Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00645 presentata da ARMANI PIETRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970123
Ai Ministri della sanita' e dei beni culturali ed ambientali. - Per sapere - premesso che: il complesso monumentale di "Santo Spirito in Sassia" rappresenta, da circa mille anni, uno dei piu' importanti punti di riferimento per l'assistenza ospedaliera ed e' stato sede delle prime scuole mediche, chirurgiche e anatomiche, nonche', per circa tre secoli, centro mondiale degli studi malariologici, oltre che sede della prima Spezieria ospedaliera romana dalla quale, attraverso l'ordine dei Gesuiti, il chinino venne distribuito in tutto il mondo; e' sede del museo del Flaiani, fra i piu' importanti del mondo ed oggi parte integrante del museo storico nazionale dell'arte sanitaria; nel complesso sono presenti due biblioteche, di cui una istituita nel 1711 dal Lancisi, che raccolse anche il materiale delle soppresse biblioteche degli ospedali San Giacomo e San Giovanni, contenenti migliaia di volumi di medicina, alcuni dei quali "manoscritti", di inestimabile valore storico ed unici nel patrimonio culturale nazionale e mondiale; il patrimonio monumentale, sottoposto ai vincoli del ministero dei beni culturali ed ambientali decretati nel 1989 e nel 1995, e' ampiamente e precisamente descritto nei decreti di vincolo stessi; il ministero dei beni culturali ed ambientali in data 19 ottobre 1995, visto l'articolo 4 della legge 1^ giugno 1939, n. 1089, emetteva il decreto di vincolo ai locali in cui si trova il "Museo storico dell'arte sanitaria" e l'accademia dell'arte sanitaria con la seguente motivazione: "... l'immobile complesso ospedaliero di Santo Spirito in Sassia (chiesa, Palazzo del Commendatore, Museo storico dell'arte sanitaria, edifico dei Frati e delle Monache con cortile e spazi di pertinenza) cosi' come individuato nelle premesse e descritto nelle allegate planimetrie catastali e relazione storica allegata, presenta interesse particolarmente importante ai sensi dell'articolo 1 della legge 1 giugno 1939, n. 1089 ed e', pertanto, da intendersi sottoposto, ai sensi dell'articolo 4, a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa"; l'Accademia di storia dell'arte sanitaria, ente morale dal 1922, nel gennaio 1996 ha consegnato, al responsabile della azienda sanitaria locale RM-E ed all'agenzia per il Giubileo, un progetto-proposta finalizzato al recupero, per fini culturali, museali e scientifici, dell'antico complesso monumentale, facendo seguito alle sollecitazioni pervenute all'accademia da parte delle precedenti amministrazioni dell'ex unita' sanitaria locale RM 11, dal sindaco di Roma, nonche' dall'assessore alla sanita' della regione Lazio, competente per il trasferimento dei beni dall'ex "Pio Istituto di Santo Spirito" all'azienda sanitaria locale RM E; l'Accademia di storia dell'arte sanitaria ha formulato il suo progetto-proposta tenendo conto di quanto decretato dal Ministero dei beni culturali ed ambientali ed e' fortemente preoccupato per la possibile impropria destinazione del patrimonio monumentale del complesso di Santo Spirito in Sassia; l'Accademia di storia dell'arte sanitaria detiene e cura dal 1922 il "Museo storico dell'arte sanitaria", svolgendo sotto l'egida del Parlamento europeo attivita' didattica medica post-universitaria; la direzione generale dell'azienda sanitaria locale RM E ha presentato all'agenzia romana per la preparazione del Giubileo un progetto in cui si propone la utilizzazione temporanea, previo restauro ed allestimento, delle Sale Sistine, da adibire a centro di accoglienza e punto di sosta per i pellegrini e i visitatori, con servizi igienici, di ristoro, d'informazioni, servizi bancari, telefonici, ecc., con una previsione di spesa di 20 miliardi di lire; nella scheda n. 51 dell'agenzia per la preparazione del Giubileo e' scritto che: "contatti informali con la sovrintendenza competente fanno considerare fattibile l'uso provvisorio della Corsia Sistina come centro di accoglienza", senza prendere in considerazione dei due vincoli riguardanti il patrimonio monumentale; le Corsie Sistine risalgono al quattrocento e contengono degli affreschi di considerevole valore artistico, oltre all'altare del Palladio, ed appare, quindi, quantomeno inopportuna l'installazione nelle Corsie Sistine di un centro di accoglienza, considerato che i lavori di adattamento prima e l'utilizzo poi potrebbero recare danni e degrado a tutto cio'; l'azienda sanitaria locale RM E non potrebbe promuovere progetti riguardanti il complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, in quanto la regione Lazio non ha, ad oggi, attribuito alle aziende ospedaliere i beni artistici, storici e monumentali gia' appartenenti al patrimonio degli ex ospedali; l'azienda sanitaria locale RM E non possiede le competenze necessarie atte a proporre, e gestire, un progetto culturale e museale in generale. In particolare, per quanto riguarda i progetti relativi al complesso in esame, data la sua rilevanza nazionale ed internazionale, devono essere gestiti ed impostati da istituzioni in possesso delle necessarie ed imprescindibili attribuzioni non proprie dell'attuale dirigenza dell'azienda RM E; cio' dimostrato dal fatto che i beni artistici museali ed architettonici che sono presenti all'interno del complesso di Santo Spirito in Sassia versano in totale degrado ed abbandono; proprio in occasione del Giubileo, Roma e l'Italia non possono privarsi, nei confronti dell'intera comunita' mondiale, dell'opportunita' unica del suo genere di godere di un bene museale, monumentale ed artistico testimonianza nei secoli dell'impegno di assistenza e formazione della cultura medica, nazionale ed internazionale, del quale questo complesso e' testimonianza concreta, per adibirlo a struttura di servizio -: come intendano attivarsi, anche nella loro veste di membri di diritto del consiglio di reggenza dell'Accademia di storia dell'arte sanitaria, al fine di preservare il complesso monumentale predetto da destinazioni improprie, la cui realizzazione determinerebbe un inutile dispendio di pubbliche risorse; se non sia il caso di adoperarsi affinche' il progetto di valorizzazione riguardante il complesso stesso completi il suo iter burocratico, realizzando quell'allargamento del Museo storico nazionale dell'arte sanitaria indispensabile anche all'accoglimento, in spazi adeguati, delle numerose donazioni di pubbliche istituzioni e di privati, gia' disponibili e non ancora accolte da parte dell'ente; se non sia il caso di promuovere, in tale ottica, il museo degli antichi ospedali romani, gia' previsto dalla sovrintendenza del comune di Roma; se non sia il caso di promuovere la costituzione di una fondazione, similmente a quanto avvenuto in altre regioni italiane, avente per soggetti fondatori l'Accademia di storia dell'arte sanitaria, la regione Lazio, il comune di Roma, l'azienda sanitaria locale RM E ed il ministero dei beni culturali ed ambientali come ente di vigilanza e di controllo; se sia possibile che la sovrintendenza abbia emesso pareri favorevoli all'impropria destinazione delle Sale Sistine, in maniera informale; se non sia il caso di promuovere una indagine amministrativa nei confronti della azienda sanitaria locale RM E, al fine di far luce su come sia stato possibile che la predetta abbia presentato progetti su immobili di cui non e' stata ancora definita la proprieta', chiedendo cosi' ingenti finanziamenti all'agenzia romana per il Giubileo per uno scopo che si sarebbe esaurito in un solo anno. (3-00645)