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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06663 presentata da NOVELLI DIEGO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19970116

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri di grazia e giustizia e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: nel 1985 e' stato stipulato un protocollo d'intesa tra la citta' di Torino e il ministero di grazia e giustizia per la realizzazione della nuova sede degli uffici giudiziari; in base a questo accordo, la citta' metteva a disposizione l'area di corso Vittorio, dove sorgevano le caserme "Pugnani" e "Sani", acquisite dal demanio militare attraverso una permuta con un centinaio di appartamenti appositamente costruiti in corso Allamano, a totale carico del comune, onde alloggiare personale dell'esercito; nell'accordo era previsto il totale sgombero da parte dell'amministrazione della giustizia delle strutture carcerarie di corso Vittorio (conosciute come "Le Nuove") e la restituzione di questo patrimonio immobiliare alla citta' di Torino; malgrado la realizzazione e l'ampliamento della nuove carceri alle Vallette, presso la struttura di corso Vittorio si e' mantenuta una presenza dell'amministrazione statale, via via ampliata con il "provvisorio" inserimento del reparto femminile (dopo il doloroso incendio verificatosi alle Vallette) e del reparto destinato ai semiliberi, che dovevano essere invece ospitati nella adiacente ex caserma Lamarmora; in questi giorni si e' appreso che sono gia' in corso lavori di ristrutturazione di alcuni vecchi "bracci" delle "Nuove" per ospitare altri detenuti, e, soprattutto, sarebbero gia' iniziate le opere per realizzare all'interno delle "Nuove" una caserma capace di ospitare mille agenti di custodia; il nuovo piano regolatore generale della citta' non consente il mantenimento delle "Nuove" perche' destina l'area a verde e a servizi di zona -: quando ritenga saranno portati a termine i lavori dei nuovi uffici giudiziari previsti per il 1992, mentre ora si parla dell'anno 2000; chi abbia deciso di violare un protocollo stipulato con la citta' di Torino, continuando ad investire decine di miliardi di pubblico denaro in una struttura come "Le Nuove", destinate ad essere demolite e restituite al legittimo proprietario, cioe' il comune; perche' non sia stata presa in considerazione, per la costruzione della nuova caserma necessaria per gli agenti di custodia, l'area libera adiacente al carcere delle "Vallette". (4-06663)

In riferimento all'interrogazione in oggetto, si comunica quanto segue. Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha recentemente elaborato il progetto per la realizzazione di una nuova caserma nelle aree disponibili, adiacenti all'istituto Le Vallette; e sono in corso le indagini geognostiche indispensabili per il prosieguo delle procedure. Nel prossimo anno saranno disponibili i finanziamenti necessari. A costruzione eseguita e nel momento in cui sara' resa disponibile una struttura da adibire a sezione di semiliberta', cosi' come il Comune di Torino si e' impegnato a fare, la struttura delle Nuove potra' essere dismessa. Le opere di ristrutturazione attualmente in corso alle "Nuove" sono necessarie per consentire, nelle more della costruzione della nuova caserma, l'alloggiamento di circa trecento agenti di Polizia penitenziaria destinati al servizio di traduzione dei detenuti. Tali lavori, peraltro, lungi dal modificare l'attuale assetto della vecchia struttura penitenziaria, determineranno un sostanziale miglioramento di alcuni locali che in seguito il Comune potra' adeguatamente utilizzare. Per quanto riguarda la costruzione del nuovo Palazzo di giustizia di Torino, l'Amministrazione comunale, che realizza l'opera, ha comunicato quanto segue. Nella convenzione che regola i rapporti tra la Citta' e la societa' concessionaria per la costruzione, il termine per l'ultimazione dell'edificio fu fissato in 48 mesi, successivamente modificato in 43 mesi a decorrere dalla data di consegna dei lavori del II Lotto. Poiche' i suddetti lavori ebbero inizio il 28 dicembre 1990 la data di ultimazione fu prevista per il 27 luglio 1994. Durante il corso dei lavori, in conseguenza di intervenute nuove esigenze dovute principalmente a modifiche distributive ed all'adeguamento delle strutture e degli impianti a nuove normative, si rese necessario procedere alla revisione progettuale ed all'allestimento di conseguenti perizie di variante e suppletive. Le procedure per l'approvazione delle medesime, i tempi aggiuntivi per l'esecuzione delle ulteriori opere e difficolta' operative per l'esecuzione di alcune particolari lavorazioni hanno comportato uno slittamento dei tempi originariamente previsti per l'ultimazione dell'intera costruzione. Le opere relative al II Lotto, che per importo d'esecuzione sono di gran lunga predominanti, risultano sostanzialmente ultimate come risulta da certificato redatto dal Direttore dei lavori in data 3 ottobre 1996. Per le opere relative al III Lotto la relativa perizia di variante e suppletiva, rielaborata in conseguenza del parere sfavorevole espresso dal Provveditorato alle opere pubbliche nel 1995, e' stata approvata dalla Giunta comunale con atto in data 29 ottobre 1996 e dal comitato tecnico Amministrativo del Provveditorato alle opere pubbliche nell'adunanza del 30 dicembre 1996 ed e' stata trasmessa a questo Ministero nel marzo scorso per l'ulteriore corso. L'ultimazione di tali lavori e' prevista per l'autunno del 1998. Per completare il Palazzo occorre procedere anche alla realizzazione degli arredi fissi, della rete informatica di fonia dati, della sopraelevazione ed alla fornitura degli arredi mobili. L'Amministrazione comunale reputa che pure tali interventi possano essere portati a termine entro la fine del 1998. Il Ministro di grazia e giustizia: Giovanni Maria Flick.



 
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