Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/00657 presentata da CANGEMI LUCA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970128
Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: a partire dal 1^ gennaio 1992 vengono rese operative cinque societa' regionali costituite dalla Ericsson/Fatme nelle realta' territoriali dove erano presenti uffici lavori della stessa Fatme. Ad esse vengono assegnate le attivita' di installazione in tecnica elettromeccanica. Le societa' suddette prendono il nome di IntelMe (Mestre) IntelNa (Napoli), IntelBa (Bari), IntelPa (Palermo), IntelCat (Catania). Fra queste - con la partecipazione della stessa Ericsson - si costituisce il consorzio IntelCom, cui viene demandato il compito di coordinare l'attivita' delle consorziate; un accordo siglato nell'agosto 1994, in sede ministeriale, tra le organizzazioni sindacali e la Ericsson telecomunicazioni S.p.A. dispone la cessione alle consorziate IntelCom da parte dell'Ericsson delle attivita' di montaggio in tecnica elettronica; la IntelCat viene inserita nell'operazione di trasferimento dell'elettronica Ericsson solo grazie alle iniziative di lotta dei lavoratori; si e' gia' infatti manifestata una tendenza a depotenziare l'azienda catanese; una tendenza confermata dall'adozione da parte della dirigenza IntelCat, immediatamente dopo le vicende descritte, di provvedimenti di Cassa integrazione, e poi, nel marzo 1995 dall'aver dato inizio da parte della stessa alla procedura di licenziamento per settanta lavoratori; un ulteriore accordo intervenuto nel luglio del 1995 stabilisce - insieme al ricorso alla cassa integrazione - una serie di strumenti per la salvaguardia dell'occupazione, tra cui l'utilizzo delle norme sui lavori socialmente utili. Questi impegni sono del tutto rimasti sulla carta, si e' anzi sviluppata una gestione - a partire dall'abuso degli straordinari - del tutto incurante della salvaguardia dei livelli occupazionali; nonostante queste vicissitudini, nei mesi successivi si registra una forte ripresa dell'attivita dell'IntelCat, risultato ottenuto unicamente grazie alla grande professionalita' ed all'impegno dei lavoratori, professionalita' ed impegno riconosciuti esplicitamente anche da Telecom su commissione della quale le consorziate IntelCom eseguono i lavori; ma il 30 dicembre 1996 una nuova ripartizione - promossa dalla Ericsson - delle aree territoriali di intervento per le consorziate IntelCom penalizza gravemente la IntelCat, sottraendole l'area della Sicilia centro-orientale di sua tradizionale e naturale competenza, per assegnarla all'omologa palermitana IntelPa. All'IntelCat vengono riservati, oltre alla sola citta' di Catania i lavori in Lombardia ed Emilia- Romagna; la decisione appare non solo pesantemente penalizzante per i lavoratori e per le prospettive produttive, ma anche del tutto illogica, aggravando immotivatamente una serie di costi aziendali - basti pensare all'indennita' di trasferta - da assicurare ai dipendenti costretti a lavorare quasi esclusivamente in aree geografiche assai lontane; appare dunque chiara una volonta' di liquidare l'azienda, volonta' motivata da finalita' oscure, considerate le confortanti prospettive di sviluppo e il riconosciuto patrimonio di professionalita' dei lavoratori. A questo proposito, non possono non destare inquietudine e preoccupazione le continue e assai poco trasparenti mutazioni dell'assetto societario dell'IntelCat S.r.l.; il possesso di una quota maggioritaria di un'azienda come l'IntelCat, che e' titolare di un'attivita' di grande valore, da parte di una societa' - come la "Teleimpianti" - dal capitale sociale di poche decine di milioni, la presenza di societa' - come la "Teletecno" - la cui attivita' risulta addirittura sospesa, il continuo avvicendarsi nella proprieta' di sigle diverse cui sembrano far riferimento pero' sempre i medesimi soggetti sono alcuni fra i numerosi elementi che negli anni - come hanno denunciato le organizzazioni sindacali - hanno caratterizzato un quadro certamente non lineare; riguardo alle ultime vicende, inoltre, non possono che essere rilevati con preoccupazione gli intrecci che sembrano emergere fra gli assetti proprietari dell'IntelCat e quelli dell'IntelPa; siamo di fronte, dunque, ad attivita' in settori fondamentali come le telecomunicazioni - per di piu' con un rapporto esclusivo con imprese pubbliche - la cui gestione e' caratterizzata piu' dalla speculazione che da accorte politiche industriali; tutto cio' accade, inoltre, in un'area del paese colpita da una gravissima crisi sociale, economica e produttiva, e che ha disperato bisogno, per delineare un futuro diverso, della presenza di attivita' ad alto contenuto tecnologico -: quali iniziative immediate intendano adottare per salvaguardare i livelli occupazionali e per impedire che venga disperso un grande patrimonio di professionalita'; se si intenda operare in modo incisivo affinche' vengano assicurate la trasparenza degli assetti proprietari e la finalizzazione dei programmi aziendali ad obiettivi di sviluppo. (3-00657)