Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00391 presentata da BORGHEZIO MARIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19970210
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: il tribunale di Monza (n. 43/97 Reg. Sent. dep. in data 27 gennaio 1997) dopo una rapidissima istruttoria, ha pronunziato avverso il segretario federale della lega nord per l'indipendenza della Padania onorevole Umberto Bossi una sentenza di condanna a pena pecuniaria ed a pesante risarcimento danni puramente sulla base di affermazioni, allo stesso attribuite e riportate sul quotidiano Il Giornale pronunziate nel corso di un comizio pubblico; come si legge nella motivazione della sentenza, le frasi incriminate, indirizzate nel comizio dall'onorevole Bossi a Di Pietro, sono le seguenti: "A lui regaleremo una valigia di cartone, perche' fa rima con terrone", e un'altra in cui il Di Pietro viene indicato come colpevole di "lavorare contro la Lega"; e' assolutamente evidente che la prima delle due frasi ha carattere puramente ironico e che in tale contesto l'espressione "terrone" va intesa in senso scherzoso e non necessariamente offensivo in cui, come risulta dai dizionari, viene usato comunemente nell'Italia settentrionale; molto gravemente, nella sentenza de quo questo termine viene invece caricato di una valenza del tutto sconosciuta alla civilta' delle popolazioni delle regioni del nord Italia - di cui la Lega ed il suo segretario federale intendono essere rigorosa espressione - in quanto il tribunale di Monza, si spera per la prima e l'ultima volta in un cosi' solenne atto, collega l'uso del vocabolo "terrone" ad una discriminatoria definizione di "gruppo etnico inferiore"; inoltre, il giudizio espresso nei confronti delle finalita' politiche antileghiste di Di Pietro appare in tutta evidenza, dall'espressione citata in sentenza, come un giudizio squisitamente politico, che rientra perfettamente nei diritti e nei doveri di un parlamentare e, ancor di piu', di un leader politico; fin dai primordi, la Lega nord per l'indipendenza della Padania si e' fatta interprete in tutte le sedi istituzionali dell'esigenza delle popolazioni da essa rappresentate di essere liberate da una vera e propria occupazione scientifica, di puro stampo coloniale, degli organici della magistratura (come pure di quelli degli altri pubblici uffici) da parte di persone provenienti da altre regioni -: se, pur nel rispetto piu' assoluto della perfetta autonomia dell'ordine giudiziario, non intenda valutare, con adeguata puntuale disamina, la gravita' e la pericolosita' dell'uso dello strumento giudiziario per realizzare non solo e non tanto una discriminazione, di per se' gia' inaccettabile ed incostituzionale, a danno di un esponente politico che rappresenta, in quanto segretario federale, un movimento votato da milioni e milioni di cittadini-elettori dell'Italia settentrionale, ma anche e soprattutto un pericoloso precedente che, introducendo surrettiziamente in una sentenza elementi di valutazione chiaramente viziati da pregiudizio di natura etnica, ingenera o, per meglio dire, conferma la crescente diffidenza e sfiducia dei cittadini delle regioni del Nord nei confronti della giustizia italiana, che appare ora all'interpellante non solo piu' genericamente "ingiusta", ma anche razzista. (2-00391)