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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/07317 presentata da MOLINARI GIUSEPPE MARIO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19970206

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro del tesoro. - Per sapere - premesso che: sulle pagine di un noto quotidiano nazionale (la Repubblica di martedi' 28 gennaio 1997), si e' appreso di una trattativa interrotta tra la Banca di Roma e la Banca popolare di Lodi circa la concessione della partecipazione di maggioranza della Banca Mediterranea; il valore delle azioni, sottoscritte a quindicimila lire, si e' pressoche' dimezzato dopo pochi mesi; un socio (la Banca di Roma), rilevate dalla societa' un milione e seicentomila azioni al prezzo di lire quindicimila, ha ottenuto con effetto retroattivo la rettifica del prezzo corrispettivo, addebitando la differenza (oltre undici miliardi) sui bilanci gia' in sofferenza dell'azienda; la Banca di Roma (che sottoscrive il cinquanta per cento delle azioni della Banca Mediterranea al prezzo di lire ottomila), che si fa carico di un piano di ristrutturazione, a meta' del percorso potrebbe decidere di liquidare la propria partecipazione; a seguito delle notizie riportate in un approfondimento del Tg3 Regione-Basilicata, i vertici della Banca di Roma smentiscono che siano in corso trattative riguardanti la cessione del pacchetto di controllo -: quali iniziative intendano assumere per garantire trasparenza e correttezza sull'intera operazione, che vede interessata una banca pubblica, e per garantire i 7500 piccoli azionisti che, allo stato, non vedono tutelato in alcuna forma il loro diritto a veder protetto dagli istituti di vigilanza del sistema creditizio il loro patrimonio finanziario investito nella Banca Mediterranea passata sotto il controllo di una banca pubblica come la Banca di Roma. (4-07317)

Si risponde all'interrogazione indicata in oggetto, concernente l'ipotesi di cessione del pacchetto di maggioranza della Banca Mediterranea da parte della Banca di Roma e le variazioni intervenute nel valore delle azioni. Al riguardo, sentita la Banca d'Italia, si fa presente che la Banca Mediterranea, la quale ha iniziato ad operare nell'agosto 1992, e' il risultato della fusione tra la Banca Popolare di Pescopagano e Brindisi e la Banca di Lucania. All'atto della costituzione, il capitale sociale risultava essere pari a lire 138.574.800.000, diviso n. 27.714.960 azioni del valore nominale di lire 5.000 cadauna. In data 29 gennaio 1993, alla Banca Mediterranea e' stato rilasciato il previsto benestare per un aumento di capitale mediante emissione di azioni del valore nominale unitario di lire 5.000. L'operazione e' stata attuata per mezzo dell'offerta dei titoli in opzione ai soci - con diritto di prelazione sulle azioni rimaste inoptate - in ragione di 1 azione ogni 2 possedute, al prezzo unitario complessivo di lire 14.000, nonche' con l'offerta al pubblico delle azioni non optate ne' sottoscritte nell'esercizio della prelazione, a lire 16.000 cadauna. Per effetto delle sottoscrizioni realizzate, a fine dicembre 1993, il capitale si attestava sui 190 miliardi di lire circa. Il bilancio relativo al primo esercizio della Banca Mediterranea si e' chiuso con un utile netto, che in parte e' stato destinato alle riserve e per l'ammontare residuo, incrementato di una somma derivante dall'utilizzo della voce patrimoniale "sovrapprezzo azioni", e' stato distribuito tra i soci a titolo di dividendo. Nel febbraio 1994, a causa degli aspetti di problematicita' che caratterizzavano la situazione tecnica della banca, con particolare riferimento al comparto degli impieghi, sono stati avviati accertamenti ispettivi di vigilanza. Nell'aprile 1994, la CR Roma Holding, in qualita' di capogruppo del gruppo creditizio Cassa di Risparmio di Roma, ha avanzato istanza volta ad ottenere l'autorizzazione ad acquisire, tramite la controllata Banca di Roma, il 30 per cento del capitale della Banca Mediterranea. L'operazione, deliberata dal Consiglio di Amministrazione della Banca di Roma nel corso della seduta del 9 marzo 1994, risultava cosi' articolata: acquisto iniziale di 1.600.000 azioni proprie, detenute in portafoglio dalla Banca Mediterranea (pari al 4,22 per cento del capitale) ad un prezzo di lire 15.000 per azione, per un controvalore complessivo di lire 24 miliardi; la compravendita era "risolutivamente condizionata" alla mancata realizzazione di un successivo aumento di capitale riservato alla Banca di Roma, per un importo tale da consentire di detenere nel complesso una interessenza pari al 30 per cento del capitale della banca lucana. Il prezzo di emissione avrebbe dovuto essere stabilito da una primaria merchant bank o societa' di revisione; su tale aspetto la C.R. Roma Holding si era riservata di far conoscere, non appena determinato, il complessivo onere a carico dell'ente creditizio interessato; stipula di un patto parasociale tra il gruppo "Somma", cui faceva capo il 32,38 per cento del capitale della Banca Mediterranea, e la Banca di Roma, attraverso il quale quest'ultima avrebbe acquisito di fatto il controllo dell'azienda lucana. Su tale progetto la Banca d'Italia aveva concesso, nel maggio 1994, un benestare di massima, riservandosi, tuttavia, di esprimere le proprie definitive valutazioni, una volta acquisite le indicazioni sull'esatta quantificazione degli oneri complessivi connessi con l'operazione. Successivamente, alla luce dello sfavorevole esito degli accertamenti ispettivi di vigilanza, conclusisi nel giugno 1994, i quali avevano, tra l'altro, evidenziato, con riferimento al 31 dicembre 1993, sofferenze di notevole entita', la Banca d'Italia aveva rappresentato l'esigenza di imporre una decisa svolta nella conduzione aziendale, da realizzare attraverso l'apporto di nuovi fondi patrimoniali, risorse tecniche e manageriali da parte di un organismo di elevato standing, al quale affidare la gestione della banca. L'azienda era stata, pertanto, invitata a riconsiderare gli accordi stipulati nel marzo del 1994 con la Banca di Roma, al fine di potenziare la propria dotazione di mezzi patrimoniali. I termini del nuovo accordo e la fissazione del prezzo relativo al previsto aumento di capitale sono stati approvati dai Consigli di Amministrazione della Banca di Roma e della Banca Mediterranea nelle sedute, rispettivamente, del 16 e del 18 novembre 1994. L'operazione, perfezionata il 13 febbraio 1995, prevedeva: un aumento di capitale sociale della banca lucana mediante emissione di n. 35 miliardi di azioni al prezzo di lire 8.000, interamente riservato alla Banca di Roma. A seguito di tale operazione, l'azienda romana acquisiva un interessenza del 50,03 per cento nel capitale della banca emittente; il corrispondente adeguamento da lire 15.000 a lire 8.000 del prezzo unitario delle n. 1.600.000 azioni, gia' acquisite dalla Banca di Roma a parziale esecuzione del citato accordo del marzo 1994; il conseguente conguaglio in favore di quest'ultima sarebbe potuto avvenire attraverso il pagamento dell'intera differenza, ovvero in parte in contanti ed in parte attraverso la cessione, al prezzo di lire 8.000, di ulteriori azioni che la Banca Mediterranea deteneva in portafoglio; l'assegnazione gratuita a tutti gli azionisti della Banca di un "warrant" per ogni azione posseduta, da esercitare entro tre anni dall'emissione; tali "warrant" incorporavano il diritto di acquisire nuove azioni della banca stessa ad un prezzo unitario, fissato in lire 9.000 per la Banca di Roma ed in lire 8.000 per gli altri azionisti. Nell'ambito del piano strategico elaborato dalla Banca di Roma per il triennio 1996/1998, le linee definite con riferimento alla Banca Mediterranea prevedono "dapprima un suo rilancio autonomo (sul piano commerciale, dell'efficienza interna e della solidita' reddituale e patrimoniale) e, in un secondo momento, la possibilita' di effettuare valutazioni in merito ad un eventuale riposizionamento nel gruppo o a possibili opportunita' di mercato". Con riferimento al primo punto, si fa presente che la Capogruppo C.R. Roma Holding ha comunicato, nel mese di gennaio 1996, a seguito di esplicite richieste sulle misure di risanamento avviate, che sono state adottate dalla Banca di Roma una serie di iniziative, sul piano strutturale, organizzativo e su quello relativo all'operativita' aziendale, volte essenzialmente a ridurre la rischiosita' del portafoglio crediti e a potenziare l'affidabilita' della struttura. Al 31 dicembre 1996, l'azienda segnalava, infatti, sofferenze in ordine agli impieghi e notevoli svalutazioni sulle posizioni. Il Sottosegretario di Stato per il tesoro, il bilancio e la programmazione economica: Roberto Pinza.



 
Cronologia
mercoledì 5 febbraio
  • Parlamento e istituzioni
    Si riunisce per la prima volta la Commissione bicamerale per le riforme istituzionali, Massimo D'Alema è eletto presidente.

mercoledì 19 febbraio
  • Politica, cultura e società
    Si apre a Roma il congresso del PDS. Il 23 febbraio D'Alema è eletto segretario del partito con l'88% dei voti.