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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06528 presentata da SERVODIO GIUSEPPINA (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19970114

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: presso le case di prevenzione e pena della regione Puglia, ad eccezione del carcere di Bari, la conservazione e la dispensa dei farmaci e' affidata a personale non laureato in farmacia, con conseguente esercizio abusivo della professione di farmacista da parte di personale non qualificato; la dotazione organica del personale sanitario non medico addetto agli istituti di prevenzione e pena e' costituita da quattro veterinari ed un farmacista (quest'ultimo in servizio presso il carcere di Bari), per tutto il territorio nazionale, con il risultato che le funzioni del farmacista risulterebbero svolte da soggetti sprovvisti del relativo titolo e di competenza professionale specifica; in data 4 aprile 1995 la federazione degli ordini dei farmacisti italiani ha sollecitato l'adeguamento delle dotazioni organiche del personale farmacista nelle case di prevenzione e pena e ha proposto di stipulare, in alternativa all'ampliamento di organico, apposite convenzioni tra istituti di pena e personale farmacista, come gia' avvenuto per l'istituto Marassi di Genova; in data 29 marzo 1996, una delegazione di farmacisti non titolari, in un incontro con il provveditore regionale del dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria per la Puglia, verifico' la indisponibilita' dello stesso provveditore a voler considerare come soluzione temporanea del problema, la stipula di convenzioni anche a termine e/o part-time tra i diversi istituti della Puglia ed i farmacisti in attesa dell'ampliamento della dotazione organica -: quali provvedimenti intenda adottare per porre fine al continuo abuso dell'esercizio della professione di farmacista negli istituti di prevenzione e pena, nella prospettiva non solo di un aumento degli organici, ma anche per un'effettiva tutela della salute dei detenuti e di tutti gli operatori penitenziari. (4-06528)

Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, opportunamente interpellato in merito, rappresenta che la questione proposta dall'interrogante e' da tempo all'esame di quella Amministrazione: la legge 740/74, regolamentando la materia, ha previsto per il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria una dotazione organica di farmacisti e di veterinari di sole cinque unita', per cui la figura del farmacista nell'Amministrazione Penitenziaria e' stata destinata alla programmazione generale del servizio farmaceutico, nonche' alla gestione dei farmaci ad azione psicotropa conservati presso una farmacia nazionale collocata presso l'istituto penitenziario di Bari. La gestione ordinaria del servizio farmaceutico e' affidata invece al personale medico facente parte del servizio sanitario penitenziario. Sulla base di rivendicazioni salariali da parte dei medici che operano negli istituti penitenziari, e che gestiscono attualmente il cd. "armadio farmaceutico" degli istituti di prevenzione e pena, nonche' di comunicazione da parte della Federazione nazionale dell'ordine del Farmacisti - richiamata dall'Onorevole interrogante -, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria ha richiesto pareri in merito alla Federazione nazionale dell'ordine dei Medici ed a quella dei Farmacisti, nonche' al Ministero della Sanita', ricevendone le seguenti risposte: la Federazione nazionale dell'ordine dei Medici ha sostenuto che la gestione del dispensario o armadio farmaceutico esistente presso gli istituti penitenziari puo' essere affidata al medico incaricato; la Federazione nazionale dell'ordine dei Farmacisti ha proposto, in alternativa ad un possibile aumento della dotazione organica dei farmacisti, la stipula di apposite convenzioni a titolo oneroso tra gli istituti penitenziari e professionisti farmacisti, appositamente incaricati; il Ministero della Sanita'-Direzione Generale Servizio Farmaceutico ha concordato il parere della Federazione nazionale dell'ordine dei Farmacisti, mentre l'Ufficio Legislativo dello stesso Ministero della Sanita' con quello espresso dalla Federazione nazionale dell'ordine dei Medici, ritenendo che l'affidamento ai medici incaricati di compiti di custodia e rifornimento dei medicinali all'interno degli istituti penitenziari non possa essere contestato sul piano della legittimita' e della compatibilita' con i principi generali dell'ordinamento. Dati i pareri espressi e considerata la normativa vigente, non appare ipotizzabile a breve termine - e salvo interventi legislativi in merito - prevedere un adeguato incremento della dotazione organica dei farmacisti negli istituti penitenziari. Il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria concorda nel riconoscere che il servizio farmaceutico penitenziario e' diventato nel tempo piu' impegnativo ed oneroso, per cui, pur ribadendo la legittimita' dell'operato attuale, rappresenta l'opportunita' di prevedere un adeguato numero di farmacisti, da distribuire sul territorio nazionale in relazione alle esigenze di ogni ambito provveditoriale degli istituti di prevenzione e pena. Per quanto concerne la stipula di eventuali convenzioni con farmacisti, proposta dall'interrogante, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria evidenzia che la relativa spesa graverebbe per circa 1.600 milioni di lire sul capitolo 2102 (spese per l'assistenza sanitaria ai detenuti) con la conseguenza di dover ridurre la spesa, imputabile allo stesso capitolo, per i servizi di guardia medica, specialistici e parasanitari, nonche' per l'approvvigionamento di farmaci. Pertanto tale soluzione non appare, allo stato, percorribile. Il Ministro di grazia e giustizia: Flick.



 
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