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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06433 presentata da FIORI PUBLIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970109

Ai Ministri dei beni culturali e ambientali e del tesoro. - Per sapere - premesso che: il nuovo sovrintendente del teatro dell'Opera di Roma, professor Escobar, ha recentemente denunciato un disavanzo di sedici miliardi di lire nella gestione Vidusso e Ripa di Meana; tale disavanzo appare diretta conseguenza di gravi errori nella gestione e nelle scelte imprenditoriali e artistiche che hanno portato ad una clamorosa caduta di spettacoli, passati dalle 322 rappresentazioni della gestione Cresci alle 55 della gestione Ripa di Meana, vanificando cosi' il rilancio del teatro operato negli anni 1991 e 1992; si sarebbero verificati altresi' gravissimi errori amministrativi, quali ad esempio il noleggio e il pagamento a Londra di scene del Fidelius rivelatesi del tutto inadatte, non utilizzabili e quindi non utilizzate a Roma; detti errori sono stati confermati anche da un componente del consiglio di amministrazione, la signora Marchini; recentemente il Parlamento, su proposta del Governo, ha concesso al teatro dell'Opera di Roma una nuova sovvenzione pubblica di quindici miliardi -: se non ritengano di dover sospendere il pagamento di detta somma in attesa che vengano chiarite le responsabilita' per il gravissimo disavanzo denunciato; se non ritengano di dover tutelare i soldi dei cittadini versati all'Opera dando vita ad una commissione d'inchiesta che accerti la reale entita' dei disavanzi negli ultimi tre anni e individui le responsabilita' commissive e omissive anche degli amministratori comunali di Roma che, dopo aver costretto alle dimissioni il sovrintendente Cresci per accuse dichiarate dalla magistratura del tutto infondate, hanno affidato il teatro dell'Opera a persone che ne hanno gravemente danneggiato l'immagine, il patrimonio artistico-culturale e il bilancio economico-finanziario senza espletare quel dovere di vigilanza e di controllo previsto dalla legge; se non ritengano sussistere anche precise responsabilita' dei ministeri competenti per aver omesso ogni attivita' di verifica sulla destinazione dei contributi statali, sulle spese ingiustificate e sospette e sull'entita' dei costi industriali di tutta l'istituzione; se abbiano provveduto a trasmettere la denuncia del professor Escobar al competente Procuratore della Repubblica e al Procuratore Generale della Corte dei conti, affinche' sia promossa azione di responsabilita' nei confronti degli amministratori del teatro dell'Opera e del comune di Roma per tale sperpero di danaro pubblico, con la stessa solerzia con cui il sindaco di Roma segnalo' le presunte irregolarita' della gestione Cresci anche al sostituto procuratore della Corte dei conti, dottor Canale, divenuto poi occasionalmente assessore della giunta Rutelli. (4-06433)

In relazione ai quesiti posti con l'interrogazione in oggetto, si rappresenta quanto appresso. Il Sovrintendente dell'opera di Roma, dr. Sergio Escobar, rese di dominio pubblico, a mezzo di dichiarazioni apparse a fine 1996 su organi di stampa, il fatto che dalla situazione pregressa dell'Ente e dal programma di attivita' emergeva un maggiore fabbisogno finanziario di L. 15.761 milioni per l'anno 1997, rappresentato da: L. 4,5 miliardi di disavanzo dell'esercizio 1996; L. 0,5 miliardi di disavanzo 1995; L. 1,6 derivante dal costo del nuovo assetto funzionale del personale; L. 4,6 miliardi per maggiori spese di produzione 1997 non considerate all'atto della programmazione; L. 3,5 miliardi per la stagione estiva 1997; L. 1 miliardo per l'apertura della stagione 1997/98. In relazione a dette dichiarazioni e' stata ordinata una verifica, gia' effettuata, ed il relativo referto rimesso dall'Ufficio Ispettivo allo scrivente. Dalla verifica e' emersa la conferma, in via di massima, delle cennate circostanze, salvo scostamenti nel disavanzo dell'esercizio 1996 piu' precisamente quantificato in L. 4.077 milioni mentre il disavanzo di amministrazione 1996 da riassorbire ai sensi dell'articolo 2 della L. N. 450/87 e' stato stimato in L. 5.831 milioni. Inoltre, dalla linea operativa dell'Ente, che ha previsto, per il 1997, di ridurre le spese di produzione di L. 2.500 milioni rispetto a quelle ipotizzate e di limitare il riassorbimento del pregresso disavanzo all'importo di L. 2.500 milioni con rinvio all'anno successivo del riassorbimento del restante importo, e' emerso che, per il pareggio del bilancio, occorrono maggiori entrate, rispetto a quelle acquisibili con una certa attendibilita', per L. 10.700 milioni che sarebbero assicurate dal Comune di Roma. Hanno trovato, altresi', conferma talune irregolarita' per le quali erano gia' in corso azioni di vigilanza, con riferimento, in particolare, alla vicenda dell'allestimento dell'opera Fidelio. Per quanto concerne il recente provvedimento legislativo recante concessione al Teatro dell'Opera di Roma di una nuova sovvenzione di L. 15 miliardi, per la quale si chiede la sospensione del relativo pagamento in relazione all'irregolarita' di taluni fatti esposti, occorre chiarire quanto segue. L'On.le interrogante si riferisce probabilmente al disposto del c. 49, dell'articolo 1 della legge 23.12.1996, n. 647 che ha convertito il decreto-legge 21 ottobre 1996, n. 535 (nel quale e' stato trasfuso il contenuto dell'articolo 10 del decreto-legge 23.10.1996, n. 541 decaduto per mancata conversione in legge). Tale norma, che autorizza la concessione al Teatro dell'Opera di Roma di un contributo straordinario di L. 20 miliardi per l'anno 1994 (nonche' altro contributo straordinario di L. 6 miliardi al Teatro alla Scala di Milano sempre per l'anno 1994) conclude l'iter legislativo iniziato con il decreto-legge 23 ottobre 1994, n. 606 - articolo 9, proseguito con la reiterazione della norma in altri undici decreti legge e non reca quindi nuova contribuzione a favore del Teatro in parola. Si precisa che l'assegnazione della somma di L. 20 miliardi all'Ente Lirico romano venne disposta con decreto 24.12.1994 mentre il pagamento venne disposto con decreto 20.10.1995 sulla base di stanziamento di cassa previsto dalla legge di assestamento del bilancio dello Stato 1995 (L. 21.9.1995, n. 339). L'attivita' svolta dall'Ufficio ispettivo del Dipartimento dello Spettacolo in sede di verifica, e l'esito della stessa con formulazione di rilievi all'ente, sembrano escludere, allo stato, la necessita' di costituzione di una Commissione di inchiesta. Il Ministro delegato per lo spettacolo: Veltroni.



 
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