Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00628 presentata da LO PRESTI ANTONINO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970116
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri per le risorse agricole, alimentari e forestali, e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: nella legislatura in corso, la XIII, e' stata presentata una interrogazione parlamentare, a tutt'oggi senza risposta, primo firmatario il senatore Scivoletto, nella quale si chiedeva al ministro per le risorse agricole, alimentari e forestali, Michele Pinto, quali iniziative intendesse assumere al fine di salvaguardare l'economia agricola ed il buon nome del Moscato di Pantelleria e se avesse intenzione di procedere all'audizione dei produttori dell'isola, come previsto dalla legge n. 164/1992; nello stesso atto di sindacato ispettivo si interrogava il ministro Guardasigilli per sapere quale fosse il giudizio sull'azione intrapresa dalla procura della Repubblica di Marsala, oggettivamente in conflitto con i diritti legittimi di proposta per le doc per legge riconosciuti ai produttori ed alle loro organizzazioni; tale azione della procura della Repubblica, per il protrarsi del tempo, ha finito col danneggiare questa importante produzione di qualita' dell'isola di Pantelleria; la succitata azione della procura della Repubblica di Marsala e' scaturita da un'altra interrogazione parlamentare presentata nella XI legislatura, primo firmatario l'onorevole Marenco, rivolta all'allora ministro dell'agricoltura e foreste con la quale si evidenziavano gravi frodi sulle metodologie di lavorazioni del Moscato e del Moscato Passito di Pantelleria compiute da alcune aziende vinicole che avrebbero utilizzato l'essiccatoio ad aria calda per appassire artificialmente l'uva di tipo zibibbo, anziche' naturalmente al sole come da tradizione secolare e soprattutto come sancito dall'articolo 8 comma 1 del disciplinare di produzione della doc tuttora vigente; tali frodi comportano: a) una sleale concorrenza rispetto al prodotto elaborato naturalmente dai contadini e dai vitivinicultori panteschi, nonche' una grave perdita delle caratteristiche organolettiche altamente qualitative e di pregio delle uve appassite con metodi tradizionali; b) una confusione sul mercato, tale da essere configurata come frode alimentare, che comporta disparita' di costi di produzione, deterioramento dell'immagine del prodotto elaborato ed inganno per il consumatore che acquista un prodotto radicalmente diverso da quello tutelato e dichiarato; c) le ditte vinicole indagate, investendo consistenti capitali sull'isola di Pantelleria, hanno installato nuove strutture tecniche di produzione ed impianti di essiccazione dell'uva nei forni in dispregio non solo del disciplinare di produzione doc della stessa isola, ma anche della normativa nazionale e comunitaria; i rilevanti investimenti economici, fatti per estendere e sviluppare artatamente la quantita' di produzione e moltiplicare in modo abnorme le tipologie dei vini, non trovano riscontro oggettivo nella reale superficie coltivata a viti e nella reale quantita' dei vini Moscato e Moscato Passito ottenuti dalle uve prodotte (in questi ultimi tempi, non hanno superato i 50 mila quintali per anno per ridursi, nell'ultima vendemmia, soltanto a 10 mila); tali investimenti trovano giustificazione nella programmata produzione di ingenti quantitativi, solo nominalmente doc, carenti, invece, delle elevate caratteristiche tradizionali e quantitativamente superiori rispetto alle produzioni isolane del passato; consequenzialmente, appare risibile l'iniziativa intrapresa dalla Confederazione italiana agricoltori territoriale e da un sedicente comitato di agricoltori panteschi che hanno proposto alcune modifiche al vigente disciplinare di produzione doc tali da supportare sostanzialmente nascosti interessi economici di alcune ditte di produzione, gia' indagate, peraltro, dalla procura di Marsala e tendenti a depenalizzare reati per i quali le stesse ditte sono indagate; e' di grande rilevanza la denunzia presentata dal Consorzio per la tutela dei vini doc di Pantelleria alla procura della Repubblica di Marsala nella quale si evidenzia il doloso "tecnicismo" posto in essere da un ben individuato gruppo monopolistico che si propone di modificare il disciplinare di produzione doc per propri interessi privatistici; da circa due anni, il sostituto procuratore della Repubblica di Marsala, dott. Renato Zichittella, ha avviato sui vini di Pantelleria opportune ed incisive inchieste, tendenti ad evidenziare il lucro da frode perpetrato dalle ditte indagate in relazione alle uve artificialmente essiccate nei forni e ad altre ancor piu' gravi infrazioni della legislazione vitivinicola; consequenzialmente al sequestro dei forni per l'essiccazione artificiale dell'uva operato dalla procura, il mercato dell'uva appassita naturalmente al sole si e' reso assai remunerativo, portando ai viticoltori operanti nell'ossequio della legge, quotazioni oscillanti fra le 700 mila e le 800 mila lire per quintale e tra le 120 mila alle 140 mila lire per quintale per le uve fresche doc contro le usuali quotazioni degli anni precedenti non hanno mai superato la quotazione di 60 mila lire per quintale per l'uva fresca doc e di 300 mila lire per quintale per l'uva appassita (quotazione minima imposta dalle medesime ditte indagate) -: se il perdurare di queste manipolazioni per accelerare artificialmente il processo di essiccazione dell'uva, essendo queste ultime assimilabili ad una forma di sofisticazione ed alterazione del prodotto, possa portare danno alla salute pubblica; quali iniziative intendano assumere per tutelare l'operato svolto dalla procura della Repubblica di Marsala cui dovra' essere consentito il normale proseguimento dei lavori di indagine con i necessari tempi tecnici; quali provvedimenti intendano adottare al fine di porre in essere i dovuti ed adeguati controlli, secondo la normativa comunitaria, finora mai attuati, volti a reprimere le frodi sui vini che hanno tutte le potenzialita' per essere definiti doc ma che, per il persistere dell'inganno e del lucro, restano unicamente allo stadio di mere potenzialita' non consentendo a Pantelleria di imporsi, come dovrebbe sui mercati regionali, nazionali ed internazionali. (3-00628)