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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06392 presentata da TARADASH MARCO (FORZA ITALIA) in data 19970109

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: con sentenza della Corte costituzionale n. 1 dell'8-9 gennaio 1996 veniva dichiarata la illegittimita' costituzionale dell'articolo 3, comma 6-bis, della legge n. 537 del 1993 (Interventi correttivi in materia di finanza pubblica); in conseguenza di tale sentenza, gli enti interessati avevano l'obbligo di accertare le situazioni illegittime oggetto della pronuncia indicata in epigrafe e di ripristinare la legalita' in conformita' al dictum della sentenza, adottando tutti i provvedimenti idonei a tal fine; allo stato, molti enti risultano inadempienti a tale obbligo, poiche' non hanno posto in essere alcun adempimento al fine di censire ed eliminare le "promozioni" illegittimamente sanate dalla norma dichiarata incostituzionale; tanto avviene in danno sia degli stessi enti, costretti all'esborso sine titulo di maggiori compensi, sia di quei dipendenti, aventi titolo all'inquadramento in qualifiche superiori, ma sprovvisti di santi in Paradiso; ora al danno pare aggiungersi anche la beffa, poiche' l'Avvocatura dello Stato con nota inviata al ministero dell'interno, pare ritenere gli effetti della pronuncia della Corte costituzionale limitati alle sole situazioni di illegittimita' sanate con formale atto deliberativo adottato ai sensi della normativa dichiarata incostituzionale; tale orientamento contrasta sia con le motivazioni della richiamata sentenza della Corte costituzionale, che vigorosamente censura e reprime i fenomeni di malcostume e di clientela in ordine alle promozioni degli enti locali, sia con la prassi applicativa della norma di sanatoria dichiarata incostituzionale, in virtu' della quale molti enti hanno ritenuto le promozioni illegittime automaticamente sanate, senza necessita' di procedere all'adozione di un formale atto deliberativo; pertanto, incredibile dictu, secondo l'interpretazione della Avvocatura, pare preferibile la condizione del dipendente illegittimamente promosso e successivamente inquadrato con formale delibera a sanatoria della originaria illegittimita', sul capo del quale si abbattono gli effetti della sentenza, con conseguente reinquadramento in peius nei ruoli organici dell'ente, piuttosto che la condizione del dipendente illegittimamente promosso e mai oggetto di alcuna formale delibera di sanatoria, paradossalmente escluso dall'ambito di applicazione della sentenza; d'altra parte, secondo il richiamato parere dell'Avvocatura, la natura permanente ed il carattere di non definitivita' e non intangibilita' dei provvedimenti di inquadramento viziati da illegittimita' a seguito della pronuncia della Corte costituzionale, non consentono alcuna deroga alla adozione dei provvedimenti di reinquadramento in peius conseguenti alla pronuncia di incostituzionalita' -: quale sia lo stato della applicazione della predetta sentenza n. 1/1996 della Corte costituzionale; quale ritenga sia l'interpretazione da dare alla succitata sentenza della Corte costituzionale, nonche' i criteri e le modalita' di applicazione della stessa; se non ritenga non contrasti con i principi di cui agli articoli 3 e 97 della Costituzione, oltre che con le stesse motivazioni della sentenza, l'orientamento interpretativo ed applicativo che pare consolidarsi sulla base del parere dell'Avvocatura dello Stato; quali siano le situazioni illegittime da ritenere definite in modo irreversibile a ritenere sottratte all'applicazione della sentenza. (4-06392)

 
Cronologia
mercoledì 8 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Esce in edicola il quotidiano La Padania.

giovedì 9 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Al congresso del PPI a Roma Franco Marini è eletto segretario con il 58% dei voti.

domenica 12 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Nei pressi della stazione di Piacenza deraglia un Pendolino in servizio sulla linea ferroviaria Milano-Roma, provocando 8 morti e 30 feriti.