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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06560 presentata da ARMOSINO MARIA TERESA (FORZA ITALIA) in data 19970115

Al Ministro per i lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: e' stato redatto dal ministero per i lavori pubblici-magistrato per il Po, ufficio operativo di Alessandria il progetto preliminare TA.N08 (rif. PS 45 scheda MA-0-SP-064/MA-0-SP-065) relativo ai lavori di ricalibratura, protezione spondale e arginale del fiume Tanaro e del tratto terminale del Torrente Borbore nella citta' di Asti; nell'evento alluvionale del novembre 1994, le esondazioni del Tanaro verificatesi ad Alba, Asti ed Alessandria parrebbero doversi ricondurre all'esaurimento della capacita' d'invaso d'alveo e all'eta' dell'alveo in corrispondenza dei meandri; all'esondazione parrebbero inoltre avere concorso le seguenti cause: l'inadeguatezza diffusa delle opere di difesa sul reticolato idrografico minore; la carenza di manutenzione sulle opere di difesa e sugli alvei; la riduzione delle sezioni di piena per la presenza di barre fluviali in alveo e per l'occupazione progressiva delle aree golenali e la creazione di ostacoli al deflusso (soglie di fondo nei pressi del ponte di corso Savona e del ponte della ferrovia Asti-Nizza); l'aumento della concentrazione dei deflussi in ragione della progressiva canalizzazione delle acque e della impermeabilizzazione delle superfici; l'insufficiente dimensionamento di numerose opere (ponti, viadotti e rilevati stradali e ferroviari) di attraversamento dei corsi d'acqua e delle aree esondabili; la carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere stesse in rapporto alle parti esposte alle sollecitazioni dovute alle interazioni con acque di piena (ponti di Corso Savona, Ferrovia Asti-Nizza, Tangenziale); l'inadeguato dimensionamento delle opere di attraversamento del reticolo idrografico minore (ponte ferroviario Asti-Torino sul Borbore); le situazioni di erosione ed abbassamento concentrato di fondo nell'alveo con conseguente esaltazione dei fenomeni di scalzamento sulle fondazioni dei ponti e dei viadotti; gli interventi indicati nel programma citato TA.N08 (scheda MA-0-SP-065 e MA-0-SP-064) non parrebbero garantire la messa in sicurezza dell'abitato di Asti, che verrebbe invece assicurata con l'esecuzione dei seguenti interventi: a) opere di disalveo completo lungo il corso cittadino sia del Borbore che del Tanaro (come fatto, in parte, per la citta' di Alessandria): per quest'ultimo con particolare riferimento alla parte di alveo compresa all'interno della vecchia prismata in cemento a monte del Borbore; b) l'ampliamento dell'alveo del Tanaro nel tratto cittadino ovvero dalla confluenza del Borbore, che appare opportuno rettificare per assicurare un piu' efficace deflusso in piena, fino al ponte della tangenziale con arretramento della sponda destra e la eventuale conseguente ricollocazione degli insediamenti commerciali siti in prossimita' del ponte di corso Savona (nodo nevralgico seguito dagli interventi progettati); c) interventi di rifacimento dei ponti di corso Savona e della ferrovia Asti-Nizza e rimozione delle due soglie di fondo situate a valle dei suddetti ponti con conseguente aumento della pendenza motrice; d) intervento atto a ridurre l'interferenza al deflusso creato dalla massicciata della tangenziale a valle della citta'; e) ripristino delle difese spondali ed arginali pregresse; occorrerebbe inoltre, sempre per garantire la sicurezza di Asti: a) riconsiderare l'opportunita' di procedere alla realizzazione degli argini in progetto, ed in particolare dei tratti a ridosso del Borbore (sponda destra del Borbore e sinistra del Tanaro), in quanto l'arginatura cosi' prospettata rappresenterebbe un ostacolo al normale deflusso della rete idrografica minore (rii di valle San Pietro e valle Borgomale) ed inoltre localizzati, almeno per la parte terminale meridionale, in aree non raggiunte dalla piena del novembre 1994 (carta della regione Piemonte a scala 1:10.000) e poste a quote altimetriche sicure (ad esempio a sud di localita' San Carlo); b) riconsiderare le arginature in sinistra e destra Tanaro (Rio di Valmanera all'altezza del depuratore) e per la localita' Valgera (rii di Valgera, Inquisizione e Tagliaferro come indicato, peraltro, gia' in progetto come "punti principali di interferenza con la rete idrografica minore") e San Marzanotto-Isola; il complesso d'arginatura progettato dividerebbe inoltre le localita' di Case Nuove da Case Sparse,lasciando gli abitanti di quest'ultima racchiusi all'interno dei due argini ed alla merce' degli eventi; il complesso delle arginature formate dal muro di sponda in destra Borbore che prosegue in argine arretrato rispetto alla sponda sinistra del Tanaro, in assenza degli interventi indicati in precedenza, potrebbe si' impedire l'allagamento per rigurgito del Borbore, come avvenuto nel 1994, della zona verso San Carlo e Case Nuove ma parrebbe poter determinare, fuori alveo, una corrente di piena indirizzata perpendicolarmente all'argine in sponda sinistra del Borbore, con conseguenze catastrofiche per la citta' in quanto detto argine (gia' in fase di realizzazione) verrebbe facilmente eroso dando origine ad un'ondata di piena che si abbatterebbe contro il rilevato ferroviario (gia' peraltro abbattuto nel 1994) e quindi verso Borgo Tanaro con un po' piu' di ritardo rispetto al novembre 1994, ma con molta piu' violenza; da ultimo, l'opera ciclopica, come un rilevato arginale di venticinque ml di base per un'altezza media di tre metri sull'attuale p.c., che si dipartirebbe da Strada Borbore alla fine del muro in c.a., passando tra due edifici rurali (separati da circa quaranta metri), avrebbe un impatto devastante dal punto di vista ambientale e paesaggistico, in quanto andrebbe a creare all'interno un'oasi d'incolto e di sicuro degrado, sostituendola ad un'area attualmente coltivata -: quali siano state le determinazioni che hanno condotto alla progettazione preliminare degli interventi idraulici, in conseguenza dell'alluvione del 1994 e di cui al progetto preliminare TA. N08 (rif. PS45, scheda MA-0-P-064/MA-0-SP-065); quali interventi intenda adottare per evitare ulteriori esondazioni la creazione di opere che determinerebbero un devastante impatto ambientale e paesaggistico. (4-06560)

In merito all'interrogazione in oggetto, il Magistrato per il Po di Parma ha fornito le seguenti informazioni. Subito dopo l'alluvione del novembre 1994 e' stato predisposto dall'Autorita' di Bacino del fiume Po, cosi' come previsto dall'articolo 4 punto 5 della L. n. 22/95, un programma d'interventi per la salvaguardia della pubblica e privata incolumita': tra questi e' stato compreso anche il progetto preliminare classificato come indicato in atto parlamentare. L'evento alluvionale in argomento ha inondato, provocando gravissimi danni alla citta' di Asti. Per porre rimedio ad eventuali e future precipitazioni, come quelle verificatesi nel novembre 94' con tempi di ritorno stimabili in oltre 400 anni, sono stati programmati e progettati interventi a protezione di detta citta'. Onde avere una stima di massima in merito, e' stato predisposto da detto Magistrato il progetto preliminare TA.N.08 che e' stato di base per l'affidamento in parola. Nel progetto esecutivo in corso di redazione, oltre alle opere arginali per la difesa dell'abitato per portate oltre i 200 anni, sono allo studio anche opere di disalveo lungo il corso del fiume nel tratto cittadino, e non e' escluso che anche dagli studi in corso possa emergere la necessita' dell'ampliamento dell'alveo nel tratto stesso. E' inoltre previsto il ripristino delle difese spondali ed arginali danneggiate. Per quanto concerne il rifacimento dei ponti di Corso Savona e della Ferrovia Asti-Nizza, tali opere non sono di competenza del citato Istituto, mentre e' gia' stato progettato l'abbassamento della soglia di fondo situata a valle del ponte ferroviario Asti-Nizza. Soltanto dopo la redazione, pertanto, del progetto esecutivo degli interventi che riguardano la salvaguardia della citta' di Asti puo' aversi un quadro completo delle opere necessarie per la salvaguardia della pubblica incolumita'. Per quanto riguarda la possibilita' che alcune abitazioni possano essere chiuse negli argini che si andranno a costruire, occorre un provvedimento legislativo, che introduca provvidenze per la riallocazione delle stesse. Circa la preoccupazione, infine, manifestata a proposito dell'impatto ambientale delle opere, il predetto Magistrato ha fatto presente che le stesse, prima della loro realizzazione, sono sempre sottoposte, ai sensi della L. n. 431/85, al parere della Conferenza dei Servizi istituita con ordinanza del Ministero della Protezione Civile presso la Regione Piemonte. Il Ministro dei lavori pubblici: Costa.



 
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