Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06669 presentata da RIZZA ANTONIETTA (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19970116
Ai Ministri della sanita', dell'ambiente, delle poste e delle telecomunicazioni, e della difesa. - Per sapere - premesso che: ripetutamente si rilevano sulla stampa nazionale e regionale segnalazioni di singoli cittadini o associazioni ambientalistiche che denunciano lo scarso interesse delle autorita' preposte al problema delle radiazioni elettromagnetiche; sempre piu' pressantemente viene richiesto l'accertamento di eventuali connessioni tra l'esposizione delle popolazioni a campi elettromagnetici e la presenza di patologie varie; non ultimo e' il caso di sottolineare la necessita' di un intervento che faccia chiarezza nella provincia di Siracusa, zona gia' dichiarata ad elevato rischio ambientale e nella quale, nel territorio denominato "Testa dell'acqua", la popolazione e' piuttosto allarmata per il verificarsi di diversi casi di malattie, anche croniche, che vengono collegati alla presenza di antenne radio e piloni per l'alta tensione -: quali iniziative i Ministri interrogati abbiano intrapreso o intendano intraprendere in ordine alla problematica su esposta; se intendano: a) valutare la necessita' di avviare un programma operativo in tale senso nell'ambito dell'attivita' connessa al piano di risanamento di Siracusa; b) avviare indagini epidemiologiche; c) avviare indagini tecniche rivolte alla valutazione dei rischi alle sorgenti di campi elettromagnetici. (4-06669)
I dati e le notizie raccolti dalle Autorita' sanitarie della Regione Siciliana e, in particolare dai competenti servizi dell'Azienda U.S.L. n. 8 "Provincia di Siracusa", finalmente acquisiti per il tramite del locale Commissariato dello Stato, non indicano alcun significativo aumento di patologie neoplastiche nei comuni circostanti l'area in cui e' installato l'impianto radar dell'Aeronautica Militare ricordato nell'atto ispettivo in esame (contrada "Mezzo Gregorio", nei pressi della frazione di Noto "Testa dell'Acqua"). L'Azienda U.S.L. n. 8 ha disposto un indagine epidemiologica al fine di accertare l'eventuale relazione fra mortalita' e morbosita' per neoplasie ed inquinamento elettromagnetico nel territorio limitrofo al 34^ gruppo Radar dell'Aeronautica Militare. Tale indagine ha contemplato un arco temporale di incidenza delle patologie di 10 anni, cosi' da poter verificare in maniera attendibile la linea di tendenza, in incremento o decremento, dei fenomeni indagati. Nel complesso, sono state individuate 11 persone ammalate di diversi tipi di cancro. Tuttavia, veniva riscontrato, fra essi, un solo caso di leucemia infantile (in una bambina di 5 anni), mentre era considerato come "sospetto" caso di leucemia lo stato patologico osservato in una paziente adulta. E' opportuno precisare che sono tuttora molto limitati gli studi specifici sugli effetti dei campi elettromagnetici generati da apparati radar. In effetti, i sistemi radar presentano emissioni molto direzionali, cosi' che la semplice vicinanza dell'impianto non risulta, di per se', indicativa del livello di esposizione, che dipende in modo cruciale anche da ulteriori parametri (orientamento del fascio e modalita' operative del radar). Da un punto di vista scientifico, l'indagine epidemiologica compiuta dall'Azienda USL n. 8, tra l'altro condotta entro un raggio limitato, non muta certamente le valutazioni formulate, in materia, in esito alle attuali conoscenze, derivate da numerosi studi e dalle indagini epidemiologiche condotte a livello nazionale ed internazionale sui presunti effetti dei campi elettromagnetici sulla salute umana. In sintesi, taluni studi epidemiologici e sperimentali concernenti l'eventuale associazione tra esposizione a campi elettrici e magnetici a bassa frequenza ed insorgenza di patologie tumorali (in specie le leucemie), sembrano suggerire un'associazione tra l'esposizione residenziale ai campi magnetici a 50 Hz, generalmente valutata in modo indiretto, e la leucemia infantile. Tuttavia, il nesso di causalita' non viene dimostrato, sia per la mancanza di un chiaro meccanismo d'azione della eventuale cancerogenicita' dei campi magnetici di frequenza industriale, sia per le stesse carenze talvolta riscontrate negli studi in questione (limitazioni nel loro disegno, carattere contrastante dei dati ottenuti mediante differenti procedure di valutazione dell'esposizione, etc.). A titolo di esempio, il rapporto dello statunitense National Research Council, che in tre anni ha esaminato oltre 500 studi, reso noto nel novembre 1996, si conclude con l'affermazione che le ricerche effettuate non hanno mostrato in alcun modo esauriente che i campi elettrici e magnetici comunemente riscontrabili negli ambienti residenziali possano causare problemi di salute. D'altro canto, nel proprio rapporto tecnico denominato ISTISAN 95/29 "Rischio cancerogeno di campi magnetici a 50/60 Hz", l'Istituto Superiore di Sanita' raccomanda che, pur in assenza di prove scientifiche di una relazione di causa ed effetto tra i campi magnetici e lo sviluppo del cancro, vengano adottate "...alcune misure cautelative per la riduzione dell'esposizione, quando questo sia possibile a condizioni ragionevoli...". Al fine di delimitare i valori massimi di esposizione ai campi elettrico e magnetico generati alla frequenza industriale nominale (50 Hz), negli ambienti abitativi e nell'ambiente esterno, in base agli specifici standard internazionali riconosciuti, (Direttive emanate nel 1990 dall'International Non-ionizing Radiation Committee of the International Radiation Protection Association "IRPA-INIRC"), e' stato emanato il D.P.C.M. 23 aprile 1992. Con il successivo D.P.C.M. 28 settembre 1995, sono state definite le norme tecniche procedurali di attuazione delle disposizioni del precedente Decreto del 1992, relativamente agli elettrodotti. L'esigenza di conciliare in modo appropriato gli aspetti di carattere economico e sociale legati allo sviluppo delle strutture produttive di un Paese industrializzato con la primaria necessita' di salvaguardare la salute dei cittadini dalle possibili implicazioni connesse con l'esposizione ai campi elettromagnetici, congiuntamente all'opportunita' della regolamentazione del corretto inserimento, nell'ambito del territorio nazionale, di tutti gli impianti tecnologici da cui derivano radiazioni elettromagnetiche, hanno indotto il Ministero dell'Ambiente, di concerto con il Ministero della Sanita', nell'ambito delle competenze di cui all'articolo 2, comma 14, della Legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del Dicastero dell'Ambiente, ad emanare il Decreto datato 2 giugno 1997. Tale Decreto ha istituito presso il Ministero dell'Ambiente, un Gruppo di lavoro, composto da rappresentanti dei Dicasteri di Ambiente, Sanita', Poste e Telecomunicazioni, Industria, Commercio e Artigianato, tenuto, fra le altre incombenze, a predisporre una bozza di testo normativo concernente la tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico. Il Gruppo di lavoro ha elaborato uno schema di legge-quadro che, dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri in data 13 marzo 1998 e quella della Conferenza Stato Regioni il successivo 25 marzo, e' stato formalmente presentato alla Camera dei Deputati il 24 aprile 1998 (disegno di legge di iniziativa governativa n. 4816), al pari delle analoghe proposte di legge presentate, in materia, da parte di vari gruppi politici. Lo schema di legge-quadro di iniziativa governativa ora citato, individua espressamente le competenze delle Regioni per quanto concerne, fra l'altro, la definizione dei tracciati degli elettrodotti con la previsione di precipue fasce di rispetto, i cui parametri (valori massimi di esposizione ai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici negli ambienti di vita e di lavoro) debbono essere fissati dallo Stato. Vengono previste, altresi', le modalita' di ulteriori riduzioni dell'esposizione ai predetti campi, da ottenere con l'introduzione di valori di attenzione e di obiettivi di qualita', proprio per garantire la protezione degli individui da possibili effetti a lungo termine. Per completezza, si precisa, infine, che per quanto riguarda le misure cautelative di protezione della popolazione dai campi elettromagnetici connessi al funzionamento ed all'esercizio dei sistemi fissi delle telecomunicazioni e radiotelevisivi, operanti nell'intervallo di frequenza compresa fra 100 kHz e 300 GHz, con decreto del Ministero dell'Ambiente del 10 settembre 1998, n. 381, d'intesa con il Ministero della Sanita' e con quello delle Comunicazioni, sono stati stabiliti precisi limiti di esposizione degli individui a tali radiofrequenze. Il Sottosegretario di Stato per la sanita': Monica Bettoni Brandani.