Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06494 presentata da PECORARO SCANIO ALFONSO (MISTO) in data 19970113

Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: con la legge n. 1376 del 1965 e fino all'entrata in vigore della legge n. 71 del 1994 venivano assunti, a tempo determinato, per la durata di mesi tre, lavoratori "precari" in forza all'amministrazione delle poste, a seguito di domanda di assunzione; la legge n. 355 del 1989, con conseguente regolamento emanato con decreto ministeriale n. 308 del 28 aprile 1990, prevedeva all'articolo 1 l'assunzione del cinquanta per cento dei posti disponibili nella qualifica di operatore di esercizio degli uffici principali (UP), spettanti agli idonei dei concorsi riservati ai precari; tali posti venivano attribuiti in piu' fasi, la prima delle quali con riferimento ai posti disponibili alla data del 31 dicembre 1989; successivamente alle prime fasi dove un certo numero di precari fu assunto, non si ebbero piu' assunzioni da parte dell'amministrazione delle poste, ma si procedette soltanto nel 1992 alla compilazione delle graduatorie compartimentali e nazionali; queste graduatorie risulterebbero ancora valide; con l'entrata in vigore della predetta legge n. 71 del 1994, con conseguente trasformazione dell'amministrazione delle poste in ente pubblico economico, continuavano ad essere assunti i lavoratori "precari", cosi' come previsto dall'articolo 8 del contratto nazionale dei lavoratori; in data 23 dicembre 1994, nell'ambito di misure di razionalizzazione della finanza pubblica, all'articolo 22, comma 8, si disponeva che per il triennio 1995-1997 le amministrazioni potevano assumere personale di ruolo e a tempo determinato, utilizzando gli idonei delle graduatorie dei concorsi, approvate dall'organo competente, a decorrere dal 1^ gennaio 1992, la cui validita' veniva prorogata al 31 dicembre 1997; risulterebbe che dalla fine del 1991 ad oggi l'amministrazione delle poste non effettua piu' assunzioni di "operatore di esercizio" riservato ai precari; l'Ente poste si accinge ad assumere tremiladuecento unita' previste all'articolo 9, comma 21, del decreto-legge n. 510 del 1996 per i lavoratori che hanno prestato servizio presso l'Ente poste a partire del 1^ dicembre 1994 -: per quali motivi l'ente poste italiane, nelle nuove assunzioni previste per tremiladuecento unita', non intenda riconoscere i lavoratori precari di cui alla legge n. 1376 del 1965, articolo 3, non tenendo conto della legge n. 71 del 1994, all'articolo 6, comma 1, che obbliga l'Ente a riconoscere giuridicamente i rapporti attivi e passivi; per quali motivi l'ente poste non intenda riconoscere la graduatoria nazionale degli stessi precari emanata nel 1992. (4-06494)

Al riguardo si ritiene opportuno premettere che a seguito della trasformazione dell'ex Amministrazione p.t. in ente pubblico economico avvenuta ai sensi della legge 29 gennaio 1994, n. 71 (di conversione del decreto-legge 1^ dicembre 1993, n. 487) "il personale del Ministero delle poste resta alle dipendenze dell'ente con rapporto di diritto privato" (articolo 6, comma 2). Per effetto di tale disposizione, e per la mutata natura giuridica del datore di lavoro, tutti gli aspetti connessi alla gestione del personale dipendente sono attualmente regolamentati non piu' da norme di carattere pubblicistico ma da atti interni, alla stregua di qualunque altra azienda, e quindi connessi al potere organizzatorio tipico dell'imprenditore. Ne discende che le graduatorie di cui e' cenno nell'atto parlamentare in esame non possono essere considerate vincolanti per l'ente stesso. Cio' premesso, si significa che nel primo periodo della trasformazione da Amministrazione p.t. in ente pubblico economico, la legge 71/94 non aveva previsto un regime transitorio che consentisse di raccordare le vecchie disposizioni di tipo pubblicistico con le nuove di natura privatistica: tale lacuna e' stata colmata con decreto-legge n. 404 del 2 agosto 1996, poi sostituito dal decreto-legge n. 510 del 1^ ottobre 1996, convertito in legge 28 novembre 1996, n. 608, la quale dispone (all'articolo 9, comma 21) che "i lavoratori che a decorrere dal 1^ dicembre 1994 abbiano prestato attivita' lavorativa con contratto a tempo determinato alle dipendenze dell'ente poste italiane, hanno diritto di precedenza, nei termini e alle condizioni delle norme contrattuali e di apposito accordo con le organizzazioni sindacali, in caso di assunzioni a tempo indeterminato da parte dell'ente stesso per la stessa qualifica e/o mansioni fino alla data del 31 dicembre 1996; i lavoratori interessati debbono manifestare la volonta' di esercitare tale diritto entro il 30 novembre 1996. Le assunzioni di personale con contratto di lavoro a tempo determinato effettuate dall'ente poste italiane, a decorrere dalla data della sua costituzione e comunque non oltre il 30 giugno 1997, non possono dar luogo a rapporti di lavoro a tempo indeterminato e decadono allo scadere del termine finale di ciascun contratto". Nel rammentare, infine, che il contratto collettivo nazionale di lavoro riguardante il personale dell'ente Poste Italiane - stipulato il 26 novembre 1994 - prevede, all'articolo 8, tra le forme di assunzione, quella con contratto a tempo determinato per far fronte a specifiche e temporanee esigenze di servizio, si comunica che l'ente Poste in occasione di particolari punte di traffico (es. periodo natalizio) o in momenti in cui si registrano piu' numerose assenze da parte del personale (es. periodo estivo) fa ricorso a tale tipo di assunzioni, senza che il medesimo ente abbia mai manifestato la propria intenzione di utilizzare tale personale con contratto a tempo indeterminato. Il Ministro delle telecomunicazioni: Maccanico.



 
Cronologia
domenica 12 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Nei pressi della stazione di Piacenza deraglia un Pendolino in servizio sulla linea ferroviaria Milano-Roma, provocando 8 morti e 30 feriti.

giovedì 16 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A Milano i produttori di latte protestano e bloccano il traffico contro la multa imposta dalla Ue per aver superato le quote di latte consentite. Nei giorni successivi i manifestanti bloccheranno gli aeroporti di Linate, Malpensa e Venezia.