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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00089 presentata da PAISSAN MAURO (MISTO) in data 19970204

La Camera, premesso che: le proteste degli allevatori hanno mostrato solo una minima parte del malessere e delle difficolta' operative che condizionano negativamente l'agricoltura italiana. Il buon senso e la responsabilita' della gran parte degli agricoltori aderenti alle manifestazioni hanno permesso alla societa' civile e politica di interessarsi finalmente dei gravi problemi del settore primario, evitando per lo piu' che si verificassero inaccettabili prevaricazioni; il Governo ha saputo svolgere un'utile opera di mediazione e ha permesso che gli agricoltori manifestassero senza negative conseguenze la loro indignazione nei confronti di un modo di lavorare sempre piu' condizionato da obblighi burocratici; da questa vicenda e' giunto un preoccupante messaggio: dei veri e specifici problemi del mondo agricolo, di quelli che gravano sulle spalle degli agricoltori, il Governo non riesce ad avere una puntuale conoscenza e un'attendibile cognizione di causa; comunque ne conosce solo una parte, quella filtrata da sistemi intermedi della comunicazione e che non sempre rappresentano una realta' identica a quella che i contadini affrontano sul campo. Emblematica e' stata la indeterminatezza e la genericita' con cui ha definito la vicenda quote latte: al pari dei media, ha spesso dichiarato che i produttori devono pagare la multa che impone l'Unione europea. E' grave aver lasciato circolare questa imprecisa affermazione, poiche' tutti sanno che l'Unione europea non ha imposto alcuna multa agli agricoltori; e' vero invece che essa esige dagli Stati membri che i medesimi sorveglino il proprio primario agricolo e adottino misure dissuadenti che scoraggino tutti i comportamenti che tendono ad infrangere i vincoli della politica agricola comune (Pac); nel caso in oggetto, l'Unione europea ha sanzionato gli agricoltori, ma ha da tempo disposto meccanismi di autodisciplina affinche' ognuno produca quantitativi di latte entro i limiti che sono stati assegnati. L'agricoltore sa, o meglio dovrebbe sapere, quanto puo' produrre e sa che, quando oltrepassa la sua quota, deve versare il prelievo supplementare, che per legge deve avvenire automaticamente ed in tempo reale, e non, come e' accaduto, a fine campagna produttiva, come se fosse una multa; e' doveroso esortare non solo il Governo, ma tutta la classe politica italiana a prestare piu' attenzione alla nostra agricoltura; essa sta attraversando la fase piu' delicata del passaggio dalla vecchia politica dell'assistenza a quella della nuova Pac, levata alla razionalita' ed all'autogestione, alla organizzazione comune di mercato e alle misure di accompagnamento. Il passaggio non e' indolore: significa per l'Italia adattarsi a sistemi che richiedono organizzazione amministrativa, capacita' di controllo, efficienza di elaborazione e capacita' di analisi sul campo. Bisogna ammettere che le strutture italiane non sono sempre state in grado di offrire queste prestazioni; da qui i ritardi, gli errori, i certificati inattendibili e le confusioni. La nostra passata agricoltura ha visto spesso e purtroppo potenti gruppi di potere che dal mondo produttivo sapevano trarre vantaggi diretti ed indiretti grazie a particolari gestioni da loro operate nei settori intermedi ed amministrativi. Anche questi speculatori economici hanno la necessita' di adeguare i loro sistemi alla nuova Pac ed individuare i meccanismi attraverso cui trarne ingiusti vantaggi, con la priorita' urgente di non far emergere i passati comportamenti illeciti che in questa fase di trasformazione potrebbero venire alla luce. Per loro e' fondamentale entrare nei nuovi meccanismi, riciclarvi il vecchio malcostume ed inquinare i sistemi amministrativi per speculare sui fatti generatori di aiuti; per questo hanno bisogno di tempo, di impedire l'efficienza, di creare ritardi e disfunzioni. Un chiarissimo esempio di cio' e' emerso nella vicenda delle quote latte: basti pensare all'esistenza delle "quote di carta", nelle mani di persone giuridiche totalmente estranee al mondo contadino; si e' assistito al business della quota, divenuta un effetto economico per fare grossi affari di speculazione commerciale, a prescindere dal possesso del bene cui le quote dovrebbero essere legate; la vicenda quote latte non puo' esaurirsi in un sia pure indispensabile provvedimento legislativo di urgenza; troppi e troppo gravi sono gli altri problemi che opprimono l'agricoltura italiana, le emergenze scoppiano a getto continuo e non e' ipotizzabile che si possano risolvere con misure tampone e rinvii di comodo; c'e' al contrario bisogno di misure globali e di una verifica piu' diretta del mondo della produzione di base; vanno infine esaminate le fasi di attuazione delle disposizioni amministrative e regolamentari della politica agricola, di cui occorre seguire gli sviluppi e correggere le possibili rigenerazioni; impegna il Governo: ad accertare quali siano le responsabilita' che nella vicenda quote latte sono da attribuire allo Stato e quali ai produttori, verificando in via prioritaria la posizione di quegli allevatori che hanno avuto prelievi che superano gli ottocento milioni di lire; a mettere in atto ogni utile provvedimento per rendere piu' efficienti il Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali, i suoi istituti controllati e le strutture preposte all'emissione degli atti generatori degli aiuti e dei certificati voluti dall'attuale Ocm del settore lattiero-caseario; a disporre misure idonee a rendere piu' trasparente la procedura di assegnazione delle quote latte individuali nonche' il controllo delle fasi che precedono la loro emissione; a predisporre fin d'ora i provvedimenti necessari per favorire il settore lattiero-caseario italiano in vista della prossima riforma della Ocm latte, in modo che si favorisca l'esclusione dal vincolo della quota di chi si impegna nella conversione delle attivita' agricole del settore lattiero verso le produzioni biologiche e sostenibili e le produzioni destinate ai prodotti tipici, favorendo l'integrazione tra allevamento zootecnico e coltivazioni agronomiche; a continuare la trattativa intrapresa in sede comunitaria affinche' l'Italia ottenga un aumento della quota latte nazionale, come piu' volte richiesto dal Parlamento; a disporre misure che rendano maggiormente legate le quote individuali al possesso dei capi lattiferi, disincentivando quelle pratiche prevalentemente commerciali dell'affitto e della vendita. (1-00089)

 
Cronologia
giovedì 30 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Delega al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per la semplificazione amministrativa (AC 2699), che sarà approvato dal Senato l'11 marzo (legge 15 marzo 1997, n. 59 - Bassanini 1).

martedì 4 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera discute la mozione n. 1-00080, on. Franz (AN) ed altri, di sfiducia nei confronti del Ministro delle risorse agricole, alimentari e forestali Pinto, che è respinta con 311 voti contrari e 250 favorevoli.

mercoledì 5 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Si riunisce per la prima volta la Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, Massimo D'Alema è eletto presidente.