Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00093 presentata da DELFINO TERESIO (MISTO) in data 19970210
La Camera, premesso che: una moderna agricoltura rappresenta un comparto strategico nello sviluppo dell'intera economia. L'attivita' agricola contribuisce direttamente e indirettamente alla crescita della ricchezza nazionale. Una quota importante del reddito prodotto nel Paese e' originata dal sistema agroalimentare; egualmente l'occupazione agricola e quella connessa alle attivita' indotte coinvolgono ampie fasce della popolazione attiva su tutto il territorio nazionale; alle funzioni economico-produttive dell'agricoltura si aggiungono quelle socio-culturali, ambientali e di difesa del territorio; la societa' italiana necessita, oggi piu' che mai, di una realta' rurale viva, caratterizzata dalla presenza umana e produttiva dell'azienda agricola a conduzione familiare, che va valorizzata sul piano economico, arricchita nella quantita' e nella qualita' dei servizi, tutelata nella sua identita' culturale e nel sistema dei valori propri della sua tradizione; il sistema agro-alimentare - l'agricoltura in senso stretto, l'industria alimentare, il settore della commercializzazione e della distribuzione dei prodotti alimentari e le attivita' indotte nei settori produttivi di beni ad uso singolo (fitofarmaci e fertilizzanti) e di investimento (macchine agricole e macchine per l'industria alimentare) - potra' acquistare nel futuro un peso crescente se sorretto da adeguate politiche; il processo di industrializzazione ha portato una trasformazione del sistema modificando i rapporti tra le componenti interne, trasformazione evidenziata, tra l'altro, dal livello assunto dalle produzioni trasformate rispetto a quella di base; le modificazioni non sono avvenute in modo uniforme nell'ambito del territorio. Mentre in alcune zone i legami assumevano validita' di livello europeo, sia a monte sia a valle della produzione primaria, in altre zone acquistavano una qualche consistenza solo i movimenti sul fronte tecnologico e sull'impiego di mezzi tecnici, mentre quelli a valle rimanevano e rimangono ancora oggi ancorati a condizioni tradizionali; ha assunto importanza il fenomeno della pluriattivita' delle imprese agrarie a conduzione familiare, con conseguenze non trascurabili in termini di organizzazione del lavoro in azienda e di ordinamenti produttivi, nonche' per la combinazione di fonti di reddito e forme di lavoro differenziate; la politica agraria comunitaria e l'internazionalizzazione dei mercati hanno, da un lato, impedito significativi aumenti di produzione nei comparti per i quali l'Italia e' strutturalmente deficitaria, come nel caso delle quote latte, e dall'altra hanno accresciuto la difficolta' nei settori a vocazione esportatrice. A questi vincoli si e' aggiunto un condizionamento di natura tecnica: le produzioni italiane per le quali sussistono valide nozioni tecnologiche sono sottoposte a crescenti vincoli di mercato, mentre quelle con migliori prospettive di sbocco commerciale risentono pesantemente di carenze tecnico-strutturali; e' indispensabile portare avanti questo processo di ammodernamento strutturale, di collegamento tra la produzione ed il mercato, in tutte le zone della penisola, in modo che ovunque i redditi degli imprenditori siano legati non solo alla produzione primaria, ma anche alla sua valorizzazione industriale ed agli effetti di un vastissimo e capillare indotto commerciale, ossia alla forza commerciale del sistema; si registra uno sfavorevole andamento della "ragione di scambio" degli agricoltori, poiche' ad una stagnazione dei prezzi di mercato fa riscontro una crescita dei prezzi dei fattori di produzione acquistati; considerato che: il completamento del mercato unico e la progressiva integrazione economica e monetaria fra i paesi dell'Unione europea richiedono una fattiva azione da parte del Governo e del Parlamento, volta a favorire una maggiore competitivita' del nostro sistema agro-alimentare sul mercato europeo e mondiale; cio' implica l'attuazione di un adeguato piano agro-alimentare, capace di migliorare le sinergie fra la produzione agricola, la trasformazione industriale e la commercializzazione dei nostri prodotti; un ruolo significativo nell'evoluzione del sistema agricolo sara' infatti determinato dall'integrazione con l'industria di trasformazione, che e' la terza per volume d'affari tra le industrie manifatturiere italiane, la cui importanza e' ancor piu' evidente se, oltre al suo ruolo di valorizzazione della produzione agricola, si considera il suo evidente impatto sulla salute dei cittadini; e' auspicabile una valida politica territoriale nelle aree rurali, che si attui attraverso forme di coordinamento di politica agraria e di pianificazione territoriale, entrambe di competenza regionale; la despecializzazione del territorio, la terziarizzazione dell'attivita' agricola e la necessita' di ottenere forme produttive compatibili con l'ambiente sono problematiche nuove. Sul piano operativo qualsiasi nuovo strumento delle aree rurali, per essere efficace, dovra' poter differenziare nel territorio gli incentivi, specie di natura monetaria, a favore del settore agricolo e dovra', in particolare, essere valorizzata la natura multifunzionale dell'attivita' agricola; i servizi resi dal settore agricolo, attraverso il mantenimento del paesaggio, dell'assetto idrogeologico, della fruibilita' ai fini ricreativi dello spazio rurale eccetera, dovranno essere adeguatamente remunerati; rilevato che: la revisione della politica agricola comunitaria, l'inevitabile allargamento dell'Unione europea ai paesi dell'est, e la graduale globalizzazione dei mercati rischiano di determinare nel prossimo futuro riduzioni sui prezzi dei prodotti agricoli ed una complessiva diminuzione delle misure di sostegno per il settore agricolo stesso; in questo mutato contesto aumentera' considerevolmente la competizione nei confronti sia dei paesi dell'Unione europea sia nei riguardi dei paesi extracomunitari e l'agricoltura italiana potrebbe non essere in grado di affrontare tale sfida; l'agricoltura italiana soffre di alcuni specifici problemi che la penalizzano fortemente nei confronti dei paesi concorrenti; il sistema agro-alimentare soffre inoltre di pluriennale disinteresse da parte dei poteri politici, che ne sottovalutano l'importanza dal punto di vista socio-economico, occupazionale, ambientale e del commercio estero; viene inoltre riconosciuta l'importanza dell'azione di salvaguardia del territorio e dell'ambiente che l'agricoltura, e specialmente lo sviluppo alboreo, svolge, nelle aree di montagna e collinari, in relazione al dissesto idrogeologico e, nell'hinterland delle aree urbane, in relazione alla qualita' della vita; considerato altresi' che nel 1993 un referendum ha abrogato il Ministero dell'agricoltura e della foreste, prontamente sostituito dal Ministero per le risorse agricole, alimentari e forestali (Miraaf), in quanto l'appartenenza all'Unione europea imponeva, ed impone tutt'oggi, l'esistenza di un interlocutore unico con Bruxelles; la legge n. 491 del 1993, che ha dato vita al Ministero per le risorse agricole, alimentari e forestali, dettava gli ambiti di azione del nuovo ministero e il decentramento di gran parte delle competenze del vecchio ministero alle regioni; ancora oggi tale riforma e' solo parzialmente attuata, a causa anche della farraginosita' delle procedure, mentre la competizione agro-alimentare in sede europea si fa sempre piu' serrata; la medesima legge ha stabilito inoltre che tra gli enti e gli organismi controllati dal Ministero per le risorse agricole, alimentari e forestali da sottoporre a riforma vi e' anche l'Azienda di Stato per gli interventi sui mercati agricoli (Aima), la cui ristrutturazione e' quanto mai urgente, per garantire celerita' nel pagamento alle aziende agricole degli aiuti del reddito: anche in questo caso, le resistenze di gruppi di interesse hanno impedito persino la sua ristrutturazione attraverso il commissariamento. Si stanno accumulando ritardi nell'approvazione di una nuova legge di programmazione attraverso la quale individuare interventi mirati sul territorio; e' stata infatti rifinanziata solo in alcune delle azioni previste dalla precedente legge pluriennale n. 752 del 1986, con stanziamenti inferiori al ventidue per cento rispetto a quelli del 1994; impegna il Governo: a determinare gli oneri previdenziali sulla base del reale costo del lavoro, concordandoli con le parti sociali in relazione alla specificita' delle varie aree agricole; ad attuare la fiscalizzazione degli oneri sociali nelle aree svantaggiate, cosi' come individuate dall'Unione europea, al fine di favorire l'occupazione, frenare l'esodo e tutelare l'ambiente, a condizione che l'impresa agricola accetti i compiti di "guardiano ecologico"; a reimpostare un sistema di tassazione dell'impresa agricola che si basi sul concetto che la "terra" e' un bene strumentale indispensabile per l'attivita' imprenditoriale, generalmente di carattere individuale e familiare, e deve essere pertanto gradualmente esonerata dall'applicazione della imposta di registro; a mantenere le agevolazioni fiscali sull'energia (ad esempio sul gasolio agricolo), che permettono di salvaguardare la competitivita' dei prodotti agricoli, destinandole solo a favore di coloro che si dedicano realmente all'attivita' agricola; a valorizzare il ruolo dei consorzi di bonifica quali enti gestori della difesa del suolo e dei sistemi irrigui in funzione delle esigenze dell'utenza, al fine di organizzare sul territorio un efficiente sistema irriguo, con costi compatibili con i costi dei prodotti, e di assolvere i compiti in materia di sicurezza idraulica, usi plurimi e riutilizzo delle acque; a finalizzare i finanziamenti nazionali prioritariamente al cofinanziamento dei fondi comunitari e a perseguire alcuni obiettivi, tra cui: il rafforzamento dell'azienda agricola attraverso la ricomposizione fondiaria e l'aumento delle dimensioni medie delle aziende; la capitalizzazione e la concentrazione delle strutture di trasformazione e commercializzazione gestite direttamente dai produttori agricoli in varie forme associati; l'integrazione del processo produttivo a valle secondo logiche di filiera; la promozione di politiche di qualita' dei prodotti; l'insediamento stabile dei giovani in agricoltura; lo sviluppo di una appropriata politica dei trasporti dei prodotti agricoli; ad indirizzare il credito agrario prioritariamente verso coloro che svolgono l'attivita' agricola in modo professionale e prevalente, con particolare riguardo ai giovani; a sostenere l'attivita' dell'agricoltore a difesa del territorio soprattutto nelle aree montane e svantaggiate, riconoscendone il ruolo di "guardiano ecologico", in quanto svolge un'essenziale azione nella difesa del suolo dall'erosione e dal dissesto idrogeologico, nella tutela della biodiversita' animale e vegetale, nella conservazione del paesaggio rurale e delle sane tradizioni della civilta' contadina; a promuovere la produzione di biocarburanti e di produzioni ecocompatibili non alimentari; a svolgere una incisiva azione di difesa degli interessi agricoli nazionali a livello comunitario; a dare completa attuazione al riassetto del ministero anche al fine di superare con un adeguato intervento legislativo il passaggio referendario attraverso la razionalizzazione degli organici nelle strutture centrali e periferiche, il graduale trasferimento delle competenze e delle risorse finanziarie ed umane alle regioni, la valorizzazione del ruolo delle conferenze Stato-regioni, l'introduzione di concrete norme volte a permettere la deroga da parte del ministero delle competenze regionali in caso di ritardi, inefficienze ed inadempienze di queste ultime, affinche' non vengano penalizzati gli agricoltori e non si sottoutilizzino i fondi nazionali e comunitari destinati all'agricoltura; a riformare il Corpo forestale dello Stato alla luce del mutato quadro di riferimento e dell'evoluzione del rapporto tra agricoltura e ambiente verso forme integrate di gestione del territorio; a migliorare l'informazione a favore degli agricoltori circa le opportunita' offerte dell'Aima, sviluppando un rapporto di partnership con le organizzazioni professionali agricole. Bisogna riorganizzare la struttura centrale dell'Aima affinche' questa possa trasferire celermente le provvidenze comunitarie agli agricoltori, provvedendo, nel contempo, al controllo della corretta destinazione ed utilizzazione dei fondi secondo i criteri richiesti in sede europea; a razionalizzare il contenzioso e la gestione delle pratiche anomale, per accelerare i tempi di risoluzione e liquidazione delle pratiche; a definire con chiarezza le competenze dell'universita' (ricerca di base) e degli istituti ministeriali e regionali (ricerca applicata e sperimentazione), orientando la ricerca e finalizzandola alle reali esigenze degli operatori e favorendo la partecipazione dei privati; a promuovere la partecipazione attiva al processo di elaborazione delle proposte fin dalla loro presentazione in Commissione. Occorre pertanto predisporre per tempo linee tecnico-politiche sugli argomenti di maggiore importanza come: la riforma delle organizzazioni comuni di mercato (vino, olio, ortofrutta), la ormai prossima riforma della politica agricola comunitaria, la difesa dei prodotti mediterranei in sede di organizzazione del commercio internazionale; a migliorare l'efficienza nell'erogazione delle risorse comunitarie, oggi fortemente sottoutilizzate, coinvolgendo le organizzazioni di rappresentanti dei produttori e garantendo un continuo monitoraggio sulla destinazione e corretta utilizzazione delle risorse stesse; a promuovere, in sede europea, la protezione dei prodotti italiani, a denominazione tipica, garantita all'origine, e il prodotto italiano di qualita'. (1-00093)