Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/01585 presentata da FOTI TOMMASO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19970211
Al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: in occasione della tragica alluvione che nel novembre del 1994 colpi' il nord Italia, dal Piemonte al Veneto, numerose aziende, specializzate nella costruzione di difese fluviali, vennero impiegate al fine di tamponare le rotte arginali, il che favori' la limitazione dei danni; sulla base di quanto disposto dall'articolo 5, comma 1, del decreto-legge n. 646 del 1994, convertito dalla legge 21 gennaio 1995, n. 22, il magistrato per il Po ed altri enti vennero autorizzati ad appaltare i lavori di ripristino anche in deroga alle disposizioni vigenti in materia di appalto; i lavori commissionati, seppure eseguiti a regola d'arte, consegnati ed ultimati entro i limiti temporali previsti, debbono essere, in parte, ancora oggi pagati a circa centocinquanta imprese, che vantano un credito complessivo pari a cento miliardi; dette aziende rischiano di fallire, avendo avuto l'unico torto di credere che lo Stato, per tramite degli organi periferici dei vari ministeri, onorasse gli impegni assunti; del tutto incomprensibile risulta l'atteggiamento del presidente del magistrato per il Po di Parma (l'ing. Ernesto Reali), che, chiamato da pochi mesi a ricoprire l'incarico, si mostra del tutto insensibile ad affrontare la grave situazione determinatasi, limitandosi ad osservare che, poiche' i cento miliardi di lavori privi di copertura finanziaria vennero commissionati dal suo predecessore, non ritiene opportuno richiedere alcuna integrazione di fondi, per fare fronte agli impegni assunti, al ministero dei lavori pubblici -: se e quali urgenti iniziative intenda assumere per impedire che il miope atteggiamento del presidente del magistrato per il Po di Parma determini il fallimento di oltre centocinquanta aziende e, comunque, l'instaurarsi di un contenzioso che fatalmente finira' per costare allo Stato una somma ben superiore a quella di cento miliardi, oggi necessaria per "chiudere", in via bonaria, ogni questione; se non si ritenga opportuno assegnare, anche in ragione dei fatti piu' sopra evidenziati, l'ing. Reali ad altro incarico. (5-01585)