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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06607 presentata da CHINCARINI UMBERTO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970115

Ai Ministri dell'interno, di grazia e giustizia, dei lavori pubblici, dell'ambiente, dei beni culturali ed ambientali e delle finanze. - Per sapere - premesso che: il 20 aprile 1984, in relazione ad un rapporto giudiziario predisposto dalla squadra mobile della questura di Verona, n. 15502/84/MOB. sezione prima, a conclusione della prima fase di indagini richieste dalla locale procura della Repubblica in merito a presunti illeciti nell'ambito dei lavori di collettamento e depurazione delle acque fognarie per il disinquinamento del lago di Garda, venivano riscontrati presunti reati di interesse privato in atti d'ufficio (articoli 324 e 110 del codice penale), falsita' (articolo 479 del codice penale), rifiuto di atti d'ufficio (articolo 328 del codice penale), modificazioni dello stato dei luoghi in proprieta' demaniale (articolo 632 del codice penale), distruzione e deturpamento di bellezze demaniali (articolo 734 del codice penale), inosservanza delle norme per la tutela delle acque da inquinamento (legge 24 dicembre 1979, n. 650), truffa ai danni dello Stato (articolo 640 del codice penale), a carico delle seguenti persone: Ennio Molon, presidente dell'amministrazione provinciale di Verona e presidente del consorzio Riviera veronese del Garda; Antonio Frattapasini, presidente del consorzio di bonifica Adige-Garda; Mirko Faccioli, progettista e direttore dei lavori del depuratore e collettamento acque fognarie del lago di Garda; Angelo Tomellieri, presidente della regione Veneto; Angelo Vaccari, ingegnere capo dell'amministrazione provinciale di Verona; Silvio Monteverdi, ufficiale idraulico presso il magistrato delle acque di Verona; Vincenzo Montanti, intendente aggiunto, responsabile demanio dell'Intendenza di finanza di Verona; Luciano Trombette, tecnico dell'ufficio erariale di Verona; Francesco Curcio, ispettore della soprintendenza ai beni ambientali ed architettonici di Verona; Antonio Feriotti, responsabile regionale del gruppo operativo beni ambientali di Verona; Edoardo Ruga, presso il genio civile di Verona; Bruno Sartori, sindaco di Brenzone, Verona; Fabio Furioli, sindaco di Malcesine, Verona; Bonfiglio Capanardi, sindaco di Torri del Benaco, Verona; Samuele Isotta, impresario edile; Massimiliano Recchia, impresario edile; Carla Zerlotto; Lina Naldini; Maria Rosa Zancolli; Livia Cusin; Federico Faccioli; Bruno Massimo Albarelli; Giuseppina Vedovelli; Luigi Camerlengo; Laura Zerbetto; lo stato dei luoghi evidenzia notevoli peggioramenti dell'orografia della costa, per la consistente presenza di numerosi e nuovi manufatti, di materiali d'opera, nonche' di detriti e spesso di rifiuti solidi urbani, tali da aver artificiosamente modificato la costa; la classifica (condizione indispensabile per il passaggio dal demanio pubblico a quello patrimoniale) dei diversi terreni demaniali e le clausole imposte ai beneficiari delle cessioni o delle concessioni, anche precarie, sembrerebbero non essere state osservate; molte colmate sembrerebbero essere state effettuate con detriti, terriccio ed immondizie, anziche' con i materiali prescritti dagli appositi capitolati d'appalto; non risulta che alcuno dei comuni rivieraschi (ad eccezione di quello di Garda e limitatamente alla vicenda per Punta San Virgilio) si sia mai peritato di sottoporre al parere preventivo della soprintendenza ai beni ambientali il programmato mutamento dello stato dei luoghi, con irreversibile nocumento per l'ecologia e la paesaggistica; non risulta che tutti i diversi organi a vario titolo preposti quantomeno al controllo della corretta esecuzione dei lavori e, in particolare, il magistrato delle acque, l'ispettorato di porto, l'ufficio tecnico erariale e l'intendenza di finanza abbiano adottato interventi diretti, neppure a seguito di segnalazioni di irregolarita' pervenute ai rispettivi uffici; a seguito di tali operazioni non correttamente eseguite la situazione del collettore del Garda presenta numerosi inconvenienti, che necessitano ulteriori interventi, valutati in decine di miliardi; inoltre, tali operazioni danneggiano l'immagine turistica del Garda, visto che a seguito delle normali e programmate indagini delle Usl sulla balneabilita' delle acque, si riscontrano puntualmente zone non balneabili facilmente, individuabili in tratti dove i lavori furono effettuati non in termini di appalto; il 12 maggio 1994 e' stata presentata dai senatori Wilde ed altri l'interrogazione 4-00134, rimasta priva di risposta, sempre in merito a tale contesto -: come mai l'indagine portata avanti per anni sia stata archiviata, facendo decorrere i termini, senza procedere ad eventuali rinvii a giudizio, se risulti che vi siano state omissioni al riguardo e, altrimenti, quali siano state le conclusioni che hanno determinato l'archiviazione; se corrisponda a verita' che l'ispettore capo di polizia incaricato dal pubblico ministero, giudice Mario Schinaia, venne trasferito dalla squadra mobile di Verona all'ufficio stranieri prima del completamento dell'inchiesta e che, a circa otto mesi dalla pensione, sia stato "comandato" a Roma per seguire un corso di aggiornamento e specializzazione della durata di soli sei mesi, cio' dopo circa quaranta anni di servizio; in quale modo vennero affidati gli appalti, anche a seguito del ricorso della Legambiente del 26 maggio 1988; se tra i nominativi sopra elencati figurino persone che hanno potuto usufruire delle "sdemanializzazioni", se quindi tali interventi potevano ritenersi leciti e giustificati con le precise direttive scritte nei capitolati, e se successivamente tali operazioni sul demanio lacustre abbiano provocato rotture del collettore; se le gravi omissioni riconducibili ai vari organismi dello Stato oggettivamente provate non debbano valere, a favore degli enti locali lacustri, un intervento finanziario straordinario, riconoscendo cosi' al lago di Garda una situazione ambientale sempre piu' compromessa e degradata. (4-06607)

Sulla questione rappresentata dalla S.V. nel presente atto parlamentare, concernente l'esecuzione di opere per il disinquinamento del Lago di Garda, la prefettura di Verona ha riferito che l'intera vicenda e' al vaglio dell'autorita' giudiziaria. Questo dicastero, pertanto, si astiene doverosamente dall'esprimere valutazioni in merito. Il Ministro dell'interno: Napolitano.



 
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