Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06797 presentata da MALAGNINO UGO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19970122
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: negli anni a cavallo tra fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, numerose persone contrassero il virus Hcv comunemente detto "epatite C". Negli anni successivi, sulla base delle norme contenute nella legge 25 febbraio 1992 n. 210, e nella direttiva tecnica interministeriale (ministero della sanita' e ministero della difesa) del 28 dicembre 1992, furono inoltrate domande di risarcimento al ministero della sanita'; il ministro procedette alla nomina di commissioni di valutazione, che per le province di Taranto e di Lecce fu insediata presso l'ospedale militare della marina Militare di Taranto; questa Commissione (Cmo) ha ritenuto ammissibili e, quindi, risarcibili, le richieste presentate da una buona quota di quanti avevano inoltrato domanda di risarcimento; ne ha, pero', respinte altre, pur avendo riscontrato la sussistenza della infezione e pur avendo riconosciuto che tale infezione era da addebitarsi alla trasfusione di sangue infetto; poiche' tra i contagiati vi sono tutti i soggetti affetti da "thalassemia" di Taranto e provincia e poiche' non vi e' dubbio che l'infezione per questi soggetti sia intervenuta a seguito di trasfusione di sangue utilizzato dalla struttura ospedaliera di Taranto per il trattamento periodico cui gli stessi soggetti si sottopongono normalmente, e che, evidentemente, tale quantitativo di sangue era tra i contenenti il virus dell'epatite C davvero non si comprende la decisione della Cmo di Taranto; inoltre il ministero ha disposto, in sede di risposta ai ricorsi presentati dai soggetti interessati, la richiesta di ulteriori esami medici. Poiche' i nuovi accertamenti richiesti sono dello stesso tipo di quelli gia' presentati alla Cmo, si potrebbe ritenere che il ministero stia prendendo tempo -: se intendano assumere iniziative necessarie affinche' cessino questi atteggiamenti interlocutori e perche' finalmente si diano risposte concrete a tante famiglie che hanno subito questo ulteriore trauma, dovendo nel prossimo futuro fare i conti con una patologia irreversibile che e' derivata agli organismi dei loro congiunti dallo scarso controllo che le strutture sanitarie pubbliche hanno effettuato negli anni passati, anche su branche della loro attivita' cosi' delicata come la raccolta e la trasfusione di sangue. Nel caso specifico segnalato, poi, oltre al danno si e' aggiunta la classica beffa, consistente nel fatto che situazioni all'apparenza uguali abbiano ricevuto un trattamento cosi' diverso. (4-06797)