Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00380 presentata da BORGHEZIO MARIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970128
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'interno e di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: l'inchiesta giudiziaria scaturita a seguito dell'incendio dello stupendo teatro "La Fenice" di Venezia - ritenuto a ragione il piu' bel teatro del mondo - contiene alcuni elementi di fatto e procedurali che aggiungono ulteriori dubbi su una vicenda che risulta ancora tutta da chiarire, con preoccupanti possibili sviluppi in direzione mafiosa; infatti, nonostante sia noto che, nell'ipotesi dell'origine dolosa dell'incendio, il magistrato inquirente stia seguendo con molta attenzione gli indizi che portano ad una pista di mafia, il sindaco di Venezia con molta superficialita' ha categoricamente dichiarato: "Cosa Nostra ha bruciato la Fenice? E' come se mi dicessero che e' stata un'astronave di extraterrestri"; emerge inoltre l'anomalia della posizione del sindaco di Venezia che: da un lato, e' firmatario della deliberazione 8 febbraio 1996, con cui la civica amministrazione ha nominato i propri difensori, nelle persone dell'avvocato Antonio Franchini, in unione con i dottori Monica Gazzola, Giovanni Battista Muscari Tomaioli e Tommaso Bortoluzzi del foro di Venezia, per la costituzione di parte civile nel processo; dall'altro lato e' stato raggiunto da una informazione di garanzia per i delitti di cui agli artt. 451 e 449 del codice penale in relazione ai fatti citati in premessa; molto stranamente, i consulenti tecnici di parte nominati dal comune di Venezia nell'espletata consulenza tecnica d'ufficio disposta sull'incendio del teatro "La Fenice" alla magistratura veneziana, hanno rilasciato (Il Gazzettino del 21 dicembre 1996, pagina 3, della cronaca di Venezia) le seguenti sorprendenti dichiarazioni: "non ci sono dubbi sul dolo (...) l'incendio e' stato sicuramente appiccato (...) l'esclusione del dolo? Un giochetto logico, come provare che il bianco e' nero e il nero e' bianco. Ma la verita' e' un'altra, quella che hanno dimostrato i periti dell'accusa: la Fenice e' stata bruciata (...) L'andamento rapido dell'incendio non lascia dubbi sul dolo"; contrariamente a queste dichiarazioni, il magistrato inquirente dottor Casson sta lavorando intorno a due ipotesi, inquirente quella dell'incendio doloso e quella dell'incendio colposo, perseguendo con tenacia entrambe le piste, e non escludendone anzi il concorso; altrettanto stranamente, la difesa del comune di Venezia ha chiesto l'estromissione di un'altra parte offesa dal processo, senza indicarne il motivo; nella motivazione del rigetto di questa istanza, il pubblico ministero veneziano scrive testualmente che: "non e' dato di capire il motivo di interesse della parte offesa comune di Venezia nel richiedere l'estromissione in questione", ed aggiunge che "ritenuto che il delitto di cui agli artt. 423-449 codice penale sia plurioffensivo; rigetta la richiesta" -: quali siano le valutazioni del Governo in ordine all'ipotesi che il grave sinistro sia da ricollegarsi all'attivita' ed alla presenza a Venezia di pericolosi terminali delle organizzazioni criminali di stampo mafioso (cosa nostra); quali provvedimenti intendano attuare al riguardo e se in particolare il Ministro dell'interno, in considerazione dei fatti preoccupanti sopra descritti, che riguardano il ruolo del sindaco e dell'amministrazione di Venezia nell'inchiesta in corso sulle cause che hanno determinato l'incentivo del teatro "La Fenice", intenda valutare l'opportunita' di procedere alla rimozione del professor Massimo Cacciari dalla carica di sindaco di Venezia e da quella di presidente del consiglio di amministrazione del teatro "La Fenice". (2-00380)