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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01407 presentata da BUTTI ALESSIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970121

Ai Ministri delle finanze e del tesoro. - Per sapere - premesso che: nel 1994 e' stata nuovamente istituita una sorta di autonomia impositiva ai Comuni con l'introduzione della famigerata Ici (imposta comunale sugli immobili); a parere degli interroganti non basta varare una legge che sposti il sistema impositivo verso tributi a base locale, ma bisogna anche decentrare la gestione dell'imposta, superando vincoli amministrativi e liberalizzando l'utilizzo delle risorse a livello locale; prendendo a campione una grande citta' come Milano, si osserva come il gettito Ici e' pari a 730 miliardi (pari al 22 per cento del bilancio comunale), cifra tutt'altro che irrisoria alla quale i cittadini contribuiscono in due rate: circa il 45 per cento dell'imposta entro il 30 giugno e la rimanenza entro il 20 dicembre; in tutti i comuni il pagamento puo' essere effettuato direttamente presso il concessionario o presso gli uffici postali, ma le statistiche dicono che i cittadini ricorrenti al concessionario sono una spaurita minoranza; il servizio postale raccoglie i versamenti e li trasferisce al concessionario che, a sua volta, li trasferisce alla tesoreria provinciale dello Stato, ma, poiche' la concessione riguarda piu' comuni, il concessionario effettua un unico versamento per tutte le imposte raccolte; e' la tesoreria provinciale ad attribuire i pagamenti al vari comuni, accreditando i rispettivi conti; tale procedura comporta un notevole lasso di tempo (ad esempio, i versamenti di dicembre giungono alle casse comunali a rate e solo a marzo!); il meccanismo esposto, anche in virtu' del fatto che la legge autorizza i concessionari a versare l'ICI solo una volta ogni dieci giorni, genera ingenti interessi, in quanto anche ai tassi ridotti a 6 per cento, due mesi di ritardo comportano importanti giacenze presso poste, concessionaria e tesoreria provinciale, interessi puntualmente persi dai comuni o comunque non totalmente incassati -: se non sia il caso di verificare i tempi di giacenza del denaro pubblico presso le tesorerie pronvinciali, magari riducendoli sensibilmente, e a chi vadano attribuite le responsabilita' di tali ritardi; a chi vengano accreditati gli interessi maturati, che ammontano a diversi miliardi anche per piccoli capoluoghi di provincia; per quale motivo il servizio postale non possa, per quanto di propria competenza, girare ai comuni l'importo dovuto in modo diretto, evitando cosi' il burocratico e costoso passaggio attraverso il concessionario; se la Posta corrisponda interesssi per quanto riscosso per conto della concessionaria. (5-01407)





 
Cronologia
sabato 18 gennaio
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Presidente del Consiglio Romano Prodi incontra a Venezia il premier spagnolo José Maria Aznar, dopo il rifiuto da parte di Aznar di un'alleanza mediterranea.

mercoledì 22 gennaio
  • Politica, cultura e società
    La Corte di cassazione conferma le condanne ad Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani ed Ovidio Bompressi per l'omicidio del commissario Calabresi.