Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01488 presentata da ORTOLANO DARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970129
Ai Ministri del tesoro, dell'industria, del commercio ed artigianato e delle poste e telecomunicazioni. - Per sapere - premesso che: il 6 agosto 1996 il Consiglio dei ministri indicava gli impegni che il Governo avrebbe assunto in preparazione della vendita della Stet sul mercato e gli obiettivi strategici del processo di privatizzazione come segue: costituzione dell'authority; promozione della liberalizzazione del mercato; definizione della futura struttura del settore telecomunicazione; creazione di una azienda fortemente competitiva, con un nocciolo duro di azionisti italiani e con una forte presenza di soci stranieri; vendita separata, in caso di convenienza, della Seat (divisione operativa della Stet) avviandone da subito il processo di scissione della Stet; ferma restando la contrariet.f2 e l'opposizione del Partito della rifondazione comunista alla privatizzazione di aziende operanti nei settori strategici per lo sviluppo del Paese, si deve comunque rilevare che le modalita' con le quali si sta attuando il processo di privatizzazione della Seat non risultano coerenti con gli obiettivi dichiarati in quanto: a) manca un piano di politica industriale utile a garantire il mantenimento della competitivita' e dei livelli occupazionali aziendali; b) risulta sottovalutata l'importanza strategica di Seat testimoniata, per contro, dalla presenza tra le potenziali cordate dei gruppi quali France Telecom, British Telecom ed altre importanti multinazionali operanti nel settore delle telecomunicazioni; c) non esistono presupposti utili a garantire a Seat continuita' di sinergie di politica industriale, con particolare riferimento a Telecom Italia, per la concessione della vendita della pubblicita' sugli elenchi telefonici alfabetici, dalla quale proviene il quarantacinque per cento circa degli attuali ricavi della Seat; d) non risulta dichiarato, ne' tantomeno definito, quel limite di convenienza dettato dal Consiglio dei ministri cui subordinare la vendita della Seat; si prospetta una debole collocazione della Seat sul mercato e, comunque, una vendita sui valori ritenuti inadeguati (circa duemilatrecento miliardi ripartibili all'azionista pubblico con una quota del 61 per cento) agli utili storicamente prodotti: oltre quattromila miliardi negli ultimi otto anni, di cui millecento circa nell'ultimo biennio; cio' anche per effetto della decisione di far riconfluire nella nuova Seat rami di attivita' (vedi concessionario MMP), con forti perdite di bilancio; mancano, nella delicata fase di transizione in corso, garanzie di continuita' ed efficacia di gestione dell'azienda, il cui governo risulta ancora affidato ad un consiglio di amministrazione e ad un amministratore delegato appartenente al gruppo Iri o a dipendenti di aziende del gruppo stesso e, quindi, del tutto estranei alla nuova Seat spa, ed al ministero del tesoro, attuale proprietario della maggioranza del pacchetto Seat; e' importante assicurare per la Seat: a) continuita' ed efficacia di gestione; b) dinamica di sviluppo e sinergie di politica industriale della propria quotazione di mercato -: se e come il Governo intenda agire al fine di: 1) sospendere il processo di privatizzazione non ancora perfezionato; 2) riconsiderare e riallocare il processo stesso alla luce e nell'ambito dell'operazione di fusione tra STET e Telecom. (5-01488)