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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06434 presentata da TREMAGLIA PIERANTONIO MIRKO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970109

Al Presidente del Consiglio dei minsitri ed ai Ministri di grazia e giustizia e dell'interno. - Per sapere - premesso che: nel ventisettesimo anniversario della strage di piazza Fontana, il procuratore aggiunto della procura della Repubblica di Milano, dottor Gerardo D'Ambrosio, recentemente nominato coordinatore dell'inchiesta sul criminale attentato del 12 dicembre 1969, ha dichiarato, come riportato dagli organi di stampa e di informazione televisiva: "Alla verita' storica sulla strage di Piazza Fontana siamo gia' arrivati, ma alla verita' giudiziaria forse non arriveremo mai"; non si vede come si possa pervenire alla "verita' storica" di un fatto criminale senza giungere prima alla "verita' giudiziaria"; in data 10 gennaio 1991, un ex brigatista rosso, gia' tra i capi della colonna veneta delle BR, gia' condannato per gli omicidi del dirigente della petrolchimica di Mestre Silvio Gori e del commissario di polizia Alfredo Albanese, ha testimoniato quanto segue al giudice di Venezia Carlo Mastelloni (come riportato dal "Gazzettino di Venezia" del 9 agosto 1996 e da "Panorama" del 15 agosto successivo) "Gia' nel 1972 noi sapevamo cosa celava la strage di Piazza Fontana. Avevamo fatto una controinchiesta ... Le conclusioni dell'inchiesta accertarono che materialmente l'ordigno era stato posto nella banca da Pietro Valpreda, con la collaborazione di tutto il gruppo anarchico milanese del Ponte della Ghisolfa. Si appuro', comunque, che l'ordigno doveva esplodere quando i locali della banca erano deserti. Sennonche' quel giorno le operazioni bancarie si erano protratte oltre il normale orario. Gli anarchici volevo attuare un attentato di mostrativo antisistema (...)"; gia' dodici anni or sono, il 27 dicembre 1984, nel corso di un dibattito sulle stragi svoltosi in Senato alla presenza dell'allora Presidente del Consiglio onorevole Craxi, il giornalista Giorgio Pisano', al tempo senatore del Msi-Dn, sostenne, sulla base di dati di fatto coincidenti con quanto testimoniato sette anni piu' tardi dall'ex brigatista rosso al giudice Mastelloni, che la bomba nella banca di piazza Fontana l'aveva messa Pietro Valpreda; lo stesso Pisano', querelato per diffamazione da Pietro Valpreda davanti al tribunale di Monza (procedimento n. 178/94 R.G.) per avere successivamente documentato gli stessi fatti sul quotidiano "L'indipendente" del 18 settembre 1992, e' stato assolto da questa imputazione l'8 novembre scorso, perche' il fatto non costituisce reato; nella predetta sentenza del tribunale di Monza si afferma che il Pisano' e' giunto "sulla scorta di un approfondimento curato attraverso l'esame di atti giudiziari e parlamentari", alla convinzione che la definitiva "assoluzione per insufficienza di prove" riportata dal Valpreda per la strage di Piazza Fontana sia "un errore giudiziario" -: se il Governo si sia attivato al fine di portare a conoscenza di chi sta tuttora indagando sulla strage di piazza Fontana, tutti gli elementi necessari affinche' finalmente, con la dovuta serieta', nel rispetto dei morti e dei familiari, si ponga fine a questo calvario e si giunga, dopo tanto tempo, alla verita', senza occultare dati e prove, anche quelle che possono condurre alla "strage di regime". (4-06434)

In riferimento all'interrogazione in oggetto, si comunica quanto segue. L'indagine cui si fa riferimento nell'atto ispettivo, avviata dalla Procura della Repubblica di Milano nelle forme del nuovo rito processuale, riguarda la strage di piazza Fontana del 12 dicembre 1969. Il procedimento e' stato iscritto per diversificati titoli di reato, nei confronti di piu' persone. Il Ministero dell'interno ha riferito delle approfondite indagini sviluppate e della collaborazione ad esse prestata dagli uffici territoriali e centrali del Dipartimento della pubblica sicurezza. Per quanto attiene - infine - alle dichiarazioni del magistrato cui si fa riferimento nell'atto ispettivo, il Procuratore della Repubblica di Milano ha espresso l'avviso che esse intendessero significare che gli storici sono sufficientemente concordi nell'interpretazione politica dello stragismo, indipendentemente dalla possibilita' di pervenire all'individuazione delle persone - oltre che degli ambienti - che delle stragi furono mandanti e di quelle che ne curarono la materiale esecuzione. Il Ministro di grazia e giustizia: Giovanni Maria Flick.



 
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