Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00374 presentata da SAIA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970123
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della sanit.f2, per sapere - premesso che: il susseguirsi di disposizioni legislative che hanno regolamentato nel nostro Paese l'attivita' professionale dei laureati in medicina e chirurgia ha determinato il fatto paradossale che essi, pur avendo conseguito la suddetta laurea e pur essendo stati abilitati all'esercizio delle professioni, hanno visto chiudersi avanti a se', in modo progressivo, tutte le possibilita' di inserimento nel mondo del lavoro; questa gravissima penalizzazione che interessa giovani che hanno compiuto, con sacrifici personali e delle loro famiglie, almeno venti anni di studio (diciannove di scuola piu' un tirocinio post-laurea propedeutico all'esame di abilitazione), e' stata costruita attraverso continue e progressive limitazioni che hanno precluso ad essi tutte le possibili strade di inserimento nel mondo del lavoro; e' noto infatti che ad essi e' stata via via preclusa la possibilita' di esercitare l'attivita' di odontoiatra, di essere assunti presso gli ospedali in qualita' di assistenti, se non in possesso di specializzazione, e persino di essere inseriti nelle graduatorie per la medicina generale, per la guardia medica, per la medicina dei servizi e per l'urgenza-emergenza, eccetera; ci.f0 e' dovuto al fatto che, in parte in ottemperanza alla normativa comunitaria recepita nel nostro paese in termini molto restrittivi, per ognuna delle suddette attivita' e' richiesta una ulteriore scuola di specializzazione o un corso di formazione specifica o altri tipi di formazione, tutti possibili solo dopo il superamento dell'esame di abilitazione, e tutti "a numero chiuso" e quindi non in grado di assorbire tutti i laureati in medicina; va anche aggiunto che anche coloro, tra i piu' fortunati, che riescono ad entrare, non sempre per solo merito, in un corso di formazione o ad essere ammessi al corso di specializzazione, debbono trascorrere questo ulteriore periodo piu' o meno lungo (dai due ai cinque anni) senza alcuna copertura previdenziale, sottopagati, sfruttati al massimo, senza la garanzia sempre di un adeguato punteggio finale, senza neanche la prospettiva certa di un futuro lavoro; ancor piu' grave la posizione di coloro che, al contrario, non avendo potuto frequentare piu' alcun corso di formazione o specializzazione, si vedono completamente tagliati fuori da ogni possibilita' di lavoro -: come intenda il Governo risolvere la situazione e, in particolare: a) quali prospettive di lavoro intenda offrire ai laureati in medicina e chirurgia che, per diritto insito nel loro corso di laurea e nel successivo esame di Stato, sarebbero abilitati ad esercitare qualunque tipo di attivita' medica, ma che, non essendo riusciti ad inserirsi in corsi formativi o di specializzazione, hanno visto precludersi ogni possibilita' di inserimento nel sistema sanitario nazionale come medici dipendenti o convenzionati; b) come intenda assicurare ai medici abilitati che sono ammessi a frequentare corsi di formazione specifici e/o di specializzazione, notoriamente incompatibili con altre attivita', un trattamento economico adeguato, una regolare copertura assicurativa e previdenziale, un punteggio adeguato al titolo conseguito ed alla durata del corso, un trattamento professionale dignitoso ed adeguato che non si configuri come sfruttamento legalizzato, rivolto a sostituire le figure di medici dipendenti con quelle di medici in formazione sfruttati e sottopagati; se non intenda infine assumere iniziative affinche' si passi da un regime antidemocratico ed antipopolare di "numero chiuso" per l'accesso ai corsi di formazione-specializzazione, ad un sistema di "numero programmato", piu' democratico e garantista e certamente piu' adeguato ad evitare il perpetrarsi di gravissime ingiustizie a danno sempre dei giovani di ceto piu' debole. (2-00374)