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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06411 presentata da ALEMANNO GIOVANNI (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970109

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri dell'interno, dei lavori pubblici con incarico per le aree urbane, dei trasporti e della navigazione e dei beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che. tra luglio e settembre 1996 sono state effettuate indagini geognostiche a terra, mediante l'installazione di strumenti di controllo, nella zona di intervento per la realizzazione del sottopasso di Castel S. Angelo; come risulta dalla relazione illustrativa del provveditorato regionale alle opere pubbliche per il Lazio del 27 settembre 1996, firmata dall'ingegner Giancarlo Santariga, responsabile del procedimento, e dal provveditore ingegnere Tullio Russo, coordinatore unico, circa le indagini svolte nella zona del sottopasso ("programma d'intervento di viabilita' e riqualificazione urbana d'interesse della citta' del Vaticano, della citta' di Roma e del fiume Tevere), sono state rilevate presenze archeologiche nel sottosuolo: nella piazza antistante Casa Madre dei mutilati sono state segnalate presenze nel sottosuolo per uno spessore di quattro-cinque metri dal piano di campagna riferibili probabilmente a cunicoli di drenaggio del sito, oppure alle fondazioni di un fabbricato moderno demolito per consentire l'attuale sistemazione della piazza; in prossimita' del bastione lato valle del castello e' stata rinvenuta, a quota cinque metri circa dal piano campagna una pavimentazione riferibile alla fonte battesimale della chiesa di Santa Maria in Traspontina; a piazza della Rovere sono state segnalate presenze di brani di murature che, per la loro profondita', potrebbero costituire parte dei ruderi trovati, a suo tempo sotto l'ospedale santo Spirito e che si ritiene appartengano alla villa di Agrippina; a valle di ponte Vittorio e' stata individuata la presenza di una massa metallica di grandi dimensioni; le indagini svolte, come risulta dalla stessa relazione sopracitata, indicano che il tratto di muraglione a cavallo del ponte Principe Amedeo (ove sono ubicati sia lo svincolo per il costruendo parcheggio nella collina Vaticana, sia l'uscita del sottopasso) presenta, in corrispondenza della muratura di fondazione, diffusi fenomeni di degrado che renderanno necessario adottare opportune provvidenze in sede di progetto. Complessivamente i risultati ottenuti confermano un generale stato di sofferenza degli edifici limitrofi ai lungotevere di destra. Particolari sintomi di dissesto hanno manifestato: il palazzo ubicato subito dopo ponte Cavour, il Palazzo di Giustizia (prospetto principale verso il Tevere), Castel San Angelo (prospetto verso il Tevere e Bastione San Marco), il Palazzo vaticano dell'Azione cattolica in piazza Giovanni XXIII, l'ospedale Santo Spirito e isolati su piazza della Rovere fino a palazzo Salviati; il provveditorato regionale alle opere pubbliche ha proposto e indetto la gara per l'assegnazione dei lavori per incaricare le ditte aggiudicatrici di raccogliere i dati mancanti e farsi carico poi di elaborare esse stesse i progetti esecutivi. Ma le imprese avrebbero avuto solo un mese di tempo dall'aggiudicazione all'apertura dei cantieri. Dopo il giudizio negativo del Sovrintendente archeologico, professor La Regina, la gara allo stato attuale dovrebbe essere non attuabile; il provveditorato riteneva di affidare i lavori ricorrendo all'articolo 19, comma 1b, della legge Merloni. Tale articolo prevede la progettazione esecutiva e l'esecuzione dei lavori qualora "sia prevalente la componente impiantistica o tecnologica"; la procedura di aggiudicazione si sarebbe dovuto concludere il 16 febbraio 1997, data entro la quale la sovrintendenza non sarebbe riuscita a completare le verifiche -: per quale motivo, malgrado i notevoli sforzi del provveditore Tullio Russo che, lasciato solo, senza il supporto tecnico necessario, ha cercato di fare il massimo per risolvere i problemi capitolini, il comune di Roma non abbia seguito direttamente tutta la fase relativa al sottopasso, appoggiandosi a strutture e societa' appositamente create, come l'Agenzia per il Giubileo, invece di scaricare la responsabilita' sul provveditorato; se il progetto per le opere relative al sottopasso di Castel San Angelo approvato dal provveditore alle opere pubbliche sia stato totalmente definito per indire gara internazionale; se siano state rese note tutte le indagini archeologiche e geologiche per permettere lo svolgimento delle opere nei tempi fissati; se il progetto approvato sia quello piu' accettabile sotto il profilo urbanistico e sotto il profilo economico. Infatti, anche se la relazione sopracitata del settembre 1996 risulta oltremodo fumosa e generica, gia' si evincevano presenze di reperti archeologici e gia' da tempo associazioni e ambientalisti avevano denunciato il rischio di tali ritrovamenti. Ma il comune di Roma ha volutamente ignorato il tutto, proseguendo irresponsabilmente nel portare avanti un progetto che non sarebbe mai stato ultimato; se sia stato valutato il progetto dell'ingegner Vittoriano Satta, che prevede l'eliminazione del sottopasso di Castel Sant' Angelo, ponendo l'alternativa di una viabilita' a raso con minor spesa e certezza dei tempi di attuazione per il Giubileo; se sia vero che i bastioni di Castel Sant'Angelo versano in stato di grave degrado, dovuto a cedimenti costanti; se sia vero che in prossimita' dei bastioni esistano reperti archeologici importanti da non consentire una pianificazione delle opere; se sia vero che in prossimita' di ponte Sant'Angelo e' stata intercettata una strada romana a circa sei metri di profondita', frangiflutti di Adriano a dodici metri di profondita', un collettore romano e una galleria di collegamento tra i due bastioni a circa quattro metri di profondita'; se sia vero che in prossimita' dei bastioni siano allocate sepolture di particolare importanza, oltre a tombe con monili e scudi, rilevati con l'indagine a ultrasuoni, e che di fronte lungotevere Castello e' stata rilevata una grossa area di reperti archeologici; se sia vero che la sede del l'Associazione nazionale dei mutilati invalidi e il Palazzo di Giustizia presentano grave dissesto delle costruzioni; se sia vero che il sovrintendente archeologico abbia manifestato, gia' durante la conferenza dei servizi di settembre 1996, grosse perplessita' sulla realizzazione del sottopasso di Castel San Angelo. Sembra infatti che la sovrintendenza archeologica di Roma abbia stabilito che dara' la sua approvazione solo dopo l'acquisizione di valutazioni sugli effetti che lo scavo della galleria potrebbe avere sulle strutture del mausoleo di Adriano e dopo l'espletamento di tutte le verifiche archeologiche; se sia vero che il sovrintentendente ai beni culturali abbia manifestato perplessita' sulla demolizione e ricostruzione dei muraglioni del Tevere; se sia vero che dissesti idrogeologici potrebbero compromettere l'andamento delle opere, con enorme lievitazione dei prezzi; se il progetto definitivo a bando di gara abbia tenuto conto di tutte le problematiche in modo tale da quantificare l'esatto importo, cosi' come dettato dalla legge n. 109 del 1994; se in base alla legge n. 109 del 1994, l'appalto possa essere affidato con la procedura dell'articolo 19, comma 1b, della legge Merloni, trattandosi di opere che non possono ricondursi alla prevalente componente impiantistica e tecnologica; se il progetto con le problematiche emerse possa essere definito entro il 13 febbraio 1997; se siano stati raccolti dati sufficienti per poter procedere ad un progetto esecutivo; se per la redazione del progetto sia stata indetta gara di appalto come previsto dalla legge Merloni; se siano stati consultati coloro che hanno dato contributi progettuali, compreso l'ingegner Vittoriano Satta; con quale criterio siano stati scelti i collaboratori al progetto del provveditorato; come mai i sondaggi relativi ad un opera di tale importanza storica siano iniziati solo nel mese di settembre 1996 e risultano allo stato attuale ancora incompleti; se il riconoscimento alle ditte aggiudicatrici di raccogliere i dati mancanti e di farsi carico di elaborare i progetti esecutivi entro un mese non palesi un inevitabile passaggio di responsabilita' da parte del provveditore alle opere pubbliche, impossibilitato a comportarsi diversamente; se, infine. tale scelta possa essere fonte di contestazione e riserve da parte delle imprese aggiudicatrici, con conseguente lievitazione dei prezzi e allungamento dei tempi di lavorazione. (4-06411)

In merito alle interrogazioni in oggetto, il Provveditorato alle OO.PP. di Roma ha comunicato quanto segue. L'intervento di viabilita' e riqualificazione urbana denominato "Sottopasso di Castel S. Angelo" e' da considerarsi tra le opere piu' qualificanti individuate dalla Commissione mista Italo-Vaticana e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri di concerto con la Regione Lazio, Provincia di Roma e Comune di Roma, sia per favorire a breve termine la celebrazione del Giubileo dell'anno 2000 sia per valorizzare nel lungo termine un'area tanto pregiata del Centro storico di Roma. In conseguenza della complessita' delle problematiche tecniche e scientifiche emerse, il citato Provveditorato, con funzione di stazione appaltante su delega specifica del Comune di Roma, ha provveduto a sviluppare un piano preliminare di studi, ricerche ed indagini di campo sia di tipo tradizionale sia di tipo innovativo che consentissero l'acquisizione della migliore conoscenza aggiornata dello stato dei luoghi e dello stato di conservazione delle numerose presenze monumentali che contraddistinguono l'area in relazione all'intervento da farsi. Sin dalle prime indagini svolte, e' emerso chiaramente che tutte le possibili soluzioni alternative allo studio e che coprivano la gamma di tutti i possibili tracciati ipotizzabili, presentavano potenziali "rischi" connessi a rinvenimenti di strutture murarie appartenenti a varie epoche storiche presenti nel sottosuolo. Si e' reso pertanto indispensabile approfondire ulteriormente, per quanto consentito dalle risorse disponibili, la conoscenza diretta del sottosuolo attraverso indagini specifiche e mirate eseguite nei punti segnalati. I risultati di detti approfondimenti sono stati resi noti di volta in volta alle Soprintendenze competenti onde pervenire ad una ragionevole conferma delle ipotesi di fattibilita' di un tracciato che soddisfacesse gli obiettivi prefissi e possedesse i requisiti di compatibilita' con tutte le altre complesse problematiche idrogeologiche, urbanistiche, strutturali, impiantistiche, di sicurezza stradale, di cantieristiche, di tempi e costi di esecuzione. Tutto cio' anche nel rispetto ed anzi con la volonta' precisa di recuperare e valorizzare eventuali resti di presenze antiche che si rinvenissero nel corso dei lavori, cosi' come testimonia il sottoprogetto specifico di scavi e studi archeologici a corredo del progetto stradale per un importo stimato di lire 3 miliardi, da attivare propedeuticamente alla progettazione esecutiva cui pervenire una volta eliminati i "rischi" piu' gravi avvalendosi della direzione scientifica delle Soprintendenze competenti. Ulteriori studi ed indagini preliminari hanno inoltre consentito l'acquisizione di utili elementi di valutazione dello stato di conservazione del rilevante patrimonio edilizio antico e moderno ubicato sulla sponda destra del Tevere nel fratto interessato dal Sottopasso. Ne e' risultato un quadro complessivo di generale sofferenza dei principali edifici pubblici e privati ubicati sulla sponda destra del Fiume Tevere talvolta a conferma di situazioni note, talvolta a costituire conferma certa di intuizioni qualitative. Di tali conoscenze, approfondite per quanto possibile, se ne e' tenuto conto nel progetto definitivo con soluzioni tecniche specifiche per quanto riguarda: la stabilita' del palazzo di Giustizia e di Casa Madre dei mutilati; il consolidamento dei Bastioni S. Giovanni e S. Matteo di Castel S. Angelo nonche' del tratto di mura di Passetto di Borgo; il consolidamento di tutto Ponte S. Angelo (in gravi condizioni di dissesto cui occorre porre rimedio con ogni urgenza) e della spalla destra degli altri Ponti interessati; la stabilita' della facciata lato Tevere dell'Ospedale S. Spirito; la stabilita' degli isolati su Piazza della Rovere fino a Palazzo Salviati; il consolidamento dei muraglioni del Tevere posti a difesa della Capitale dalle inondazioni. E' stato cosi' possibile elaborare un progetto che sotto il profilo urbanistico risulta conforme agli obiettivi del Programma degli interventi per il Giubileo approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e congruente con le previsioni e le iniziative poste in essere dall'Amm.ne Comunale; esso e' anche quello piu' accettabile sotto il profilo economico se confrontato ad altre possibili soluzioni alternative pure studiate (soluzioni in banchina del Fiume Tevere). Nel corso degli studi preliminari sono state elaborate varie soluzioni possibili e sono state valutate anche numerose altre idee progettuali avanzate negli ultimi decenni da uomini di cultura o liberi professionisti per eliminare il problema rappresentato dalla strettoia di Castel S. Angelo, tra cui anche quella avanzata recentemente dall'Ing. Vittoriano Satta. Tali idee tuttavia talvolta non soddisfacevano tutti gli obiettivi prefissi con l'intervento; oppure non risultano congruenti con il quadro complesso delle esigenze indicate dall'Amm.ne Comunale, oppure non tenevano nel dovuto conto l'esigenza del rispetto dello stato esteriore dei luoghi o delle preesistenze archeologiche con pesanti modifiche allo stesso, oppure non risultavano compatibili con i programmi di recupero e valorizzazione dell'area; oppure non erano verificati gli aspetti del traffico, della sicurezza, delle strutture e dei consolidamenti, degli impianti, dei sottoservizi, idrogeologici, cantieristici, tempistica, costi. Gli obiettivi dell'intervento mirano al ripristino storico e archeologico dell'area del Castello nonche' ad una significativa riqualificazione sia viaria che funzionale dell'area e del settore urbano dell'area Vaticana. Le deviazioni in sottopasso del traffico veicolare e la realizzazione - sempre sotterranea - della Stazione di scambio e del Centro di accoglienza, consentono infatti di liberare tutta l'area del Castello da quegli elementi "funzionali" che impediscono oggi di restituire all'area monumentale il suo vero e naturale assetto. Ulteriori indagini archeologiche pure previste nel progetto definitivo, dovranno inoltre dare una completa conoscenza e l'esatto rilievo di quanto ancora presente nel sottosuolo. Solo sulla base di questo ulteriore rilievo sara' possibile impostare un progetto esecutivo e di seguito realizzare le opere senza imprevisti significativi ed ostacoli e, quindi, senza varianti progettuali sostanziali in corso d'opera, che per la scadenza giubilare e per la normativa vigente, non potrebbero essere consentite. In particolare per quanto riguarda gli accertamenti gia' effettuati sul Lungotevere Castello ed in prossimita' dei Bastioni del Castello dai risultati ottenuti, riportati tra gli elaborati progettuali predisposti, non risultano individuati: ne' reperti archeologici importanti da non consentire una pianificazione delle opere; ne' una strada romana, frangiflutti di Adriano, un collettore romano e una galleria di collegamento tra i due bastioni; ne' sepolture di particolare importanza, oltre a tombe con monili e scudi rilevati con l'indagine a ultrasuoni, ne' una grossa area di reperti archeologici. Si conferma invece le presenze gia' individuate nel corso delle varie indagini e cioe': banchi di terreno di riporto connessi ai lavori ottocenteschi; brani o livelli ancora intatti di sedime archeologico; presenza di residue strutture murarie appartenenti a varie epoche storiche talmente miste ed intersecate tra loro da non potersi facilmente distinguere le diverse costruzioni. La Soprintendenza Archeologica di Roma in merito ai lavori di realizzazione del Sottopasso di Castel S. Angelo, ha manifestato perplessita' sulle diverse soluzioni tecniche ipotizzate in considerazione sia del rischio connesso con il ritrovamento in corso d'opera di eventuali presenze archeologiche di rilevante interesse, tutelate per legge, sia della scarsa conoscenza specifica del sottosuolo. Proprio per contenere nei limiti del ragionevole tale rischio sono state eseguite tutte le ricerche preliminari al progetto definitivo dei lavori ed e' stata inoltre prevista in progetto un'ampia campagna di scavi propedeutica al progetto esecutivo per un importo di lire 3 miliardi. Il Soprintendente ai Beni Culturali dal canto suo non ha tanto manifestato perplessita' sulla demolizione e ricostruzione dei muraglioni del Tevere, quanto contrarieta' sulla modifica eventuale dell'aspetto esteriore dei muraglioni con modifica della geometria o con realizzazione di aperture sugli stessi. Per tener conto di tale contrarieta', nell'ultima rielaborazione del progetto e' stata eliminata ogni pur minima modifica dell'aspetto esteriore dei muraglioni, che verra' invece ripristinato e conservato immutato rispetto a quello attuale, previa esecuzione dei necessari lavori di ripristino e consolidamento. Per quanto concerne poi l'osservazione che i sondaggi relativi ad un'opera di tale importanza storica sarebbero iniziati solo nel mese di settembre 1996 e risulterebbero allo stato attuale ancora incompleti, il Provveditorato ha precisato che essi hanno avuto inizio nel mese di maggio 1996 e si sono conclusi sostanzialmente nel mese di settembre 1996. Dopo tale data si sono invece resi necessari limitati ulteriori specifici approfondimenti per la migliore conoscenza di problematiche particolari o per soddisfare richieste specifiche. In merito al criterio di affidamento dei lavori con ricorso all'articolo 19 comma 1-b della legge Merloni il citato Provveditorato, delegato dal Comune di Roma ai sensi del decreto-legge 23.10.1996 n. 551, in qualita' di stazione appaltante per le opere in questione, ha provveduto alla redazione del progetto definitivo cosi' come previsto dall'articolo 16, comma 4 della legge 216/95. Il Provveditorato scartata l'ipotesi di procedere alla progettazione mediante appalto-concorso che di fatto demanda a soggetti privati una pluralita' di scelte di notevole rilevanza, scelte di competenza della Pubblica Amministrazione, ha ritenuto di procedere direttamente alla progettazione definitiva che, ancorche' con la collaborazione di professionisti e consulenti esterni, e' stata predisposta con la partecipazione di tutte le Amministrazioni interessate, e quindi di rinviare la progettazione esecutiva facendo ricorso alla procedura della licitazione privata con le modalita' dell'articolo 19 lett. 1-B ravvisando, peraltro, la presenza di entrambe le fattispecie 1^ e 2^ del citato articolo 19 lett. 1 B. Nella fase di progettazione definitiva e' stata confermata quella prevalenza della componente tecnologica ed impiantistica, nonche' l'esigenza e la necessita' di procedere all'effettuazione di scavi archeologici, di opere di manutenzione e restauro, delineatasi nella prima fase di studio. Nel caso in esame, infatti, vengono affrontati per tutto il tracciato dell'opera complessi problemi tecnici per le opere di consolidamento e sottofondazioni in aderenza ad edifici storici e monumentali interventi di risanamento sugli stessi quali ad esempio il taglio di muraglioni, delle spalle dei ponti antichi e moderni per le quali sono state prese in considerazione tecnologie non usuali. Inoltre il rispetto dei tempi, estremamente ristretti, imporra' all'Impresa esecutrice, in sede di progettazione esecutiva prima e poi in sede di realizzazione, il ricorso ad una diffusa componente tecnologica non tradizionale per rispettare i tempi contrattuali e procedere contestualmente alla rimozione, spostamenti, rifacimenti, allacci provvisori di tutta la complessa rete impiantistica e tecnologica dei sottoservizi esistenti che dovranno continuare la loro funzione durante tutto lo svolgimento dei lavori. Il Provveditorato ha precisato che il tempo utile a disposizione dell'impresa che risultera' aggiudicataria della gara d'appalto per l'elaborazione del progetto esecutivo e' di mesi 6 (sei) (e non di un mese) con conseguente assunzione consapevole delle responsabilita' connesse. Per quanto riguarda gli affidamenti per incarichi di consulenza e collaborazione alla progettazione per gli interventi del programma Giubileo il Provveditorato ha comunicato di aver provveduto alla massima diffusione per acquisire i curricula dai professionisti. Tali avvisi sono stati fatti in aderenza al disposto dell'articolo 17, comma 12 della legge 109/94 come integrata e modificata dalla legge 216/95. Le richieste pervenute da parte di singoli o di associazioni di professionisti sono state in numero di 600 circa e i relativi affidamenti sono avvenuti sulla base dei curricula presentati. Tutte le progettazioni oggetto degli avvisi sono state coordinate da parte dei tecnici del predetto Provveditorato e gli incarichi affidati hanno le caratteristiche di supporto operativo ai fini di acquisire specifiche conoscenze, le collaborazioni in campo storico, archeologico, ambientale, urbanistico, idraulico, architettonico, geotecnico, per lo studio dei flussi di traffico impiantistico ed il cui compenso forfettario per ciascuna collaborazione specifica e' ampiamente al di sotto dell'importo di 200.000 ECU fissato dalla legge 216/95 articolo 17. Per quanto riguarda infine i motivi per cui il Comune di Roma ha ritenuto di avvalersi della facolta' di delega ai sensi del decreto-legge 455/1996 e delle strutture tecnico-amministrative del Provveditorato alle OO.PP per il Lazio risiedono evidentemente nella fiducia riposta nella nota professionalita' di tali strutture, comprovata da decenni di risultati operativi ottenuti, nonche' dall'esito stesso dell'incarico specifico di cui trattasi, con cui si e' data una valida risposta ad un problema complesso. Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici con voto n. 466 del 21.2.97 si e' espresso sul progetto definitivo del Sottopasso di Castel S. Angelo e di adeguamento della Galleria Principe Amedeo ritenendo gli elaborati del progetto definitivo suscettibili di essere sviluppati in progetti esecutivi con alcune prescrizioni, osservazioni e raccomandazioni. Per quanto concerne il Sottopasso di Castel S. Angelo il costo totale dell'opera risulta stimato, con riferimento al prezzario del Comune di Roma, in L. 169.000.000.000 cosi' ripartito. ... (omissis) ... Il programma dei lavori elaboratoin sede di progetto definitivo prevede tempi complessivi per la realizzazione dell'intervento (progettazione esecutiva, spostamento pubblici servizi, realizzazione delle opere) valutabili in 27 (venti-sette) mesi dalla data di consegna dei lavori. Il costo totale dell'intervento della galleria Principe Amedeo risulta stimato, con riferimento al prezzario del Comune di Roma, in L. 44.000.000.000 cosi' ripartito: ... (omissis) ... Il sistema di affidamento prescelto prevede che le imprese aggiudicatarie debbano redigere il progetto esecutivo. In tale fase l'Impresa dovra' indicare con esattezza, nell'eventuale rimodulazione del cronoprogramma dei lavori allegato al progetto definitivo, i tempi massimi necessari anche allo spostamento delle infrastrutture interferenti. Il Provveditorato OO.PP. di Roma ha comunicato che in data 25.05.97 ha terminato l'esame delle offerte pervenute dalle varie ditte ed ha aggiudicato l'affidamento dei lavori per la realizzazione del sottopasso di Castel S. Angelo ad un Consorzio di cinque imprese, formato dalla Astaldi e Italstrade di Roma, Consorzio Cooperative costruzioni di Bologna, Fioroni di Perugia e SIPES di Pescara. Considerate le difficolta' per l'attuazione dell'opera e' stato necessario tenere in considerazione assetti non soltanto tecnici, ma anche storici, artistici e monumentali e sono stati richiesti a tal fine supplementi di istruttoria ed ulteriori rilevazioni, indagini e sondaggi, come testimoniato dal successivo voto del Consiglio Superiore dei LL.PP. del 18 dicembre 1997 e dalla deliberazione della conferenza dei servizi del 19 dicembre 1997. Le indagini e le valutazioni svolte anche da parte della Sovrintendenza ai Beni Archeologici di Roma, hanno riguardato i problemi summenzionati e non sono state ispirate da motivi di carattere ideologico. Purtroppo, l'esigenza di una serie di approfondimenti, richiesti dalla Soprintendenza Archeologica di Roma e prospettati nel parere del Consiglio Superiore dei LL.PP., incompatibili con i tempi di realizzazione ristretti imposti dalla prossima scadenza della celebrazione del Grande Giubileo dell'anno 2000, comportera' l'irrealizzabilita' del sottopasso di Castel S. Angelo, mentre non sara' pregiudicata la realizzazione del raddoppio della Galleria Principe Amedeo del Parcheggio del Gianicolo e del rafforzamento della via tramviaria. Il raddoppio della Galleria Principe Amedeo e' stato affidato alla Ditta Penta di Roma ed alla Trevi S.p.A. di Forli'. Per quanto attiene ai costi finora sopportati, il suddetto Provveditorato ha comunicato che essi ammontano a circa 4 miliardi e 400 milioni per i lavori di progettazione e a 1 miliardo e 100 milioni per gli scavi archeologici, mentre non e' al momento prevedibile alcun costo per l'abbandono del progetto del sottopasso di Castel S. Angelo. Il Ministro dei lavori pubblici: Paolo Costa.



 
Cronologia
mercoledì 8 gennaio
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giovedì 9 gennaio
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    Al congresso del PPI a Roma Franco Marini è eletto segretario con il 58% dei voti.

domenica 12 gennaio
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