno: Napolitano.