Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06466 presentata da TREMAGLIA PIERANTONIO MIRKO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970109
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che all'interrogante risultano i seguenti fatti: la ditta Lamberti di Colonia (R.F.G.) ha avuto l'appalto per la pavimentazione degli uffici al primo piano del consolato generale d'Italia, i cui lavori sono stati seguiti personalmente dal console generale Paolo Ducci, con disposizioni e molteplici ripensamenti tecnici. A lavoro ultimato, l'esecuzione cosi' come da lui stesso voluta non era piu' di suo gradimento, e il console ne pretendeva il rifacimento, minacciando di non pagare la fattura. Il titolare della ditta Lamberti si opponeva, e sulla questione informava con lettera l'ambasciata d'Italia, il Ministero degli affari esteri e il sindaco di Colonia. Venuto a conoscenza della lettera, il console generale di Colonia, dopo una trattativa fatta condurre dall'avvocato di fiducia del consolato, si decideva a saldare la fattura alla ditta Lamberti; il consolato generale d'Italia di Colonia ha chiesto gratuitamente alla K.f-ln Musik la sala della Philharmonie per un concerto da tenersi il 12 giugno 1996 con il soprano Katia Ricciarelli, nell'ambito delle manifestazioni congiunte per il doppio cinquantenario, ideato dal console, abbinando la nostra nazione ad una regione tedesca, della fondazione della Repubblica italiana e del Land Nord Reno-Westfalia. A causa di impegni gia' assunti, i responsabili della Philharmonie non la possono concedere per quella data, ma saranno lieti di metterla a disposizione gratuitamente in altro momento. Il console d'Italia pero' insiste pretendendo la sala per il 12 giugno, richiesta alla quale la K.f-ln Musik puo' accedere soltanto a pagamento, e quindi manda il contratto per circa 20.000 marchi tedeschi, che il console fa firmare da un funzionario consolare. Vistosi alle strette, il nostro rappresentante consolare, che non sa come far fronte all'impegno, propone al soprano Katia Ricciarelli, poco prima della data fissata per il concerto, di non pagarle subito il cachet, stabilito in venti milioni di lire, ma di saldarlo in occasione di altro successivo concerto previsto per il mese di settembre. A questo punto, vista la serieta' della cosa, il soprano annulla il concerto e il console, di conseguenza, deve annullare la sala dicendo ai responsabili di rifarsi sull'artista. La K.f-ln Musik GMBH, con lettera del 27 luglio 1996, dicendosi indignata, ricorda al console che il contratto e' stato stipulato con lui e che la sua tesi "non e' soltanto poco sostenibile giuridicamente, bensi' rappresenta anche un comportamento non serio quando si tratta di affari", e chiede il pagamento in misura ridotta; il console generale di Colonia ha chiesto, come sponsorizzazione, alla BMW di Monaco una vettura di rappresentanza con autista per eventi di grande prestigio nel corso della manifestazione annuale dell'Art Cologne. Trattandosi della richiesta di un rappresentante ufficiale dell'Italia, la BMW aderisce, mettendo a disposizione una splendida vettura ed un autista competente ed estremamente professionale. Il console generale d'Italia, pero', utilizza la vettura per fare la spesa, per farsi accompagnare al ristorante, tratta l'autista come un lacche', senza offrirgli nemmeno un bicchiere d'acqua, lo fa aspettare lunghe ore sotto il consolato. Dopo tre giorni l'autista ne informa la direzione della BMW che, con lettera del 12 novembre 1996 dell'ufficio pubbliche relazioni, dato "che sia il nostro autista e la vettura vennero assegnati a compiti diversi e di altro livello" rispetto le motivazioni della richiesta, e "considerando poi il fatto che il signor Gross non venne impegnato come autista, bensi' per cosi' dire degradato avendo dovuto svolgere mansioni di fattorino" e che "un simile trattamento non e' sostenibile ne' per un autista della BMW ne' per la stessa Casa BMW", gli ritira la vettura e l'autista; tra il maggio e il luglio del 1996 l'istituto italiano di cultura di Colonia, di cui in quel periodo era responsabile ad interim il console generale d'Italia, ha pagato al ristorante "La Vita", di Salvatore Luca, numerosi buffet, avvenuti al ritmo serrato di centotrenta-centosessanta persone per volta. Non si sa bene se questi buffet siano realmente avvenuti e chi vi abbia partecipato. E' lecito supporre che i pagamenti siano stati effettuati con i fondi assegnati all'istituto per le manifestazioni congiunte del cinquantenario della nascita della Repubblica italiana e della regione tedesca del Nord Reno-Westfalia, di cui si e' gia' detto, ideato dal nostro rappresentante consolare; il consolato generale d'Italia di Colonia e' con l'attuale responsabile, completamente alla deriva, manca di direzione autorevole e i dipendenti sono lasciati a loro stessi. Fra l'altro ossessionati da un console che, a parere dell'interrogante, da' manifesti segni di megalomania, che minaccia licenziamenti o rientri al ministero, che ritiene di dirigere non un consolato, ma un'ambasciata, come dimostra la netta separazione tra il primo piano abbellito e rinnovato con rivestimenti in legno, parquet e marmo bianco, e il piano terra caratterizzato da muri sbrecciati, armadi e porte cadenti, calcinacci, cavi elettrici da tutte le parti, e dove non mette mai piede perche', come ha pubblicamente affermato, non gli interessano i problemi dei connazionali che quotidianamente si rivolgono agli uffici, "ma l'immagine del nostro Paese per la quale lui si adopera" -: come si valuti il comportamento del nostro console generale di Colonia e come si concili la sua affermazione di preoccuparsi soprattutto ed esclusivamente dell'immagine dell'Italia con gli episodi piu' sopra illustrati; quali provvedimenti si pensi di prendere per ridare prestigio e serieta' alla nostra rappresentanza consolare di Colonia, gravemente scossa dalle iniziative irresponsabili del console generale, non soltanto fra i nostri connazionali, ma anche presso autorita' ed enti tedeschi. (4-06466)