Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06627 presentata da COLUCCI GAETANO NINO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970115
Ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia. - Per conoscere - premesso che agli interroganti risultano i seguenti fatti: sono ben note, o perlomeno dovrebbero esserlo, anche ai ministri interrogati, le vicende relative al comune di Montecorvino Rovella, in provincia di Salerno; questa nobile cittadina alle falde dei monti Picentini, ricca di storia e di tradizione, e' stata amministrata per quasi cinquant'anni dalla "nomenklatura" della prima Repubblica, che ne ha impedito il decollo e lo sviluppo; alle consultazioni dell'aprile 1995 uno stimato professionista, il medico dottor Alfonso Della Corte, tenta di spezzare la catena di protezione costruita dai vecchi notabili, per i quali ogni mezzo e' ritenuto lecito pur di evitare che "estranei" alla vecchia "nomenklatura" possano mettere gli occhi e le mani sulle carte del municipio o negli "armadi degli scheletri"; a seguito di gravi irregolarita', risulta eletto sindaco Michele Picardi della lista civica "Insieme", con sette voti di differenza rispetto al dottor Alfonso Della Corte. I vecchi clan cantano vittoria, ma non hanno fatto i conti con la perseveranza e la rabbia di Alfonso Della Corte. Infatti, a seguito di ricorso, appurate le irregolarita' nell'attribuzione dei voti, il Tar di Salerno nel marzo 1996 annulla gli esiti relativi alla sezione numero 11 della frazione di Macchia e nel successivo mese di maggio, rifatte le elezioni in tale sezione, il dottor Della Corte stravince con uno scarto di una settantina di voti; la paura degli sconfitti e' piu' forte dello smacco subito, tanto che il giorno stesso della proclamazione dei risultati Alfonso Della Corte ed i suoi suppoters vengono proditoriamente aggrediti: il presidente del locale circolo di AN, Franz D'Onofrio, e' ricoverato in ospedale a seguito delle gravi lesioni subite; il dottor Della Corte, comunque, sale finalmente alla casa comunale e, a conferma dei sospetti che aveva gia' denunziato come consigliere di opposizione nel pregresso consiglio comunale, ben presto scopre irregolarita' ed illeciti, probabilmente anche penalmente rilevanti, facenti capo alla precedente amministrazione, con l'aggressione selvaggia del territorio da parte di una cupola politica ed extra politica del cemento. In particolare Della Corte, pubblicamente ed attraverso esposti presentati alla procura della Repubblica presso il tribunale di Salerno ed alla procura presso la Corte dei conti, denuncia tra l'altro: a) oltre duecento concessioni edilizie, tra cui quella di edificare su un suolo destinato ad essere attraversato da un acquedotto, rilasciate dal 1^ gennaio 1995 al 1^ marzo 1996, molte delle quali anche dopo che erano scattati i vincoli di salvaguardia del nuovo piano regolatore, che, di fatto, e' stato svuotato ed annullato, producendo la devastazione del territorio; b) la zona industriale della frazione di Macchia trasformata, di fatto, in zona residenziale con megacondomini e villini, con conseguente evasione di centinaia di milioni dovuti per la "legge Bucalossi"; c) fondi della "legge Bucalossi", pari ad un miliardo e cento milioni, irregolarmente prelevati dalla tesoreria unica e depositati presso la locale Cassa rurale (occorrenti in realta', si mormora, per sostenere il traballante bilancio della banca locale) e mai impegnati per opere pubbliche; d) fondi della legge n. 219 del 1981, pari a quattro miliardi, disponibili dal 1994 e non attribuiti agli aventi diritto; e) crediti divenuti pressoche' inesigibili per l'inattivita' della pregressa amministrazione, tra cui mezzo miliardo nei confronti di un solo debitore; f) lavori irritualmente affidati a trattativa privata; g) duecento milioni di debiti fuori bilancio, privi di idonea giustificazione; h) un contenzioso con l'impresa Mazzitelli, che assume di vantare un credito per due miliardi; dopo il legittimo responso delle urne, il sindaco Della Corte si attiva immediatamente per una complessiva operazione di trasparenza e pulizia, mentre la vecchia classe politica non intende deporre le armi. Troppi e troppo importanti sono gli interessi e la necessita' di coprire pregresse irregolarita': tre "cittadini" ricorrono avverso l'ineleggibilita' di Alfonso Della Corte, con l'unico vero obiettivo di eliminare un soggetto scomodo; Alfonso Della Corte, giovane studente universitario, nel 1970 fu accusato di tentativo di ricostituzione del partito fascista. Sottovaluto' l'imputazione, non si difese bene, subi' una condanna e, successivamente, non penso' nemmeno di richiedere la riabilitazione e, secondo i ricorrenti, non era, percio', eleggibile. La sezione elettorale del tribunale di Salerno in data 22 ottobre 1996 ne dichiara l'ineleggibilita'; Alfonso Della Corte nel frattempo ha richiesto ed ottenuto la riabilitazione e, per il prossimo 23 gennaio 1997, e' in attesa, con fiducia e serenita', della sentenza della corte d'appello di Salerno; ma non e' questo il problema. Dura lex, sed lex; ma solo per Alfonso Della Corte? Questi, sia da consigliere comunale di opposizione che in qualita' di sindaco, ha piu' volte, pubblicamente e con puntuali esposti presentati alla procura della Repubblica presso il tribunale di Salerno ed alla procura di Napoli presso la Corte dei conti, denunciato comportamenti equivoci, illegittimi e, molto probabilmente, penalmente rilevanti dei precedenti amministratori, cosi' come innanzi evidenziato; sino ad ora, almeno si spera solo sino ad ora, la giustizia ha segnato il passo -: se il Ministro dell'interno, indipendentemente dall'esito del giudizio in corso circa la legittimita' o meno della elezione di Della Corte sindaco e circa l'esito dei numerosi esposti e denunzie presentati dal medesimo, non intenda, in virtu' dei propri poteri, disporre accertamenti ispettivi in ordine a quanto innanzi evidenziato; se risulti al Governo che siano state avviate indagini al riguardo e, in caso positivo, quale ne sia lo stato. (4-06627)
Nelle consultazioni elettorali del 23 aprile 1995 e del 26 maggio 1996 sono stati eletti il consiglio comunale di Montecorvino Rovella (Salerno) ed il sindaco nella persona del dott. Alfonso della Corte. A seguito del giudizio instaurato davanti al Tribunale Civile di Salerno ad opera di alcuni consiglieri comunali di minoranza, con sentenza n. 2034 in data 22.10.1996, confermata dalla Corte d'Appello di Salerno con sentenza n. 38 del 23.1.1997, il predetto amministratore e' stato dichiarato ineleggibile alla carica di sindaco, ai sensi della legge 18.1.1992, n. 16. Per effetto della citata pronuncia il dott. Alfonso della Corte e' decaduto di diritto dalla carica ricoperta. Con decreto del Presidente della Repubblica in data 4 marzo 1997 si e' provveduto, pertanto, allo scioglimento del consiglio comunale di Montecorvino Rovella, ai sensi dell'articolo 20, comma 1, della legge 25 marzo 1993, n. 81, in base al quale la decadenza del sindaco costituisce presupposto per lo scioglimento del consiglio comunale. In ordine all'episodio relativo alla proditoria aggressione che avrebbero subi'to alcuni "supporters" del dott. Della Corte prima della consultazione elettorale, la competente prefettura ha accertato che, in realta', in quell'occasione il sig. Franz D'Onofrio, segretario della locale sezione di "A.N.", venne colpito da due pregiudicati che si ritenevano lesi dalle espressioni calunniose proferite dall'esponente politico. Il predetto, a seguito di tale episodio, fu ricoverato in ospedale ove fu giudicato guaribile in 15 giorni. Risponde al vero quanto asserito dalla S.V. circa le denunce presentate dal sindaco Della Corte in ordine a presunte irregolarita' ed illeciti commessi dalla precedente amministrazione, segnatamente nel campo delle concessioni edilizie. Tali denunce sono state trasmesse, per quanto di competenza, all'Autorita' Giudiziaria. Il Ministro dell'interno: Napolitano.