Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06726 presentata da MALGIERI GENNARO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970121
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: nel dicembre del 1996 circa ottanta persone sono state arrestate in Cina, nel distretto di Lin Chuan, nella regione dello Jiangxi, per aver partecipato a riunioni cattoliche clandestine ritenute "illegali" dal regime di Pechino; la notizia e' stata data dalla Cardinal Kung fundation di Stanford, nel Connecticut, la quale ha anche rivelato che il partito comunista cinese ha ripreso negli ultimi tempi l'offensiva contro i cattolici, facendo arrestare perfino sacerdoti; nel marzo del 1996 il governo ha deciso di decapitare la comunita' cattolica fedele a Roma di Dong Lu ed ha imprigionato il vescovo Shu Chimin: di lui, da allora, non si e' piu' avuta notizia e le stesse autorita' lo danno per "irreperibile"; la persecuzione nell'ultimo anno non ha risparmiato neppure i luoghi di culto: le forze dell'ordine, sempre a Dong Lu, hanno distrutto tre chiese "sotterranee", posto i sigilli ad altre due, sciolto un seminario con centocinquanta allievi e trentacinque novizi, costretto sotto la minaccia delle armi i cattolici locali ad iscriversi alla chiesa patriottica di osservanza filo-comunista; se non intenda formulare, con l'energia del caso una vibrata protesta presso le autorita' della Repubblica popolare cinese per questi continui episodi di barbarie politica e di tirannia ideologica; se non ritenga di chiedere al governo di Pechino il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo, minacciando rappresaglie economiche e commerciali. (4-06726)
Come noto, secondo informazioni diffuse da organizzazioni non governative il Vescovo di Baoding, Su Zhimin, ed il suo ausiliario An Shuxin, sarebbero scomparsi circa tre anni fa. Il Vescovo Su fu arrestato per la prima volta dalle Autorita' cinesi nel 1956 ed ha successivamente passato 19 anni in prigione, incluso il periodo di rieducazione in una comune durante la rivoluzione culturale. Secondo fonti non governative il Vescovo Su sarebbe stato arrestato per la sua fedelta' alle Autorita' vaticane ed il conseguente rifiuto di rispettare le regole della chiesa cattolica 'patriottica' riconosciuta dal governo di Pechino. Il governo di Pechino, al quale sono state a piu' riprese chieste informazioni sulla situazione del vescovo Su nega che questi sia stato arrestato e dichiara di non conoscerne la sorte. Benche' la liberta' di religione in Cina sia garantita dalla Costituzione cinese, sono tuttavia previsti dei limiti allo svolgimento di 'attivita' religiose'. L'organizzazione di funzioni pubbliche o la costruzione di Chiese e luoghi di preghiera, infatti, sono soggetti al controllo dello governo. Secondo la legge cinese, inoltre, i cattolici non possono riconoscere l'Autorita' religiosa del Papa. Va rilevato, tuttavia, che nel complesso, si e' assistito di recente ad una crescente tolleranza nei confronti dei cattolici non aderenti alla chiesa 'patriottica'. Da tempo ed in coordinamento con i Partners comunitari, l'Italia ha avviato a livello generale un dialogo critico e costruttivo in materia di diritti umani nei confronti della Repubblica Popolare cinese. Si sono registrati, infatti, una serie di risultati positivi. Nel 1998, per la prima volta (7-15 settembre 1998), l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, signora Mary Robinson, ha potuto visitare il Paese su invito delle Autorita' di Pechino concludendo, al termine della, visita, una serie di Memorandum di Intesa in materia di cooperazione tecnica e giuridica. In ottobre, il governo cinese ha firmato il Patto sui diritti civili e politici dopo aver in precedenza sottoscritto quello sui diritti economici, sociali e culturali. Nello stesso periodo, si e' tenuta per la prima volta a Pechino una Conferenza internazionale sui diritti umani e, nell'ambito del dialogo con l'Unione Europea, si sono svolti seminari tecnici tra esperti delle due parti su temi di cooperazione giuridica e diritti delle donne. Il Governo italiano pone la tutela dei diritti umani, con particolare rilievo all'uso eccessivo della pena di morte, in primo piano nel dialogo con la Cina. Analogamente la ratifica da parte del Governo di Pechino dei due Patti delle Nazioni Unite e' oggetto di costante verifica con quelle Autorita': ci si attende che siano effettuati i numerosi adattamenti della legislazione interna necessari per ottemperare alle disposizioni di detti Patti. Da parte nostra continueremo a seguire con la massima attenzione anche le eventuali iniziative di cooperazione tecnica che l'Alto Commissariato per i Diritti umani potrebbe mettere in atto nel prossimo futuro per dare concreto seguito ai Memorandum sopra citati. Lo scorso marzo, nel corso della recente visita di Stato del Presidente cinese Jiang Zemin, e' stata naturalmente sollevata la questione del rispetto dei diritti umani in Cina. Da parte italiana e' stato inviato un forte messaggio affinche' Pechino compia ulteriori progressi in tale settore e si e' espressa la convinzione che la promozione dei diritti economici legata allo sviluppo dell'economia non potra' non comportare una parallela e sempre piu' alta affermazione dei diritti umani. Da parte cinese, pur senza escludere la necessita' di ulteriori progressi, si e' sottolineato che la sottoscrizione dei Patti delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo e' una chiara manifestazione della volonta' di potenziare lo stato di diritto nel Paese e dello sforzo di garantire lo sviluppo dei diritti umani. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Aniello Palumbo.