Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01513 presentata da COVRE GIUSEPPE (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970130
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: secondo quanto pubblicato dal Corriere della Sera del 23 gennaio 1997, nel 1996 la Guardia d finanza ha scoperto redditi occultati per trentaseimila miliardi e violazioni Iva per cinquemila miliardi. Rispetto al 1995, le "fiamme gialle" hanno rinvenuto un volume maggiore di tasse non pagate (ottomila miliardi di maggior reddito accertato); nella rete sono finiti oltre 5.200 evasori, di cui 3.217 evasori "totali" nuovi, cioe' completamente sconosciuti al fisco (nel 1995, invece gli evasori "totali" stanati sono stati 2.714) e 2067 evasori "paratotali", ovvero contribuenti che non hanno inserito nella dichiarazione dei redditi parti significative della loro attivita'; sempre in base ai dati riportati dal succitato articolo, e' anche vero pero' che negli ultimi venti anni sono stati accumulati dallo Stato rimborsi fiscali per oltre cinquanta mila miliardi: 7.443 miliardi di Irpef, 21.050 miliardi di Irpeg, 3.489 miliardi di Ilor. Tra le regioni che attendono il maggior numero di rimborsi Iva sono ai primi posti la Lombardia, con sessantaquattromila richieste, pari a oltre 3.200 miliardi di lire, ed il Veneto con quarantatre'mila richieste, pari a oltre 1.600 miliardi, mentre al sud primeggia la Sicilia, con diciannovemila richieste, pari a seicentottanta miliardi; per quanto concerne il meccanismo di controllo, la Guardia di finanza, al termine di accertamenti e rilievi, stende un "processo verbale di constatazione". Gli uffici fiscali Iva e delle imposte dirette recepiscono interamente i rilievi fatti dalla Guardia di finanza e notificano gli avvisi di rettifica o di accertamento al contribuente, applicando le sovraimposte con le relative sanzioni. In tutto questo procedimento il contribuente non viene mai interpellato, ne' dalla Guardia di Finanza al momento della stesura del processo verbale, ne' dagli uffici fiscali Iva e imposte dirette al momento della notifica; ne consegue che, in caso di rilievi assurdi, inesistenti, talvolta addirittura privi di qualsiasi logica contabile-aziendale, il contribuente non e' in condizione di controbattere ne' di difendersi, bensi' puo' - e soltanto dopo che gli uffici fiscali gli hanno notificato l'avviso di accertamento - ricorrere in Commissione tributaria provinciale; a questo punto, pero', il contribuente, prima ancora che il suo ricorso venga preso in esame, riceve una cartella esattoriale e quindi si trova "costretto" a pagare il cinquanta per cento delle imposte derivanti dal processo verbale di constatazione redatto dalla Guardia di finanza. Detto in altri termini, il contribuente, senza che gli sia data possibilita' di proferire parola, e' costretto a pagare meta' imposte per evasioni inesistenti; a dimostrazione che molto spesso i rilievi effettuati dalla Guardia di finanza sono infondati c'e' il fatto che moltissimi ricorsi vengono accolti dalle commissioni tributarie. Da cio' deriva l'esoso importo che lo Stato deve ancora rimborsare; se l'ammontare dei rimborsi Irpef, Irpeg, Ilor e Iva dovuti dallo Stato riportati dall'articolo menzionato corrisponda al vero; se non ritenga corretto che il contribuente debba essere ascoltato prima che gli uffici emettano gli avvisi di accertamento, facendo propri i rilievi eseguiti dalla Guardia di finanza; se non ritenga che questo comportamento arbitrario vada contro i principi elementari di equita' e uguaglianza; quale sia l'opinione in merito alla possibilita' di chiudere moltissime controversie con un serio contraddittorio tra il contribuente, il suo consulente e persone competenti degli uffici fiscali, considerato che questa procedura porterebbe ad immediati incassi per il fisco di quanto dovuto, ad una notevole riduzione dei ricorsi in commissione tributaria, e ad una rapida chiusura della controversia con minori oneri di procedura per il contribuente. (5-01513)