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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00082 presentata da NARDONE CARMINE (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19970128

La Camera, considerando che: la quota globale assegnata dall'Unione europea all'Italia nel settore lattiero-caseario, nella misura di 9,9 milioni di tonnellate, risulta largamente al di sotto del consumo nazionale e insufficiente alle esigenze produttive delle aziende; il mercato italiano rappresenta uno sbocco commerciale importante per le eccedenze produttive del nord Europa; in molti casi la produzione italiana e' vittima di concorrenze sleali, come il riciclaggio di latte in polvere destinato ad uso zootecnico, riconvertito in maniera fraudolenta ad alimentazione umana in un quadro di complicita'; tale fenomeno trova un evidente intreccio con il sistema delle quote e, soprattutto, con quelle definite "di carta", per coprire sul piano formale le suddette "operazioni illecite"; sono note le responsabilita' storiche del nostro Paese, a partire dal 1983, che hanno prodotto una catena di problemi culminati con l'emanazione di una mega multa, superiore ai settemila miliardi di lire, successivamente ridotta a tremilaseicento miliardi, in un quadro di impegni rigorosi assunti dai rappresentanti del Governo italiano; dopo un lungo periodo di confusione, vengono condotte trattative tra il Ministro dell'agricoltura italiana ed il commissario dell'Unione europea per riportare in regola il settore; successivamente l'Aima promuove un controllo su tutto il territorio nazionale, come base per l'emanazione del bollettino 1994-1995, con una metodologia in un certo senso nuova, in quanto verifica congiuntamente quote e capi bovini presenti in stalla; il 20 settembre 1994 i risultati del controllo (si veda l'intervista al dottor Filippo Galli, direttore generale dell'Eima, Informatore agrario del 29 settembre 1994, numero 36) vengono consegnati al Ministro per le risorse agricole, alimentari e forestali; in tale dossier vengono classificate, secondo tredici tipologie, le irregolarita' riscontrate; il 14 novembre 1994, nel corso della visita ispettiva della Commissione dell'Unione europea all'Aima, vengono definiti i criteri per l'accoglimento dei ricorsi, formalmente annunciati al Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali, dal Commissario dell'Unione europea, Rene' Steichen con lettera del 7 dicembre 1994; in tale lettera, tra l'altro, in virtu' di rilevamenti fatti e dei criteri concordati con l'Unione europea per l'accettazione dei ricorsi, limitati ai casi "C4 e C5 e standard con capi" nonche' alle vendite dirette senza capi, risultava una quota nazionale pari a 9.964.204 tonnellate, in pratica, come viene testualmente affermato nella lettera: "una eccedenza minima rispetto alla quota nazionale di 9.930.060 tonnellate"; dopo questa data non si riesce a comprendere la situazione, se non da indicazioni politiche impartite all'Aima, diverse dai criteri concordati e tali da fare avere riconoscimenti di quote nei fatti non destinate ad attivita' produttive, bensi' alla vendita delle stesse ovvero ad un uso illecito, come il riciclaggio di latte in polvere ad uso zootecnico; la situazione di grave incertezza nella gestione delle quote ha avuto gravi ripercussioni sull'intero comparto zootecnico nazionale, soprattutto nei confronti dei produttori che hanno meritoriamente rispettato il vincolo della quota di produzione; le difficolta' per i produttori zootecnici in generale e per quelli colpiti dal "super prelievo" sono aggravate dalla crisi generale dell'agricoltura italiana, costretta a misurarsi con una concorrenza internazionale piu' agguerrita in condizioni di inferiorita', sia per le vecchie inefficienze irrisolte (Aima, eccetera) e sia per i costi di produzione che, soprattutto per quanto concerne l'energia e gli oneri finanziari, sono tra i piu' alti in Europa; il disagio sociale concesso con la crisi del settore, e' stato espresso, a partire dal 1996, con le due grandi manifestazioni promosse dalle organizzazioni agricole fin dal giugno 1996 a Napoli e Milano e con le successive manifestazioni spontanee, come quelle di qualche tempo fa di Battipaglia (Salerno) e le piu' recenti svoltesi a Milano, Taranto ed in altre parti d'Italia; si condannano le forme esercitate di contestazione (blocchi stradali, occupazione aeroportuale eccetera), le quali, anziche' favorire un risultato complessivo positivo e ragionevole ed accrescere una solidarieta' al settore, provocano isolamento, inutili disagi ed un senso di ingiusta sofferenza nel Paese; la situazione risulta particolarmente difficile a causa della sommatoria di vecchie emergente irrisolte (Scau, contratti agrari, controlli oppressivi per gli onesti e inefficaci per i disonesti), che frenano altresi' l'apertura di una radicale politica di innovazione e di rottura con il passato; la crisi finanziaria (circa ottomila miliardi di lire di crediti inesigibili) frena gli investimenti e, soprattutto, il rinnovamento tecnologico dell'organizzazione produttiva; impegna il Governo: a continuare in forme piu' incisive in sede di Unione europea la trattativa gia' avviata per il riconoscimento della quota globale di latte bovino assegnata all'Italia fino a giungere ad almeno dieci milioni e mezzo di tonnellate, con la motivazione principale per cui tale livello e' al di sotto del fabbisogno nazionale, rinunciando a vecchie e dannose motivazioni secondo cui tale aumento era dovuto a livelli produttivi improbabili; a verificare, in attesa della riforma dell'acquisizione comune di mercato, la possibilita' di una programmazione piu' flessibile delle quote, con un meccanismo di compensazione biennale tale da consentire il riequilibrio delle eccedenze, con una corrispondente riduzione nell'annata agraria successiva; a porre, nel confronto con l'Unione europea, la questione della revisione delle norme relative all'uso del latte in polvere nel comparto zootecnico, proponendo l'obbligatorieta' del trattamento con coloranti, in modo da evitare riciclaggi e concorrenze sleali (non e' possibile fare mozzarelle rosse o gialle); a presentare il piano nazionale di ristrutturazione della zootecnia italiana di latte, gia' a suo tempo annunciato, per una piu' equa e veritiera distribuzione delle quote, anche attraverso lo strumento dell'anagrafe zootecnica, tutelando in particolare i giovani produttori; a istituire con urgenza una "autority" presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per avviare una indagine sulla vicenda quote latte capace di accertare tutte le responsabilita' e di fornire una base conoscitiva per una programmazione trasparente del settore; a predisporre opportune misure onde evitare, soprattutto in questa fase, operazioni speculative e/o illegali nel trasferimento delle quote; a sollecitare l'Aima a fornire con urgenza i dati produttivi delle posizioni individuali dei produttori di latte bovino relative alle annate 1995-1996 e 1996-1997; a predisporre controlli adeguati sui produttori di latte bovino che non utilizzano o sottoutilizzano la quota posseduta, demandandone l'attuazione alle regioni e alle province autonome; a predisporre controlli accurati nei confronti dei caseifici per i quali si sospetti l'utilizzazione di latte in polvere per uso zootecnico di provenienza comunitaria e/o di cagliate importate da paesi extracomunitari a copertura di eventuali "quote di carta"; a rinnovare urgentemente il management dell'Aima, con tecnici di grande professionalita', esterni al settore, in grado di ridare efficienza, rapidita' e trasparenza all'attivita' svolta; a procedere rapidamente ad una riforma del sistema dei controlli, secondo criteri di semplificazione e di decentramento regionale; ad attivare, fermo restando il principio del rispetto della legalita', le forme piu' opportune per ridurre adeguatamente l'impatto del superprelievo (come rateizzazione dello stesso, mutui a tasso agevolato ed eventuali contributi in conto capitale); a valutare l'opportunita' di chiedere all'Unione europea un rinvio tecnico del termine fissato per il pagamento del "superprelievo", correlato ai tempi di approvazione definitiva dei provvedimenti urgenti a carattere generale per la zootecnia da latte, peraltro gia' preannunciati; a predisporre provvedimenti urgenti in grado di risolvere, nel rispetto della legalita', tutte le emergenze prodotte dal passato e che alimentano una continua ed esasperata conflittualita'; ad avviare, oltre alle riforme delle istituzioni agricole, il confronto con le organizzazioni agricole per la definizione di provvedimenti strutturali (credito agrario, fisico, attuazione della riforma della previdenza agricola), in grado di rilanciare gli investimenti e l'innovazione del settore; a valutare l'opportunita' di estendere, in forme nuove e piu' specifiche, al rinnovamento del parco macchine in agricoltura, i provvedimenti predisposti gia' per il rinnovo delle auto; a procedere rapidamente, anche attraverso modifiche procedurali, alla attivazione di tutti i fondi stanziati e non spesi, europei e nazionali (Ribs, eccetera); a risolvere tutti i contenziosi giuridici formali che bloccano gli aiuti gia' deliberati dall'Aima e non erogati. (1-00082)

 
Cronologia
mercoledì 22 gennaio
  • Politica, cultura e società
    La Corte di cassazione conferma le condanne ad Adriano Sofri, Giorgio Pietrostefani ed Ovidio Bompressi per l'omicidio del commissario Calabresi.

mercoledì 29 gennaio
  • Politica, cultura e società
    La polizia interviene a Milano contro il blocco stradale degli allevatori, la Lega Nord si schiera al fianco dei produttori di latte. Il 30 il Consiglio dei Ministri stabilisce le misure di sostegno agli allevatori, tra cui la rateizzazione delle multe.