Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00392 presentata da PITTELLA GIOVANNI SAVERIO (DEMOCRATICI DI SINISTRA - L'ULIVO) in data 19970210
I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri dei lavori pubblici e dell'interno con incarico per il coordinamento della protezione civile, per sapere - premesso che: con circolare del 4 dicembre 1987, il Ministro dei lavori pubblici ha emanato "Prescrizioni inerenti l'applicazione del regolamento sulle dighe di ritenuta approvato con decreto del Presidente della Repubblica 1^ novembre 1959, n. 1363"; tali prescrizioni comprendono una serie di procedure e di misure volte a garantire la sicurezza degli invasi artificiali e dei territori da essi dominati ed a consentire la predisposizione di piani di protezione civile in vista di eventuali situazioni di pericolo per le popolazioni; fra l'altro, le prescrizioni prevedono che si debbano determinare le caratteristiche dell'onda di piena e l'individuazione delle aree soggette ad allagamento, ai fini della protezione civile, sia per effetto di manovre degli organi di scarico che di ipotetico collasso dello sbarramento; per le dighe progettate dopo la data della circolare, tali adempimenti debbono essere rispettati in sede di progetto. Per gli sbarramenti gia' esistenti a quell'epoca, tali adempimenti avrebbero dovuto essere espletati entro il termine di diciotto mesi (per il foglio di condizioni per l'esercizio e la manutenzione) o di cinque anni (per la valutazione dell'onda di piena e delle zone soggette ad allagamento) a cura dei concessionari, o comunque dei proprietari; il numero di opere di sbarramento nel nostro paese e' assai elevato (oltre mille); elevato e' anche il numero di soggetti concessionari o proprietari, non tutti in condizione di efficienza tecnico-gestionale e dotati di risorse finanziarie adeguate, condizioni la cui realizzazione e' il presupposto della legge n. 36 del 1994, per i servizi idrici a scopo civile e della improrogabile esigenza di riformare gli enti di bonifica e irrigazione; nel Mezzogiorno, in particolare, alla generalizzata carenza di strutture imprenditoriali nel campo dei servizi idrici ed alla crisi degli enti irrigui, si e' sovrapposta la cessazione dell'intervento straordinario senza che ancora si siano organizzate adeguate tecnostrutture; va ricordato infatti che presso la Cassa per il mezzogiorno era insediata una sezione speciale del servizio dighe, allora facente capo al Ministero dei lavori pubblici, oggi invece ai servizi tecnici nazionali, e che numerosi impianti, da poco terminati o ancora in via di completamento, sono stati trasferiti dalla competenza della Agensud a soggetti diversi; va aggiunto che nel territorio delle regioni del Mezzogiorno non sono previste autorita' di bacino di rilevanza nazionale e non sono state costituite, o sono per lo piu' inoperanti, le autorita' di bacino di livello regionale o interregionale che, ai sensi della legge n. 183 del 1989, sono titolari anche dei piani di manutenzione delle opere di sicurezza; esiste quindi legittimamente la preoccupazione che gli adempimenti previsti dalla citata circolare siano stati correttamente attuati e abbiano dato luogo, da parte delle autorita' competenti, a specifici piani di protezione civile e di gestione del territorio, specie per quanto attiene alla determinazione di vincoli urbanistici -: se tutti gli adempimenti previsti dalla circolare del Ministero dei lavori pubblici 4 dicembre 1987, n. 352, siano stati espletati per tutte le opere di ritenuta oggi esistenti sul territorio nazionale, anche se non collaudate; se per tutte le opere di ritenuta sia inequivocabilmente individuato il soggetto titolare degli adempimenti e se essi abbiano adempiuto efficacemente alle prescrizioni dettate dalla circolare a carattere episodico e adempiano regolarmente a quella a carattere periodico; se il dipartimento della protezione civile abbia provveduto a predisporre o far predisporre piani di emergenza per le zone soggette ad allagamento, identificate dagli studi previsti dalla circolare; se le regioni e gli enti locali siano stati informati della necessita' di tenere conto delle risultanze di tali studi in sede di pianificazione del territorio; quali siano i provvedimenti che si intenda assumere per far fronte ad eventuali carenze e per assicurare un adeguato livello di sicurezza idraulica sull'intero territorio nazionale; quali siano in particolare le misure da adottare nelle regioni del Mezzogiorno per assicurare il completo rispetto della normativa anche nei casi in cui gli enti titolari delle opere siano in difficolta' tecnico-finanziaria. (2-00392)