Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06683 presentata da MOLINARI GIUSEPPE MARIO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19970116

Al Ministro delle poste e delle telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: presso la sede Rai per la Basilicata e' da anni in atto un progressivo ridimensionamento del numero dei dipendenti attraverso prepensionamenti e blocco del turn-over. Questo depauperamento e' reso ancora piu' grave dalla mancata copertura di ruoli e funzioni, anche dirigenziali, che condizionano quotidianamente anche le ordinarie attivita' di registrazione, trasmissione, lavorazione e supporto amministrativo necessari per assicurare un prodotto radiotelevisivo degno di un servizio pubblico; la paralisi decisionale del consiglio d'amministrazione e le incertezze sugli indirizzi strategici aziendali ha prodotto vuoti tanto tra il personale tecnico e impiegatizio che negli stessi vertici locali; la direzione di sede e' "tenuta", con frequentazioni settimanali o quindicinali, dal direttore della sede di Cosenza; dopo essere stata negli ultimi anni gestita "in condominio" con un unico direttore che triangolava tra Bari Cosenza e Potenza; carenze si registrano tra l'organico dei giornalisti, mentre restano vacanti l'incarico di vice capo redattore e di due capi servizio, per cui gravosi si presentano il carico di lavoro e le condizioni organizzative della, segreteria di redazione; la posizione di capo sezione produzione non e' stata ripristinata (anche questa affidata ad interim al direttore di sede), mentre pesanti disagi si registrano nell'area di coordinamento e della regia; il reparto tecnico che si occupa di impianti e ponti radio di alta frequenza fa capo al compartimento interregionale gestito da Pescara; le segreterie di molti reparti sopravvivono con insufficienti dotazioni di personale residuo; la divisione abbonamenti e' stata scorporata dalla sede; nell'88, alla sede Rai regionale, furono soppressi i programmi televisivi (due mezz'ore a settimana), fatto al quale si e' aggiunta la perdita delle trasmissioni radiofoniche di cultura e spettacolo (quarantacinque minuti giornalieri dal lunedi' al sabato). E' stata cosi' chiusa la struttura di programmazione. Restano in piedi per diffondere esclusivamente informazione i due giornali radio e le tre edizioni quotidiane di Telegiornali, traguardi, garantiti in fase sperimentale, a partire da febbraio 1995 canalizzando tutte le risorse di mezzi e uomini verso i servizi giornalistici. A due anni dalla partenza del terzo telegiornale, si attendono ancora le verifiche previste per ogni sede tra azienda e sindacato a livello nazionale; a questa ordinaria precarieta' consegue ovviamente una difficile gestione del personale in servizio e di quel minimo di mobilita' interna necessaria e/o possibile; il sommarsi di questi fatti, rilevanti fra l'altro in un'assemblea dei lavoratori della sede Rai per la Basilicata, crea allarme tra gli addetti ai lavori che intravedono in tutto cio' il fondato rischio di manovre volte a ridimensionare, se non a cancellare, nella geografia meridionale, questo polo dell'informazione pubblica (sull'onda di altrettante dismissioni, vedi il distretto militare, i presidi Telecom ed Enel, l'Inps, eccetera) -: se ritenga che la condizione in cui versa la sede Rai per la Basilicata sia effettivamente rispondente ai criteri di efficienza ed economicita' cui deve ispirarsi l'azione della concessione e quali provvedimenti e iniziative intenda avviare per assicurare una significativa presenza della Basilicata nell'ambito del dibattito piu' generale sulla nuova legge di sistema radiotelevisivo e sulla definizione della cosiddetta rete federata. (4-06683)

Al riguardo si ritiene opportuno premettere che non rientra fra i poteri del Governo quello di sindacare l'operato della RAI per la parte riguardante la gestione aziendale. Detta materia rientra, infatti, nelle competenze del consiglio di amministrazione della societa' e cio' esclude qualsiasi possibilita' di intervento governativo in quanto tale organo opera, ai sensi della legge 14 aprile 1975, n. 103, nel quadro delle direttive e dei criteri formulati dalla apposita Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi. Tuttavia, allo scopo di poter disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dalla S.V. on.le nell'atto parlamentare cui si risponde, non si e' mancato di interessare la concessionaria RAI la quale ha ritenuto opportuno precisare che nel periodo compreso fra il 31 dicembre 1993 ed il 31 dicembre 1996, l'azienda ha perseguito una rigorosa politica di contenimento delle spese non disgiunte dal rilancio produttivo: in adesione a tale linea l'organo aziendale e' passato da 12.713 unita' a 10.995, con una riduzione del 13,5 attuata principalmente facendo ricorso all'esodo incentivato del personale. Tale ridimensionamento dell'organico, tuttavia, e' stato effettuato con estrema attenzione avendo cura di salvaguardare i livelli di produzione e, pertanto, ha riguardato soprattutto le aree amministrative e di staff. In tale contesto la sede regionale della Basilicata e' passata da un organico di 108 unita' a 95 con una riduzione del 12 circa, inferiore alla percentuale attuata in ambito nazionale. La medesima concessionaria ha, altresi', comunicato che l'organizzazione che prevede la possibilita' di un unico direttore per piu' sedi regionali (raggruppate in aree interregionali) non riguarda soltanto Cosenza e Potenza, ma anche altre realta' regionali ed e' stata definita in attuazione di quanto deliberato dal Consiglio di Amministrazione il 28 aprile 1994. Tale decisione, comunque, e' stata riesaminata dal medesimo Consiglio di Amministrazione, il quale ha deliberato di abrogare gli attuali raggruppamenti e di ripristinare la figura del direttore per ciascuna delle sedi regionali, per cui, quanto prima, verranno adottati i provvedimenti esecutivi per le relative nomine. Per quanto concerne l'organico dei giornalisti della redazione di Potenza, la ripetuta RAI ha fatto presente che sono stati nominati il vice capo redattore e due capi servizio, mentre non si registrano carenze nell'organico dei redattori, passato dalle 16 unita' del 1993 alle 17 attuali. Relativamente al settore che si occupa dell'alta frequenza, ha proseguito la RAI, sulla base del piano di riorganizzazione approvato dal Consiglio di amministrazione nell'autunno 1993, e' stata adottata l'articolazione in cinque compartimenti tecnici territoriali (nord-occidentale, nord-orientale, centrale, sud-occidentale e sud-orientale), ciascuno dei quali comprende un certo numero di regioni; i compartimenti, a loro volta, risultano suddivisi in "zone alta frequenza" i cui confini corrispondono, di norma, a quelli regionali: dal compartimento del sud-est, con sede in Pescara, dipendono la zona alta frequenza per la Basilicata, per l'Abruzzo, per le Marche, per il Molise e per la Puglia. In merito al settore "abbonamenti", la RAI ha concluso sostenendo che tale attivita' non e' stata "scorporata" dall'assetto della sede, ma, come altre attivita' di significativa importanza, viene coordinata a livello centrale dalla direzione gerarchicamente e funzionalmente competente. Il Ministro delle comunicazioni: Maccanico.



 
Cronologia
domenica 12 gennaio
  • Politica, cultura e società
    Nei pressi della stazione di Piacenza deraglia un Pendolino in servizio sulla linea ferroviaria Milano-Roma, provocando 8 morti e 30 feriti.

giovedì 16 gennaio
  • Politica, cultura e società
    A Milano i produttori di latte protestano e bloccano il traffico contro la multa imposta dalla Ue per aver superato le quote di latte consentite. Nei giorni successivi i manifestanti bloccheranno gli aeroporti di Linate, Malpensa e Venezia.

sabato 18 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi incontra a Venezia il premier spagnolo José Maria Aznar, dopo il rifiuto da parte di Aznar di un'alleanza mediterranea.