Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00649 presentata da MAIOLO TIZIANA (FORZA ITALIA) in data 19970123
Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: il 16 gennaio 1997 il pubblico ministero della procura della Repubblica di Roma, Giuseppe Saieva, emetteva ordine di carcerazione nei confronti del signor Licio Gelli, per scontare un residuo di pena comminata per il reato di procacciamento di notizie riservate, pena divenuta definitiva in seguito a sentenza della suprema Corte di cassazione in data 21 novembre 1996; tale ordine di carcerazione veniva eseguito da agenti della Digos, che trasportavano presso la questura di Arezzo il signor Licio Gelli; tale ordine di carcerazione risultava essere illegittimo, poiche' lo Stato italiano non aveva ottenuto dalla Svizzera l'estradizione del signor Licio Gelli per il reato di procacciamento di notizie riservate; per tale ragione il pubblico ministero era obbligato a revocare, dopo poche ore, l'illegittimo ordine di carcerazione; su il Corriere della Sera il pubblico ministero, Giuseppe Saieva, ha dichiarato: "Chiedo scusa a Licio Gelli. Gli chiedo scusa perche' ho commesso un errore, anche se non e' stato provocato da una mia disattenzione... Nel fascicolo non c'era scritto nulla. Gelli risultava libero e contumace. E io avevo solo l'estratto e non le sentenze... Quel fascicolo e' arrivato tre giorni fa. Mi sono subito reso conto di chi si trattava. E proprio per questo quelle carte le abbiamo guardate in cinque... Avrebbero sbagliato tutti. L'esecuzione della pena viene disposta in base all'estratto della sentenza, dove c'e' l'epigrafe e non la motivazione della stessa. Ignoravo che Gelli non fosse stato estradato per il procacciamento di notizie riservate... Sono infastidito e dispiaciuto per tutto quello che e' successo. Ma ritengo che l'errore fosse inevitabile, almeno in base a quello che c'era nel fascicolo. E non accetto di essere criticato perche' si trattava di Gelli: se al suo posto ci fosse stato Mario Rossi mi sarei comportato esattamente nello stesso modo" -: quale valutazione dia il Ministro interrogato dei fatti accaduti; se il Ministro non ritenga contraddittorie e gravi le dichiarazioni del pubblico ministero, che afferma: "Mi sono subito reso conto di chi si trattava. E proprio per questo quelle carte le abbiamo guardate in cinque", e al tempo stesso: "se al posto di Gelli ci fosse stato Mario Rossi mi sarei comportato esattamente nello stesso modo": dichiarazioni che fanno intendere una cura particolare, trattandosi di persona nota alle cronache, e che al tempo stesso denotano un evidente imbarazzo per la possibilita' che un analogo errore si sarebbe potuto determinare nei confronti di persona meno nota e quindi non tutelata dal controllo dell'informazione; se ritenga che la non conoscenza del procedimento giudiziario a carico del signor Licio Gelli possa costituire attenuante o esimente, o se non sia invece necessario adottare nei confronti del pubblico ministero le sanzioni disciplinari adeguate all'errore. (3-00649)