Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06507 presentata da PASETTO NICOLA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970114
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: la sezione di isolamento della divisione di medicina generale dell'ospedale di Legnago (Verona), Usl 21 della regione Veneto, e' stata individuata come reparto per l'assistenza ai pazienti affetti da Aids ed ammessa a beneficiare dei finanziamenti previsti dalla legge n. 135 del giugno 1990; il progetto di ristrutturazione del quinto piano, ala sud, gia' sede dei posti letto per pazienti con patologia infettiva Hiv correlata e non, e' stato approntato e approvato il 19 novembre 1992 dalla conferenza regionale dei servizi; una successiva verifica veniva effettuata dalla commissione tecnica regionale, che approvava il progetto esecutivo (Drg 1^ gennaio 1995, n. 1682) con successivo impegno di spesa (Drg 9 novembre 1995, n. 5786); con successiva delibera di giunta n. 2488 del 4 giugno 1996 si approvava, nell'ambito dell'aggiornamento al programma Aids, l'attribuzione di una somma suppletiva di un miliardo e duecento milioni di lire per "opere propedeutiche per trasferimento temporaneo di attivita'"; tale somma era stata finalizzata, secondo quanto comunicato dall'architetto Canini del dipartimento dei lavori pubblici, per integrare la somma iniziale, che era stata la piu' bassa tra quelle stanziate dalla regione tra le varie unita' sanitarie locali impegnate nel programma di assistenza ai pazienti con Aids; successivi interventi personali del direttore generale, che fino al giugno 1996 non aveva mostrato di voler modificare in alcun modo la programmazione gia' esistente, portarono a successive modifiche. Dapprima, nel giugno 1996, giunse la disposizione di trasferimento temporaneo della sezione malattie infettive al primo piano, ala sud, per altre aree dell'ospedale bisognose di interventi; in seguito giunse la richiesta di modificare il progetto definitivo, ubicando la sezione malattie infettive all'ingresso dell'ala nord dell'ospedale, proposta questa caldeggiata presso l'architetto Canini dallo stesso direttore generale, che faceva approntare dal direttore dell'ufficio tecnico, ingegner Panziera, un sommario progetto, poi dichiarato improponibile dal dipartimento dei lavori pubblici della regione; il direttore generale modificava ancora la sede dei lavori definitivi dal quinto piano al primo piano, ala sud, richiedendo, solo nel novembre, una modifica del progetto esecutivo all'impresa dell'architetto D'Avanzo: tale nuova progettazione che sara' pronta solo nel febbraio-marzo del 1997; disponeva inoltre, con delibera 1570 del 28 ottobre 1996, che il miliardo e duecento milioni di lire per opere propedeutiche sui fondi per la lotta all'Aids, venissero usati per ristrutturare un piano dell'ala nord dell'ospedale di Legnago, al fine di insediarvi provvisoriamente la sezione malattie infettive, i lavori dovevano essere seguiti in modo che questo potesse essere in seguito utilizzato per altri servizi; il primario dottor Parrinello, aveva proposto, sin dall'agosto 1996, che la sede di trasferimento temporaneo, adeguata specificatamente per accogliere pazienti da isolare, fosse utilizzata, al termine dei trasferimenti, per accogliere malati con complicanze onco-ematologiche da infezione da Hiv o semplicemente per soggetti con malattie ematologiche particolarmente esposti, per immunodepressione, a complicanze infettive, come precisato sul piano per l'Aids 1994-1996 (Gazzetta Ufficiale n. 93 del 22 aprile 2994); la decisione finale del direttore generale prevedeva quindi un trasferimento temporaneo della sezione malattie infettive al quarto piano, la nord, ed un trasferimento definitivo al primo piano, ala sud. Questo al fine di utilizzare parte dei finanziamenti per altri servizi (in particolare per la divisione di oculistica, come affermato dal direttore generale davanti al consiglio dei sanitari, nell'ottobre 1996); questo complesso e contraddittorio modo di agire ha portato a successive modifiche del progetto, a ritardo nella presentazione del programma in regione e ad un duplice trasferimento non necessario, perche' la sezione malattie infettive potrebbe rimanere al quinto piano, ala sud, dov'e' ubicato attualmente, in attesa dei lavori definitivi al primo piano della stessa ala; il trasferimento temporaneo ha il solo scopo di giustificare l'uso dei finanziamenti per "altri servizi", in particolare per la divisione di oculistica ed appare quindi pretestuoso oltre a realizzare un uso che appare a giudizio dell'interrogante indebito, dei fondi per la lotta all'Aids, che devono essere utilizzati sia temporaneamente che definitivamente, per l'assistenza ai pazienti infettivi, con o senza patologia da Hiv -: se non intenda procedere immediatamente ad una indagine conoscitiva ed ispettiva sulle attivita' compiute dal direttore generale della Usl 21, con particolare riferimento all'impiego dei fondi stanziati espressamente per la lotta all'Aids, indagine da condurre di concerto con l'assessorato alla sanita' della regione Veneto; in caso positivo, se intenda quindi rendere noto l'esito di tale indagine, e quali provvedimenti possono essere adottati nei confronti del direttore generale della Usl 21 della provincia di Verona. (4-06507)