Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06791 presentata da DALLA ROSA FIORENZO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970122
Ai Ministri delle poste e telecomunicazioni e dell'interno. - Per sapere - premesso che: nel corso degli anni 1992-1996 in alcuni uffici postali di Bergamo, Bassano, Schio, Valdagno e Vicenza, si sono verificati ammanchi di denaro dell'importo di alcuni milioni di lire senza che i dipendenti preposti ai servizi di sportello siano mai stati in grado di spiegare esattamente l'accaduto; la stampa locale ha dato risalto all'accaduto ipotizzando l'esistenza di una banda di banditi ipnotizzatori; a seguito dei predetti ammanchi di denaro, l'amministrazione delle poste e delle telecomunicazioni ha addebitato la responsabilita' dell'accaduto ai dipendenti dei singoli sportelli presso i quali si era concretamente verificato l'ammanco, chiedendo loro il conseguente rimborso delle somme mancanti, da effettuarsi anche mediante trattenute mensili sullo stipendio; la decisione della predetta amministrazione, adottata prescindendo da ogni e qualsiasi procedimento giurisdizionale, si pone peraltro in contrasto con la recente decisione della Corte dei conti, la quale ha deciso che in ipotesi assimilabili alla predetta non possono essere mossi rimproveri a carico dei dipendenti sotto il profilo della colpevole violazione di obblighi inerenti al servizio -: perche' non si sia iniziato un ordinario procedimento al fine di appurare l'esatto svolgimento dei fatti; considerato che gli ammanchi di denaro possono essere ricollegabili ad una insufficiente dotazione organica, se il numero di dipendenti presso gli uffici in cui si sono verificati i fatti qui indicati siano adeguati rispetto ai carichi di lavoro degli uffici stessi, anche previo raffronto con i rapporti tra carichi di lavoro ed organici esistenti negli uffici del sud Italia; perche' al fine di prevenire l'accadere di tali episodi (anche considerato il fatto che il primo episodio risaliva all'anno 1992, in provincia di Bergamo), non si sia provveduto ad installare apparecchiature televisive a circuito chiuso al fine di poter sempre ricostruire l'esatto accadimento fatti occorsi nelle sedi dei propri uffici. (4-06791)
Al riguardo si fa presente che l'ente Poste Italiane - interessato in merito a quanto rappresentato dalla S.V. on.le nell'atto parlamentare in esame - nel precisare che gli ammanchi di cassa negli uffici di Vicenza succ. 1, Bassano del Grappa, Schio e Valdagno si sono verificati solo nel corso dell'anno 1994, ha comunicato che sono state esperite approfondite indagini rapportando i fatti all'Autorita' Giudiziaria. I funzionari inquirenti nel corso degli accertamenti hanno constatato varie modalita' di comportamento da parte del personale dei citati uffici; in particolare e' stato accertato che in alcuni casi gli ammanchi sono stati possibili perche' i dipendenti hanno contravvenuto alle disposizioni di servizio che impongono determinati obblighi in materia di custodia del denaro; in altri, gli impiegati coinvolti non hanno fornito elementi sufficienti a giustificare le deficienze di cassa; alcuni impiegati hanno, infine, ipotizzato non fenomeni di ipnosi ma situazioni di raggiro o furto con destrezza. Per quanto attiene poi all'addebito di responsabilita' nei confronti dei dipendenti, si rappresenta che, dopo l'emanazione della legge n. 71/94 di trasformazione dell'amministrazione p.t. in ente pubblico economico, i fatti che arrecano nocumento al patrimonio non vanno piu' sottoposti al giudizio della Corte dei Conti; pertanto, per il recupero del denaro si e' provveduto ad elaborare una nuova procedura con la quale si e' stabilito di adottare provvedimenti di trattenute forzose, nei limiti fissati dalle normative vigenti, sugli stipendi del personale riconosciuto responsabile, salvo l'accertamento giudiziale in caso di opposizione o nelle situazioni piu' controverse. In merito poi, alla decisione della Corte dei Conti, richiamata dalla S.V. on.le, si precisa che la pronuncia della magistratura contabile si riferisce ad un episodio verificatosi in data 24 luglio 1992 nell'agenzia di Martinengo (BG) con modalita' completamente diverse da quelle registrate nei casi in argomento. A completamento di informazione il medesimo ente ha comunicato di avere allo studio ipotesi di collegamento con dei centri operativi postali da istituirsi in collaborazione con il Ministero dell'interno, per le forze di pubblica sicurezza e con il Ministero della difesa, per i carabinieri; una apposita commissione, infine, sta esaminando la possibilita' di rivedere le disposizioni riguardanti l'incolumita' del personale postale (decreto ministeriale 14 febbraio 1992), allo scopo di migliorare le misure di sicurezza e di protezione: a tal fine e' gia' in atto la sperimentazione di nuovi sistemi di controllo e monitoraggio con ricorso anche ad apparati televisivi a circuito chiuso. Il Ministro delle comunicazioni: Antonio Maccanico.