Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06477 presentata da SCARPA BONAZZA BUORA PAOLO (FORZA ITALIA) in data 19970113
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri degli affari esteri e delle risorse agricole, alimentari e forestali. - Per sapere, premesso che; nella notte del 7 gennaio 1997, alle ore 20,30, e' avvenuto da parte di una motovedetta croata, il sequestro del motopesca "Darno CI-3172", di proprieta' di Mario Penzo; tale motopesca operava in acque internazionali (al punto 44 gradi 58' Nord- 13 gradi 08' Est), corrispondente e circa venticinque miglia da Punta Rovigno -: quali iniziative siano state poste in essere per ottenere l'immediato dissequestro del motopesca italiano; quali iniziative e proteste diplomatiche siano state effettuate presso le autorita' della Croazia; quali valutazioni siano state compiute dal Governo in ordine ai rapporti tra Italia e Croazia alla luce di questo non nuovo comportamento ostile dei croati nei confronti della nostra marineria. (4-06477)
La cattura ad opera di un guardiacoste croato dei motopeschereccio "DARNO" e' avvenuta nella notte del 7 gennaio in acque internazionali. Risulterebbe pero' altrettanto accertato - come confermato dalla Capitaneria di Porto - che il "DARNO" al momento dell'intimazione dell'alt si trovava in acque croate e, una volta avvisata la motovedetta croata, ha messo in atto un tentativo di fuga. Il Ministro delle Risorse Agricole, appena appresa la notizia dell'avvenuto sequestro del Motopeschereccio Darno, e' prontamente intervenuto presso il Ministero degli Affari Esteri ed il Consolato di Fiume perche' la vicenda fosse seguita con la massima attenzione e fossero forniti aggiornamenti sulle condizioni dei membri dell'equipaggio. E' intervenuto, altresi', presso il Vice Ministro della Pesca croato perche' interponesse i suoi Uffici per la liberazione del battello sequestrato in uno spirito di collaborazione in vista dell'incontro che ci sarebbe stato tra le delegazioni italiana e croata per affrontare i temi attinenti il settore della pesca. Il Comandante dell'unita', processato per direttissima, e' stato condannato ad una ammenda di 55.000 Kune, piu' spese procedurali pari complessivamente a circa 20 milioni di lire (che egli ha versato in data 10 gennaio) nonche' alla confisca delle reti a strascico, vietate dalla legislazione croata ed utilizzate nel corso della pesca abusiva. Il dissequestro del motopeschereccio, avvenuto in tempi ragionevoli, ha contribuito a rasserenare il clima dei rapporti italo-croati rinsaldati proprio in occasione del Comitato tecnico tenutosi a Fano il 23 e 24 gennaio scorso in seno al quale e' stato messo a punto un programma operativo di collaborazione al fine di un coordinamento delle politiche nazionali. In particolare, sono state esaminate alcune ipotesi di collaborazione miranti al rafforzamento delle relazioni bilaterali necessario ad evitare l'intendimento croato di dare applicazione concreta ad una norma di legge volta ad estendere la zona di pesca di competenza esclusiva fino alla linea mediana dell'Adriatico la cui conseguenza sarebbe negativa per l'attivita' di pesca della flotta italiana. E' stato, altresi', creato un "gruppo di lavoro" incaricato di studiare le misure piu' idonee per evitare il verificarsi degli incidenti connessi al fermo di battelli italiani e di forme di collaborazione delle Autorita' di controllo dei due Paesi suscettibili di determinare per l'avvenire un clima di maggiore tranquillita' nell'esercizio della pesca in Adriatico. L'unita', pur essendo libera di ripartire, si e' trattenuta nel porto di Pola, attendendo l'arrivo dall'Italia di un'altra imbarcazione che la scortasse nel viaggio di rientro, a causa dei danni subiti - che ammonterebbero a circa 300 milioni - alle apparecchiature elettroniche di bordo per i colpi di arma da fuoco esplosi dai croati. La nostra Ambasciata in Zagabria ed il Consolato Generale in Fiume hanno reiterato le proteste piu' energiche contro l'uso ingiustificato e del tutto inaccettabile delle armi da fuoco. Nonostante la continua opera di dissuasione effettuata dal competente Ministero delle Risorse Agricole, l'episodio conferma - nella valutazione del Comando Generale delle Capitanerie di Porto - la tendenza di alcuni operatori a correre rischi ingiustificati. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Fassino.