Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01381 presentata da BOGHETTA UGO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970116
Al Ministro dei trasporti e della navigazione. - Per sapere - premesso che: fra le varie ipotesi, peraltro non accertate, sulle cause del disastro ferroviario di Piacenza, viene prospettata l'eccessiva velocita' del convoglio; il tratto di linea interessato e' attrezzato con blocco elettronico automatico a correnti codificate atto alla ripetizione continua dei segnali in macchina, e il mezzo di trazione era dotato di apparecchiature di sicurezza atte a ricevere l'indicazione dell'aspetto dei segnali e del conseguente controllo di velocita'; con lettera TV 4.12/400.24 emanata dalle ferrovie dello Stato in data aprile 1970, relativa a "norme particolari per il personale di macchina addetto alla condotta dei mezzi di trazione provvisti di apparecchiature speciali di sicurezza", alla pagina ventiquattro capitolo varie, si prevede specificamente che: "allo scopo di facilitare il personale di macchina nel rigoroso rispetto delle riduzioni di velocita' max di linea esistenti, nell'ambito delle stazioni di Lodi (/100/105) e di Piacenza (85/90/90) il tratto in soggezione ed il tratto a monte sino ad una distanza di circa 1500-2000 metri saranno coperti con codice 180 (indicazione di "luce bianca lattea" sul visualizzatore di bordo)"; attualmente la velocita' della linea del tratto in soggezione e' stata ulteriormente ridotta, con variazioni per il rango A (da 85 a 80 km/h), per il rango B (da 90 a 85 km/h) e con l'introduzione del rango P (pendolino), a velocita' di 105 km/h; attualmente la degradazione del codice atto a imporre la riduzione di velocita', con controllo automatico, viene trasmessa a bordo del treno solo in corrispondenza del tratto in soggezione e senza preavviso, cioe' solo in corrispondenza della stazione di Piacenza -: perche' la Spa ferrovie dello Stato abbia deciso di togliere la degradazione del codice che preavvisa i macchinisti della riduzione di velocita' con anticipo di duemila metri, indipendentemente dalle condizioni di via libera, con conseguente intervento del controllo automatico della velocita' che avrebbe imposto in ogni caso la velocita' max di 110 km/h -: se risponda a verita' che tale decisione della Spa ferrovie dello Stato sia scaturita nel 1989, in conseguenza della circolazione del treno Pendolino Milano-Roma non-stop, per ridurre i tempi di percorrenza entro le 4 ore, con recupero, nella fattispecie, di circa un minuto; se non ritenga assolutamente scellerata questa scelta e non ravvisi responsabilita' da parte della dirigenza delle ferrovie dello Stato che ha assunto questa decisione; se non ritenga l'attuale situazione di estremo pericolo per la circolazione ferroviaria e non ravvisi quindi la necessita' di un intervento per il ripristino immediato delle condizioni di sicurezza piu' idonee e gia' previste. (5-01381)