Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06526 presentata da FINO FRANCESCO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970114
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: con recente provvedimento, il Governo ha deciso la soppressione delle preture di Acri, San Marco Argentano e Rogliano, nella provincia di Cosenza, con decorrenza dal mese di marzo 1997; tale provvedimento non appare giustificabile in alcun modo, atteso che le suddette sedi pretorili svolgono importantissime ed insostituibili funzioni giudiziarie, permettendo altresi' che il contenzioso civile e penale venga distribuito sul territorio del circondario, senza che lo stesso aggravi la sede di Cosenza; in tale modo non viene favorita affatto la corretta e celere amministrazione della giustizia in uno dei territori piu' bisognosi di ordine istituzionale; pertanto le suddette sedi pretorili distaccate costituiscono insostenibili presidi istituzionali, necessari per favorire un piu' stretto rapporto tra il cittadino e le istituzioni; non si ritiene che in tale modo venga realizzato un globale risparmio di spesa, considerato tra l'altro la distanza che verrebbe ad esservi tra i cittadini interessati e le istituzioni locali, quali comuni, Carabinieri, Guardia di finanza ed altri, da un lato, e la nuova sede pretorile di Cosenza, dall'altro, costringendo ad un continuo e spesso giornaliero spostamento di cittadini e di istituzioni, con materiale aggravio di spese per il privato, ma anche per il pubblico -: se intendano revocare la decisione di sopprimere le suddette sedi giudiziarie, garantendo invece una maggiore efficienza e funzionalita' della stessa rafforzandone gli organici, al fine di dare risposte concrete ed immediate al desiderio di giustizia. (4-06526)
In riferimento all'interrogazione in oggetto, si comunica quanto segue. Con decreti interministeriali si e' recentemente determinata la soppressione di 51 sezioni distaccate di pretura, tra le quali quelle di Acri, Rogliano e San Marco Argentano che sono state accorpate alla pretura circondariale di Cosenza. I provvedimenti in questione sono stati adottati per far fronte alla pressante esigenza di un piu' razionale sfruttamento delle limitate risorse giudiziarie disponibili. Essi sono stati preceduti da una complessa ed attenta istruttoria che si ritiene utile esporre nelle linee essenziali. Sono stati dapprima acquisiti i pareri dei Presidenti delle Corti di Appello in ordine alla opportunita' di sopprimere le sezioni distaccate di pretura dei relativi distretti; i pareri pervenuti sono stati "filtrati" limitando l'area di intervento alle sezioni distaccate con una bacino di utenza non superiore a 35.000 abitanti; i progetti di accorpamento sono stati formulati a seguito di una accurata analisi relativa all'estensione del territorio, alle particolari esigenze del bacino di utenza del servizio giudiziario, all'ubicazione degli uffici in relazione alla loro distribuzione sul territorio, ai collegamenti ed all'orografia: a seguito di tale selezione, sono stati nuovamente investiti i Capi delle Corti perche' si esprimessero al riguardo ed acquisissero i pareri dei Consigli giudiziari e dei Consigli dell'ordine forense; all'esito di tale istruttoria e' stato investito il Consiglio superiore della magistratura che, nella seduta del 21 dicembre 1995, si e' espresso in senso favorevole alla soppressione delle sedi indicate. Pur non entrando nell'esame dei singoli casi, il Consiglio ha comunque rappresentato l'opportunita' che tutti gli accorpamenti delle sedi soppresse venissero effettuati presso la relativa sede circondariale. I provvedimenti di soppressione sono stati adottati esclusivamente per le sedi in relazione alle quali e' stato espresso parere favorevole da parte di tutti gli organi istituzionali interpellati. E' ben comprensibile che tale dolorosa anche se inevitabile determinazione susciti qualche rincrescimento tra le popolazioni interessate che vedono venir meno presidi giudiziari esistenti talvolta da lungo tempo. Tuttavia, pare che tale perdita possa ritenersi in qualche misura compensata dall'istituzione del Giudice di pace che costituisce il presidio di giustizia piu' prossimo al cittadino e - nel disegno governativo - ancor piu' lo sara' nel futuro con la prevista attribuzione di competenze pure in ambito penale. Gli uffici in questione hanno cessato di funzionare il 10 marzo scorso. I comuni interessati hanno proposto ricorso al T.A.R. della Calabria avverso gli atti in questione. Il Tribunale, con ordinanze del 20 marzo ha disposto la sospensione dell'esecutivita' dei decreti di soppressione. Questo Ministero, in ottemperanza, ha interessato la competente autorita' giudiziaria pregandola di adottare ogni provvedimento idoneo a dare attuazione alle statuizioni del giudice, anche in contrasto con le precedenti direttive. La competente avvocatura distrettuale dello Stato e' stata comunque invitata ad impugnare davanti al Consiglio di Stato le ordinanze di sospensiva. Il Ministro di grazia e giustizia: Flick.