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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01350 presentata da LECCESE VITO (MISTO) in data 19970114

Ai Ministri dei beni culturali e ambientali e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: in Puglia occorrerebbe procedere ad una profonda revisione della strumentazione urbanistica vigente, la quale a tutt'oggi prefigura espansioni edilizie ingentissime e, fortunatamente, in larga misura irrealistiche. Per citare solo alcuni esempi, selezionati fra le aree piu' delicate sotto il profilo paesistico, si pensi che i comuni costieri garganici prevedono rispettivamente espansioni residenziali e turistiche per oltre 400 ettari, 130 ettari circa, ed oltre 100 ettari, a fronte di estensione dei territori urbanizzati al 1980 pari a 21,6 ettari, 10,9 ettari e 42,1 ettari. E' evidente che non e' ancora abbastanza diffusa la consapevolezza che, soprattutto in alcune zone costiere, l'ulteriore carico insediativo comporterebbe danni gravissimi dal punto di vista paesaggistico, ambientale, idrogeologico (l'inquinamento delle falde acquifere nei territori costieri urbanizzati privi di impianti fognanti ha raggiunto soglie preoccupanti) e non produrrebbe alcun vantaggio dal punto di vista economico; ancora, nella penisola salentina, limitandosi a considerare le espansioni turistiche, il piano di Nardo' prevede 323 ettari, quello di Otranto ben 1850, quello di Castellaneta 625, quelli di Ginosa, Leporano e Manduria ciascuno per circa 250. A fronte di tale situazione l'azione regionale proprio negli ultimi tempi si e' distinta per inefficienza, incapacita' progettuale, e carenza di indirizzi, a partire dai gravissimi ritardi nell'iter del piano paesistico sino alla situazione delle strutture tecniche regionali, ed alla perdurante mancanza di un programma organico di realizzazione della cartografia tecnica regionale; la legge n. 431 del 1985 prescriveva alle regioni di sottoporre a specifica normativa d'uso e valorizzazione ambientale il relativo territorio mediante la redazione di piani paesistici o di piani urbanistico-territoriali, con specifica considerazione dei valori paesaggistici ed ambientali, da approvarsi entro il 31 dicembre 1986; la regione Puglia a tutt'oggi non ha ancora approvato il suddetto piano, strumento di pianificazione anche previsto nella legge regionale n. 56 del 31 maggio 1980. Anzi, ad oggi la regione, approvando ben dodici leggi regionali di proroga della legge regionale n. 30 del 1990 contenente "norme transitorie di tutela delle aree di particolare interesse ambientale e paesaggistico", ha consentito opere edilizie e modificazioni dell'assetto del territorio anche nelle zone sottoposte alla speciale vincolistica della legge n. 431. Tale atteggiamento del legislatore regionale non ha fatto altro che, da una parte, compromettere il territorio, dall'altra vanificare le azioni di tutela e salvaguardia che avrebbero dovuto sottendere gli strumenti di pianificazione e gestione del territorio previsti dalla legge n. 431; risulta all'interrogante che in data 24 settembre 1992 l'assessore regionale all'urbanistica ha presentato pubblicamente la bozza del piano paesistico, ma che ancora oggi non e' stata approvata dal consiglio regionale -: se intendano assegnare un termine ragionevole, ma perentorio, per l'approvazione del piano al consiglio regionale pugliese; se intendano assumere l'impegno, decorso inutilmente tale termine, di esercitare i poteri sostitutivi previsti dall'articolo 1-bis della legge n. 431 del 1985, cosi' come avvenuto in altre regioni. (5-01350)





 
Cronologia
domenica 12 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Nei pressi della stazione di Piacenza deraglia un Pendolino in servizio sulla linea ferroviaria Milano-Roma, provocando 8 morti e 30 feriti.

giovedì 16 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A Milano i produttori di latte protestano e bloccano il traffico contro la multa imposta dalla Ue per aver superato le quote di latte consentite. Nei giorni successivi i manifestanti bloccheranno gli aeroporti di Linate, Malpensa e Venezia.